Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Un taglio col passato per scrivere 'un'altra Capitanata': nasce il movimento politico di Riccardi, Mangiacotti e Pezzano

Nasce un nuovo movimento politico territoriale, animato da amministratori ed ex sindaci provenienti soprattutto da Pd e Udc. Il nuovo contenitore punta a strutturarsi per le prossime elezioni e a costruire un progetto più duraturo

Inizia ufficialmente oggi un'altra storia politica "slegata da posizioni ideologiche preconcette" per Angelo Riccardi, Costanzo Cascavilla, Giuseppe e Salvatore Mangiacotti, Giuseppe Miglionico e Rino Pezzano, i magnifici sei che hanno scelto di scriverla con "laltra Capitanata". Tutto attaccato, con un simbolo stilizzato, essenziale ma accattivante che non richiama affatto le provenienze, se non quella geografica. Escono allo scoperto proprio quando i loro i nomi iniziavano a circolare per le prossime elezioni.

"Abbiamo inteso percorrere questo pezzo di strada insieme, che non è legato solo alle Regionali. Pensiamo che si possa costruire un percorso che vada ben oltre". A narrare la genesi della nuova formazione è Angelo Riccardi, che spiega pure come, fondamentalmente, le storie politiche che si sono incrociate non siano così diverse. Eppure Costanzo Cascavilla, ex sindaco di San Giovanni Rotondo dal 2016 al 2019, era sostenuto allora da una coalizione di centrodestra, lui stesso dei Conservatori e Riformisti; Giuseppe Mangiacotti, viene dall'Udc, consigliere comunale di San Giovanni Rotondo ed ex candidato sindaco del centrodestra; Salvatore Mangiacotti, suo fratello, un passato nel Pd, sindaco di San Giovanni Rotondo 15 anni fa; Giuseppe Miglionico è un consigliere di San Giovanni Rotondo dell'Udc e Rino Pezzano, ex vice sindaco di Cerignola, è stato nella Margherita e nel Pd. L'ex sindaco di Manfredonia arriva dai Ds e dal Partito Decrocatico, con cui ha chiuso per sempre.

Hanno scelto un nuovo protagonismo, che è anche quello che auspicano per la provincia di Foggia. "Adesso la nostra aspirazione è allargare sul territorio adesione e partecipazione - continua Riccardi - poi ci porremo, di volta in volta, tutti i vari traguardi da raggiungere".

Tutti potenzialmente candidabili, matureranno una decisione sulla collocazione nei prossimi giorni. "Abbiamo prima costruito il contenitore e un'ipotesi di progetto", che fonda su quattro parole chiave: riscatto, sviluppo, futuro, dignità. Provano a scardinare il sistema, sfidando quella "arrogante e miope oligarchia che per lunghi lustri ha governato questa provincia".

Hanno presentato il nuovo movimento politico territoriale sottoscrivendo il manifesto solo con i "nominativi più rappresentativi", senza un documento corredato di firme che pure avrebbero potuto produrre. "Abbiamo punti di riferimento in tutti i comuni", fa sapere Riccardi tanto per dare un'idea di quanti siano "gli altri". Ora provano a raccogliere adesioni spontanee.

LaltraCapitanata è "l'altra da tutti i punti di vista, perché la provincia di Foggia è poco rappresentata e conta poco. L'altra è quella che si vuole far sentire, che pone le questioni al centro del dibattito politico".

Altro soprattutto rispetto al PD, che è stato anche il suo, quando presidiava la roccaforte manfredoniana dei Dem. "Quel Pd che sta in provincia di Foggia è assolutamente un luogo di pochi, che gestisce potere, che negli ultimi cinque anni ha affermato una supremazia dell'assessore regionale. L'emergenza pandemica non ha fatto altro che cristallizzare una situazione che era presente ormai da qualche anno. Non esiste partito, non esistono le direzioni, esiste un simbolo e una logica che non mi appartiene più".

Rescisso il cordone ombelicale, si toglie qualche sassolino dalla scarpa quando riavvolge il nastro partendo dalla fine. "Quando non fai i conti con la tua storia e con quello che accade, se vuoi pensare di liquidare cose gravi, vicende importanti senza una discussione seria, in quell'esatto momento il partito non c'è più, non esiste. Se si riduce a tenere dentro i 'fratelli di', i 'cognati di', la 'sorella di', il 'cugino di', è una farsa. Ho sempre detto - conclude Riccardi - che la vicenda Manfredonia meritava una discussione e un'analisi seria per poter ripartire, e qualcuno invece ha ritenuto che era il momento delle liquidazioni. E ognuno fa le proprie scelte nella vita".

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