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I pizzarottiani foggiani alternativi ai cinquestelle: "Qui abbiamo portato avanti più battaglie di loro""

Domenica scorsa il primo congresso nazionale di Italia in Comune, che si struttura anche in Puglia. Marino Talia coordinatore provinciale. Francesco Gentile al cittadino. Il 14 dicembre l'inaugurazione delle sede

Italia in Comune, la creatura dell’ex cinquestelle Pizzarotti, si struttura anche in Puglia. La cellula pugliese del ‘partito dei sindaci’ ha eletto, infatti, domenica scorsa, con un congresso che ha avuto luogo ad Altamura (il primo anche a livello nazionale), i suoi coordinatori provinciali e quello regionale. Alla guida, in qualità di coordinatore regionale, Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto e tra i fondatori del partito, il primo eletto nella storia di Italia in Comune. Sarà lui che traghetterà ora la forza politica verso gli appuntamenti elettorali che attendono la Puglia, in prima battuta le amministrative del capoluogo di maggio e, a seguire, le regionali. Circa una decina i sindaci pugliesi dentro al progetto: la Puglia è quella più avanti nella costruzione di “Italia in Comune”. Da qui la scelta di Pizzarotti di tenere il primo congresso nazionale proprio nel tacco d’Italia. Da Foggia arriva il primo nucleo: sono gli ex cinquestelle Vincenzo Rizzi, consigliere comunale, Francesco Paolo Gentile e Marino Talia: quest’ultimo è stato eletto coordinatore provinciale. Ma il gruppo foggiano può contare da subito su un secondo elemento ‘di peso’: un altro consigliere comunale, Marcello Sciagura. Talia lascia il posto di coordinatore cittadino pro tempore a Foggia a Francesco Gentile. Il prossimo 14 dicembre si inaugurerà la sede nel capoluogo. Sul territorio si parte da tre cellule: Foggia, San Severo e Cerignola. “Ma abbiamo notato un buon livello di attenzione” esordisce a Foggiatoday il neoeletto provinciale.

Insomma Talia, da cinquestelle a Italia in Comune. Cosa cambia?

Con una parentesi in Alternativa Libera (dell’ex cinquestelle Artini, ndr). Cosa cambia: certamente la nostra autonomia. Intellettuale e politica. Non ci saranno post su un blog col quale il capo ci sconfessa.

Il riferimento è al 2014 e alla ‘scomunica’ di Vincenzo Rizzi, nel frattempo candidato a sindaco dai grillini?

Sono faccende che abbiamo metabolizzato. Di certo all’epoca la delusione fu grande e sia io che Gentile scegliemmo di seguire Rizzi. Impossibile restare in un luogo dove fino al giorno prima ti abbracciano e poi, dopo un post, ti voltano le spalle. Ma meglio così.

In che senso?

Noi siamo abituati a portare risultati, ad interessarci di un problema, anche piccolo, e andare fino in fondo, finanche in Procura. Lo abbiamo fatto tante volte fino a Foggia. La nostra parola d’ordine è pragmatismo, concretezza. Abbiamo fatto più noi con le denunce ambientali, con il bus ai bimbi rom (per il quale giunsero Le Iene, ndr), con la storia di Beatrice, che gli attivisti in quattro anni e mezzo.

Cos’è Italia in Comune?

Siamo una forza progressista e contro ogni populismo. Siamo un progetto lungimirante, non siamo sudditi di nessuno e  siamo pienamente titolati a sedere agli stessi tavoli delle altre forze politiche. Ma non ‘allargheremo’ mai per cercare di pescare più consenso. Resteremo fedeli ai nostri valori.

“Saper scegliere cosa è giusto fare e non cosa ‘conviene’ fare. E’ questa la cifra stilistica di Italia in Comune. In una parola, ‘responsabilità’. Così Pizzarotti.

 E’ con questo spirito che cerchiamo di dare risposte serie e concrete. E questo  è già produrre un cambiamento, è già mettere al centro alcuni valori della nostra Carta costituzionale. Senza libri dei sogni. Diversamente, saremmo come gli altri partiti.

Sulla scorta di questo, dove vi collocate?

Certamente non con i populismi. La Lega, e gli stessi Cinquestelle, non sono possibili alleati. Siamo una forza giovane, moderata, di buonsenso. Di certo, per formazione politica degli aderenti, nell’alveo del centrosinistra. Ma potremmo anche guardare ad un centrodestra moderato. D’altronde, diversi sindaci sono di provenienza Forza Italia.

Sappiamo, tuttavia, che la settimana prossima sederete al tavolo del centrosinistra foggiano convocato dal Pd.

Sì, saremo lì per ragionare e valutare. Ma non abbiamo preclusioni, se non quelle di cui sopra. Di alleanze, parleremo più avanti poiché senza l’approvazione di una piattaforma programmatica, i discorsi lasciano il tempo che trovano. Vedremo.

Lavorerete ad una vostra lista?

Non lo so ancora. E’ prematuro. Più in là capiremo se ne abbiamo già la forza o se è meglio ragionare su una partecipazione di altro tipo.

Quantomeno i due consiglieri uscenti tenterete di riconfermarli?

Sulla base del progetto che andremo a sviluppare, se i loro profili risulteranno utili, saranno in campo. Ma ripeto, è tutto molto prematuro. Aspettiamo ancora un po’.

Quindi non possiamo parlare neanche di ambizioni in termini di percentuali?

Le rispondo così: quando terminiamo una iniziativa, quasi mai ‘popolare’, la domanda che più spesso ci rivolgiamo tra noi è: quanti voti abbiamo perso oggi?

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