Ruotolo come Barone. A Emiliano: “Istituire una commissione regionale antimafia”

Sandro Ruotolo, intervenuto nel dibattito organizzato dopo l'attentato incendiario di cui è rimasto vittima il giornalista Gennaro Tedesco, ha invitato il presidente della Regione Puglia a istituire la commissione

Sandro Ruotolo a San Giovanni Rotondo

#Eccoci, di nuovo insieme contro la criminalità. Il grave atto intimidatorio compiuto ai danni di Gennaro Tedesco, il giornalista de ‘Il Fatto del Gargano’ al quale per la seconda volta in pochi anni è stata incendiata l’autovettura, ieri si è trasformato in un’occasione quasi storica per ribadire il diritto alla libertà d’informazione e di opinione. A muso duro. C’erano colleghi, amici, conoscenti e le istituzioni, a più livelli: da Michele Emiliano a Raffaele Piemontese, da Michele Bordo a Rosa Barone, da Gaetano Cusenza a Napoleone Cera. E c’era il primo cittadino Luigi Pompilio, secondo il quale “San Giovanni Rotondo è un’isola felice”. Eppure, negli ultimi 18 mesi, di fatti di cronaca inquietanti ce ne sono stati diversi. Presenti la Regione, Assostampa, l’Ordine dei Giornalisti, i colleghi di lavoro, gli amici, i conoscenti, i familiari, le associazioni e la società civile.

“La Puglia è qui” ha rivendicato Emiliano, rivolgendosi al direttore de L’Attacco, che nel suo intervento aveva definito la politica “anello debole strutturalmente funzionale a una nuova forma di potere di estrema vischiosità”. “Sono venuto più volte a San Giovanni Rotondo per gli attentati che per Padre Pio” ha poi ironizzato, non prima però di aver raccontato le esperienze da magistrato e da sindaco di Bari, e sottolineato l’amicizia che lo lega a Gennaro Tedesco, per il quale anni fa curò la prefazione del libro ‘Amaro Giuliani”

A condividere le paure e le preoccupazioni di Tedesco e dei giornalisti in sala, c’era anche Sandro Ruotolo, giornalista d’inchiesta sotto scorta, che prendendo in prestito la proposta della cinquestelle Rosa Barone, ha invitato il governo regionale a istituire la commissione antimafia, parlamentare regionale con poteri d’inchiesta, perché “avete la mafia garganica” ha sottolineato.

Il giornalista televisivo di Samarcanda e Anno Zero, ha poi tirato fuori alcuni numeri inquietanti – di giornalisti uccisi, minacciati e vittime di attentati intimidatori – “mentre lo Stato non fa niente e il Mezzogiorno à fuori dall’agenda del governo”. “Dalla politica – ha aggiunto – voglio i fatti”. Così invece sull’attentato incendiario al giornalista de ‘Il Fatto del Gargano.it’. “Se lui è libero, siete liberi anche voi. Anche io oggi mi chiamo Gennaro Tedesco”.

L’ultimo a prendere la parola è stato proprio lui, Gennaro Tedesco, vittima del terzo attentato incendiario in pochi anni. Nel suo intervento il giornalista ha ripercorso l’angoscia di quei momenti in cui i carabinieri suonarono alle 3 di notte avvertendolo dell’incendio, e confidato le preoccupazioni avvertite alcuni giorni prima dell’atto intimidatorio: “Ho detto che mi sarebbe successo qualcosa”. Prendendo spunto dai commenti sui generis di alcuni individui all’indomani dell’uscita del suo libro, Tedesco ha poi aggiunto: “Se non c’è un passaggio culturale è normale che io sarò sempre solo, è normale che mi incendieranno l’auto”. Nel ribadire la fiducia nell’operato dei carabinieri, il giornalista sangiovannese ha concluso così: “Ogni volta che scriverò un articolo, voi sarete le mie facce”

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