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Mario Furore

Mario Furore

"Tante richieste". Così Furore porta giovani, enti e imprese in Europa: "Sfida è Capitanata protagonista"

In questi giorni l'europarlamentare sta intercedendo per salvare i fondi del Psr che la Puglia rischia di perdere. E sull'assessorato a Rosa Barone auspica una accelerata del Movimento: "Non possiamo più vivere in questo limbo"

"Nel 2024 vorrei poter dire, facendo un bilancio, che in cinque anni la Capitanata è stata protagonista in Europa più che in passato e, anche grazie al mio impegno, ha potuto beneficiare di più fondi possibili". Promette le stelle Mario Furore, europarlamentare foggiano.

È attivista del MoVimento dal 2012, eletto nel Parlamento Europeo nel 2019, quando aveva appena 30 anni. Solo per la cronaca, il più giovane non è lui ma la danese Kira Peter-Hansen.

'In Europa con Furore' è lo slogan che si è cucito addosso assieme allo spassoso avatar a cavalcioni su un aereo che imbraccia il Sud, strizza l'occhio ai giovanissimi e accorcia le distanze con Bruxelles, oltre a esprimere il suo dinamismo. Carismatico, ha plasmato il Movimento 5 Stelle in provincia di Foggia, che è arrivato a identificarsi con lui e Rosa Barone, attuale consigliera regionale in odor di assessorato in Regione Puglia.

Eppure, pare non voglia vivere di politica. "Penso che debba rappresentare una parentesi nella vita. Con questo voglio dire che non ho paura di tornare alla vita reale e preferisco concludere i miei cinque anni portando risultati al territorio".

La connessione con la sua terra e, più in generale, con il Mezzogiorno non è solo sentimentale. È ambasciatore delle istanze pugliesi - e foggiane - a Bruxelles. Come si concretizza questo ruolo di intermediazione?

Avere un europarlamentare foggiano, pugliese, meridionale può essere utile per portare più velocemente a Bruxelles le istanze del territorio. Faccio un esempio concreto: in questi giorni, la Regione Puglia è impegnata in una interlocuzione costante con Bruxelles per non perdere i 90 milioni del Piano di Sviluppo Rurale ed evitare il disimpegno di fondi che, in questo caso, sarebbero sottratti agli agricoltori. Molti di loro, compresa la Coldiretti, hanno scritto a noi europarlamentari pugliesi e io mi sono già impegnato a sostenere la posizione della Regione Puglia, perché bisogno fare fronte comune. 

A novembre ha lanciato il suo nuovo sito www.mariofurore.it, uno strumento che agevola il contatto con i cittadini e che contiene una sezione specifica, di facile consultazione, sui finanziamenti europei. Spinge, in particolare, i programmi a gestione diretta. Perché è importante puntare su quei progetti?

In commissione Bilancio ci siamo occupati dell'approvazione del nuovo bilancio pluriennale da cui dipenderanno anche le risorse per i progetti diretti. Non sono i fondi strutturali che siamo abituati a sentire, cioè quelli gestiti dai ministeri e dalla Regione. Sono, invece, quei fondi che riguardano i progetti a cui si possono candidare gli enti direttamente con la Commissione Europea, un mondo secondo me inesplorato per la Puglia e la Capitanata. In passato, non ci siamo sempre contraddistinti per una buona spesa di questi fondi. Spero che la mia opera di facilitazione nella comunicazione tra enti, imprese e Commissione Europea possa rappresentare un catalizzatore per portare le imprese e gli enti a buttarsi sulla progettazione diretta, perché è molto ricca. Sono progetti specifici in campo scientifico, ad esempio, come gli Horizon, sulla tutela ambientale come i Life e progetti per la competitività delle imprese. Mi piacerebbe accompagnare le imprese e gli enti nella sperimentazione di questi fondi. Ho riscontrato molto interesse. Da quando ho pubblicizzato la piattaforma sono tante le imprese e gli enti che mi stanno contattando, soprattutto in provincia di Foggia ma anche dalla Campania e dall'Abruzzo.

Si riscontra, indubbiamente, in provincia come altrove, una carenza di professionisti che si occupano di progettazione. Come si può ovviare a questo problema?

Il tema che affrontiamo spesso con gli enti è che non c'è personale atto a gestire il progetto, non solo a candidarlo, perché in tema di rendicontazione, di management, la Commissione Europea è molto rigorosa. Però è anche vero che spesso si può adottare un sistema a doppio binario, affidandosi a professionisti esterni che possono affiancare i dipendenti della pubblica amministrazione nei progetti, in modo tale che dopo un po' di anni, con l'esperienza acquisita, possono rendersi autonomi.

L'Europrogettazione potrebbe rappresentare una valida opportunità professionale per i giovani anche in provincia di Foggia?

È proprio per questo che, da quando sono stato eletto, organizzo un corso di Europrogettazione che si chiama Eureka. L'anno scorso ho portato 60 persone dell'Università di Foggia tra studenti e personale per una full immersion con europrogettisti di Bruxelles ed è stata una iniziativa molto apprezzata. Sono tante le persone che mi invogliano a sperimentare altre e nuove edizioni che ci saranno sicuramente. Mi piacerebbe portare la Commissione Europea a Foggia. Mentre l'altra volta abbiamo portato Foggia a Bruxelles, questa volta, anche in considerazione delle restrizioni anti-Covid, potrei ideare una tre giorni qui sul territorio. Molti studenti mi scrivono che stanno continuando ad approfondire la materia. Proprio i ragazzi del progetto Eureka stanno tuttora sperimentando questo tipo di progettazione, segno che questi corsi funzionano.

Tramite i social fornisce aggiornamenti settimanali sulla sua attività in Parlamento. Prova anche così a colmare la distanza percepita con l'Europa?

È molto faticoso far comprendere il lavoro che svolgiamo in Europarlamento perché l'Europa sembra molto distante. In realtà, noi indirizziamo tutte quelle risorse che in effetti poi vediamo realizzarsi per il tramite di ministeri e Regioni. È un lavoro che fatica ad arrivare agli occhi dei cittadini sui territori però io cerco di metterci il massimo impegno anche nella divulgazione, proprio per far capire che l'Europa è più vicina di quello che pensiamo e l'informazione legata ai bandi europei spero possa aiutare i cittadini a realizzare i propri progetti. 

Quali sono le istanze più frequenti dei cittadini?

Mi contattano tanti giovani che vogliono sperimentare nuove Pmi e ci sono tante realtà che possono competere anche con i fondi indiretti. Come governo, abbiamo promosso un bando che si chiama 'Io resto al Sud' che è una misura molto importante di cui possono beneficiare i cittadini del Sud per fare nuove imprese. Le richieste maggiori arrivano dal settore turistico.

Inevitabilmente, l'Europa in questo anno si è concentrata sull'emergenza Covid. A quali interventi, in particolare, ha lavorato?

L'Europa si è occupata soprattutto della lotta al Covid, per fortuna direi. Io sono titolare della commissione Trasporti e Turismo in cui battaglio ad esempio per i balneari travolti dalla direttiva Bolkestein, che ha abrogato il rinnovo automatico delle concessioni, o mi occupo dell'allungamento delle reti Ten-T in Italia. In questo periodo, mi sono dedicato ai sostegni al turismo, perché molti imprenditori si sentono invisibili rispetto ai ristori che dipendono anche dall'Europa. Da sempre porto avanti una battaglia con altri colleghi parlamentari italiani, anche di diversi colori politici, sulla necessità di creare un fondo ad hoc. Durante la pandemia, poi, molti operatori lamentavano tempi troppo stretti per presentare le domande alla Commissione Europea e io, in virtù di questo, scrssi alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e ottenni la proroga dei bandi europei per facilitare, per esempio, le imprese del Mezzogiorno.

Cosa vede nel futuro del Movimento 5 Stelle?

Il movimento 5 Stelle, per quanto mi riguarda, sta attraversando una fase totalmente nuova, di riorganizzazione. Oggi credo che il Movimento possa mantenere la sua identità e i suoi valori ma che abbia la necessità di organizzarsi in maniera più capillare sui territori, per essere più incisivo. Sui territori - e lo abbiamo visto con le ultime regionali - andiamo in sofferenza perché non basta più il voto di opinione. Quando governi, la gente si aspetta da te dei risultati e quando anche portiamo dei risultati spesso non siamo così bravi a comunicarli. Con una struttura ben radicata è più facile arrivare ai cittadini per far comprendere quello che stiamo facendo. Molti ci criticano perché abbiamo fatto prima un governo con la Lega e adesso con il Pd, però io ricordo sempre a tutti che comunque noi portiamo avanti i punti del nostro programma. Piaccia o meno, il Reddito di cittadinanza lo abbiamo realizzato con i voti della Lega, e il taglio dei parlamentari con i voti del Pd. Un risultato che possiamo definire storico per il Movimento 5 Stelle è che abbiamo potuto portare a casa un Recovery Fund che in passato, se pensiamo agli atteggiamenti di un'Europa matrigna, sarebbe stato impensabile. Dobbiamo continuare a essere protagonisti in questa politica però dobbiamo strutturarci meglio. Abbiamo bisogno di riferimenti importanti sui territori. 

Un saldo rapporto di amicizia che si riflette anche nell'attivismo politico la lega a Rosa Barone. Questa accoppiata e complicità, nel caso si concretizzasse l'assessorato regionale al Welfare, potrebbe generare ricadute positive sul territorio?

Assolutamente sì, Rosa sa che su di me può contare con un lavoro costante e sinergico. Se dovessimo prendere il Welfare, credo che sia un assessorato completamente nelle nostre corde e una delle sfide di Rosa potrebbe essere quella di catalizzare il maggior numero di risorse, in questo caso anche europee, al servizio del proprio assessorato. Si può fare tanto perché ci sono risorse comunitarie che possono essere a disposizione del Welfare, penso all'inclusione sociale, ai progetti di antimafia sociale, all'integrazione, temi sull'immigrazione. Credo che su questo possa fare un buon lavoro anche alla luce della sua pregressa esperienza in qualità di presidente della Commissione Antimafia regionale. Sa dove intervenire. Chiaramente l'assessorato al Welfare è centrale se pensiamo al periodo e alla crisi pandemica che stiamo vivendo. Quindi, mi auguro che ci sia una accelerazione rispetto a questa decisione. Si deve capire cosa vuole fare il Movimento in Regione perché, francamente, non possiamo più vivere in questo limbo.

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