Intervista a Lucia Lambresa: “Atteggiamento irresponsabile da parte di tutti”

"L'annunciata verifica si sta riducendo a mera spartizione di poltrone. Voglio chiarezza e coerenza, torno ma alle mie condizioni". A Laccetti e Leone: "Escano dall'ambiguità, non esistono furbate"

E’ Lucia Lambresa. O la ami o la odi. Sarà per quel carisma di “pasionaria” che ha saputo cucirsi addosso, frutto di una tela politica tessuta sapientemente negli anni sotto le bandiere del Fronte della Gioventù ed Msi prima, Alleanza Nazionale poi, diventandone segretario provinciale ed entrando a far parte dell’assemblea nazionale del partito. Fino alla co-direzione provinciale nel 2008 insieme a Carmelo Morra di un costituendo Pdl, che debuttava per la prima volta alle elezioni provinciali che sancirono la vittoria di Antonio Pepe.

Quindi la delusione. Forte di un’esperienza decennale tra i banchi del consiglio comunale e già presidente di Amica, (l’azienda speciale di igiene urbana), Lambresa in quella candidatura a sindaco di Foggia in quota Pdl nel 2009 ci credeva. Surclassata, però, da Enrico Santaniello. Quasi un tradimento per la “pasionaria”, che in campo scende ugualmente ma sostenuta dall'Udc e con un movimento tutto suo, “Lista Lambresa sindaco”,  oggi confluito nel più ampio progetto “Io Sud” targato Adriana Poli Bortone.

Quasi che l’ex sindaco di Lecce abbia ispirato, soprattutto nell’ultimo scorcio, tutti i movimenti di Lambresa: le due storie corrono in parallelo, solo a “livelli” differenti. Il resto è storia recente: un “Patto del buongoverno” col sindaco Mongelli che decreta la nascita del primo laboratorio politico pugliese. Centro (con “robusti elementi” di destra) e centrosinistra per la prima volta insieme nel segno della discontinuità rispetto alla fallimentare esperienza del centrosinistra di Ciliberti. Ma oggi, a poco più di due anni distanza da quella stretta di mano, Lambresa è vicesindaco dimissionario.

Lambresa, qualcosa si è rotto…
Le mie dimissioni erano un atto dovuto dopo la mancata approvazione del bilancio di previsione ad agosto. Una presa di distanze che certamente non è un fulmine a ciel sereno per sindaco e maggioranza.

I sintomi del disagio, nell'ultimo anno, ci sono stati tutti. Culminati con l'aumento della Tarsu...
L'inasprimento della pressione fiscale sui rifiuti è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso di fronte al disservizio che diamo alla città. Ma il mio disagio nasce molto prima, già nel dicembre dell'anno scorso. 

Ricordiamo a gennaio una durissima conferenza stampa. Ha accusato le forze di coalizione di lentezza e scarso decisionismo.
Ho realizzato che si stava perdendo tempo prezioso. Ci eravamo imposti di dare rapidamente un segnale forte alla città. Entro  dicembre 2010 avremmo dovuto mettere nero su bianco la riorganizzazione dei servizi comunali. Una sfida ambiziosa.

Ma, passato l'entusiasmo iniziale, è cominciata la solita melina...
La delibera è arrivata dopo sei mesi. E' come se non si volesse decidere. Fui l'unica a mettere sul tavolo un disegno di riorganizzazione. Amica, Amgas, Ataf ed un'azienda comunale unica in cui far confluire cooperative e tutte le attività non collegate al core business delle ex municipalizzate. Non fui ascoltata. Nel frattempo le carte in tavola cambiavano...

Dica...
Per Amica convenimmo di procedere col concordato preventivo. Scoprii qualche tempo dopo che si era optato per l'amministrazione controllata. E sa qual è la cosa paradossale?

Quale?
Che si sta procedendo al buio. Abbiamo un'idea, seppur minima, delle condizioni in cui versa Amica e di cosa le ha determinate? Non un documento, nessuna vera ricognizione. E il disservizio imperante, vuol mettere? Come si fa in questo bailamme ad aumentare la tarsu?

Ma Pd, UdCap e socialisti hanno deciso anche senza di lei…
Dalla loro hanno la forza dei numeri. I numeri deformano la valenza politica. Ma Lucia Lambresa non può andar bene solo quando si tratta di scendere in prima linea a fronteggiare le emergenze, abitative, occupazionali...E poi essere tenuta fuori quando si tratta di decidere altro. Salvo poi sentirmi dire che ho ragione. Che gioco è?

Una "regia occulta" per farla fuori?
Sono una presenza scomoda? Me lo si dica. Non ho problemi a farmi da parte. L'ho già fatto.

Il sindaco Gianni Mongelli vittima di veti incrociati?
Credo di si. Dal dicembre 2010 qualcosa nel meccanismo si è inceppato. Avevamo iniziato nel segno della discontinuità. Bisognava continuare.

E' pentita di quella scelta? Del Patto del Buongoverno?
Non nego che l’entusiasmo del 2009 si è smorzato. I passati politici differenti, evidentemente, stanno venendo a galla. Anche il”centro” che oggi siede in consiglio ha una storia politica diiversa dalla mia. Ma quel patto è frutto di un percorso politico al quale resto legata.

Il sindaco ha respinto le sue dimissioni, cerca di recuperarla.
L’annunciata verifica si sta riducendo a mera spartizione di poltrone. Sento dire: facciamo una giunta di under 40. Una proposta assurda. E poi, se la logica è quella del 2009, cambi di casacca non danno automaticamente diritto a poltrone. Mi riferisco al Mep, a Sel, a Socialismo Dauno. Si stanno dimenticando i problemi della città. C'è un atteggiamento irresponsabile, da parte di tutti.

Ci sono anche i suoi...
Ex. Laccetti e Leone escano dall'ambiguità. Ricordo loro che sono stati eletti con la mia lista: "Lista Lambresa sindaco". Non esistono furbate.

Il sindaco potrebbe incontrarli sempre in virtù della verifica..
In rappresentanza di quale partito? Forse come consiglieri comunali. A questo punto anche il sindaco dica cosa intende fare.

A quali condizioni rientrerebbe?
Bisogna che si ritrovi entusiasmo attorno ad un progetto, che si dica cosa si vuol fare e con quale maggioranza. Anche pochi obiettivi. Ma che abbiano tempi certi. Non è più possibile aspettare due anni per un Pug. Come non più differibili sono il piano degli insediamenti produttivi e del commercio.

Ma lei ha bocciato quasi in toto il bilancio di previsione.
Cominciamo a calibrare meglio le risorse. Sono poche, bene. Razionalizziamo, con oculatezza. Non è possibile che a soffrire tagli siano sempre e solo i miei settori. Ricordo che la sicurezza è tema sensibile. E programmiamo nel lungo periodo.

Il bilancio è nelle mani del sindaco.
E lì deve restare. Non avremmo altrimenti ottenuto i risultati che pur abbiamo incassato sul fronte risanamento e che rivendico. Ma la Corte dei Conti chiede anche altro.

Ovvero?
Sento parlare del ritorno della politica nelle ex municipalizzate. Sarebbe eticamente irresponsabile oltre che economicamente insostenibile. Vorrei ricordare che i magistrati sono stati chiarissimi: niente cda, avanti con gli amministratori unici. Peraltro dovrebbe farsi da parte anche la tecnostruttura. E poi riduciamo ulteriormente le società satelliti. Sono ancora troppe.

Ma circola voce di un suo ritorno in Amica. E' così?
Se riesce ad ottenere l'amministrazione straordinaria, Amica avrà una gestione commissariale. Sono chiacchiere. Purtroppo se ne dicono tante.

Anche sulla tecnostruttura.
Anche qui, non ho chiesto più personale ma di calibrare meglio. Ci sono settori in affanno ed altri che godono di corte al seguito, le pare?

E dirigenti che vengono descritti come i “dominus” del Palazzo…
Se accade questo, vuol dire che la politica che è debole. I dirigenti vanno responsabilizzati. Che io ricordi una riunione allargata con i dirigenti non c'è mai stata.

C’è altro?
Si. Gli assessorati devono restare tanti quanti sono oggi.

C’è il rischio che aumentino?
Così sento dire.

Insomma, Lambresa, la porta resta aperta. Ma alle sue condizioni.
Io mi sento moralmente responsabile nei confronti di questa città e di quel patto sottoscritto con gli elettori. Mi chiedo: vale ancora? Voglio chiarezza e coerenza. Sono queste oggi ad esser venute meno.

Altrimenti?
Questa è una partita che si chiuderà da sola, in un modo o nell'altro. Se la barca affonda, affondo anch'io. Ripeto: sono moralmente vincolata a quel Patto. Mi sono dimessa. Era un atto dovuto. Ma anche un voler scuotere i partiti, richiamarli ad un senso di responsabilità. Per il resto, continuerò la mia battaglia per la città e per il territorio.

C'è questo progetto di "Grande Sud" con Poli Bortone e Miccichè.
Ritengo che quello del Mezzogiorno sia un tema che deve imporsi con forza oggi nell'agenda di Governo.

Con Miccichè si è schierato di recente Enrico Santaniello, colui che la surclassò. Vi ritroverete fianco a fianco...
E' una questione che, francamente, non mi pongo.

Alla luce della clamorosa sconfitta rimediata dal centrodestra, sbagliò il Pdl a candidarlo, preferendolo a lei?
Devono dirlo loro.

Il Pdl ha plaudito alla sua scelta di dimettersi. Torna a considerarla importante punto di riferimento.
Sono aperta al dialogo con tutti. A maggior ragione con chi ha un passato politico più affine al mio. Ma oggi non ci sono le condizioni. Ho un dovere morale nei confronti del percorso fatto fin qui. Peraltro ricordo che è stato proprio il centrodestra nel 2009 a non volere l'apparentamento con me e a dare la stura all'intesa col centrosinistra.

Neanche se le proponessero la candidatura a sindaco?
Che io sognassi di fare il sindaco è dato ormai acquisito. Ma nulla di ciò che faccio è strumentale. Men che meno queste dimissioni.

Ipotesi remota, quindi...
Senta, nessuno è nelle condizioni di governarla meglio questa città. E nessuno vuole il commissario. Certo, il futuro non posso prevederlo. Ma è chiaro che dovrebbero maturare tutta una serie di condizioni che ad oggi proprio non ci sono. Si figuri che lì ci si sta già giocando la leadership mentre si ha ancora la necessità di far nascere il partito sul territorio.

Anche l'Udc l'ha sempre corteggiata.
Ho sempre avuto un ottimo rapporto con Angelo Cera. Ho posto il problema politico in consiglio quando l’Udc è passata all'opposizione. E' ovvio che il mio ruolo finisce là dove sento dire che Cera farebbe "una pernacchia" al sindaco. E poi sa come la penso?

Come?
Che alla fine le due fazioni, Udc e UdCap, si riappacificheranno. Ho questa sensazione.

E lei?
Una volta chiuso questo capitolo, potrò valutare tutto con maggiore serenità. Non ho alcuna preclusione. Ma al momento è tutto prematuro.

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E’ amareggiata?
Molto. Non vedo volontà di cambiamento. Al momento in consiglio siede una maggioranza di “cilibertiana” memoria” Non sembra esserci altro.

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