Intervista a Gabriele Mazzone: passato, presente e futuro del Pdl

Sul Pdl, "una felicissima intuizione purtroppo rimasta tale". Per il futuro candidato sindaco, il coordinatore provinciale del Pdl strizza l'occhio a Leonardo Di Gioia. Apertura all'Udc

Gabriele Mazzone

Dalle esperienze passate si impara. Si deve imparare. “Abbiamo perso le elezioni comunali del 2009? Recupereremo”: parola di Gabriele Mazzone, democristiano di lungo corso e oggi coordinatore provinciale del Pdl in Capitanata. La politica, Mazzone, la conosce eccome. Un fine intenditore, si direbbe. Ed oggi sospira: “Il Popolo della Libertà? Una felice intuizione, che tuttavia, ad oggi, continua a restare tale”.

In Capitanata, in particolare, il partito sembra non essere mai nato. E perde colpi anche quella fusione “a freddo” avvenuta tra Forza Italia ed Alleanza Nazionale. A Foggia, in particolare, non ci si “annusa” neanche tra ex azzurri. Troppe divisioni interne, una babilonia di anime diversissime tra loro, che si guardano in cagnesco, tutte riconducibili a “mammasantissima asso-pigliatutto” dell’ex partito di Berlusconi o di Fini e tutti con alle spalle almeno 2-3-4 mandati regionali, provinciali, comunali. Ma c’è fermento nella sede di via Bari. Qualcosa, forse, sta cambiando.

Lo si percepisce nell’aria, tanto romana quanto foggiana. Il giovanissimo segretario nazionale, Angelino Alfano, infonde fiducia e speranza. Si danno da fare le giovani leve, portano fuori la testa. Si apre la stagione dei congressi, “quindi - dichiara l’ex guardasigilli - primarie a tutti i livelli”. Si vedrà. Incontriamo Mazzone nella sua stanza, quella dell’assessorato provinciale al Personale, al primo piano di Palazzo Dogana. Solo qualche giorno prima il “No Mongelli Day”, il corteo del centrodestra per mandare a casa il sindaco di Foggia, manifestazione benedetta ufficialmente dallo stesso Mazzone. L’umore c’è tutto.

INTERVISTA A GABRIELE MAZZONE, COORDINATORE PROVINCIALE DEL PDL

1. Dott. Mazzone, entusiasta per l’esito del “No Mongelli day”? La piazza, in fondo, restituisce nuovo vigore

Guardi, si è affermato che non c’era l’appoggio del partito. Ed invece il sostegno c’è stato tutto, dell‘intero Pdl, senza alcun distinguo. Poi, è evidente, c’è chi ha potuto parteciparvi in prima persona e chi, invece, ha dovuto rinunciarvi.

2. Ma un po’ pochini, Mazzone, quel migliaio di manifestanti per un partito come il Pdl, non crede?

Ho sempre sostenuto che non contavano i numeri. C’era piuttosto bisogno di dare un segnale alla città in una situazione che si avvia allo sfascio totale. E’ un’iniziativa positiva. Bisognava che qualcuno reagisse. La città ha reagito? Non lo so. Forse non ha partecipato come avremmo voluto. Foggia, peraltro, non è una comunità che ‘smuovi’ facilmente. Si poteva fare di più? Forse si. Ma era doveroso dare un segnale.

3. I ‘maligni’ vi hanno letto una sorta di prova di forza interna al partito. In quella piazza – sostengono - c’era il ‘popolo’ di Landella

Se lo scopo della manifestazione doveva essere questo, me lo lasci dire, è uno scopo miserabile. A me non importa chi c’era in quella piazza “politicamente” parlando. C’erano famiglie in difficoltà che oggi chiedono aiuto. E tanto mi basta. Foggia è allo stremo, messa in ginocchio da 7 anni di centrosinistra al Comune che ha provocato e continua a provocare danni su danni. La gente percepisce un’amministrazione lontana, assente. Si sente abbandonata e vessata.

4. L’ultima ‘chicca’ si chiama aumento Tarsu

Una cosa assurda! Quel 30% in più è un aumento considerevole in un momento, peraltro, di forte difficoltà per le famiglie foggiane a fronte, poi, di un disservizio quotidiano, che si perpetra ormai da tempo.

5. Ma dott. Mazzone: e i tagli ministeriali, vuol mettere? 7,5 milioni di euro in meno nel 2011? E una prospezione di quasi il doppio per l’anno venturo a causa della manovra del Governo? Come si recupera quel denaro?

Non diciamo sciocchezze. I provvedimenti del Governo - per carità, dolorosi- si sono resti purtroppo necessari o l’Italia si sarebbe avviata al fallimento. Ma l’aumento Tarsu, a Foggia, è stato deliberato quando la manovra era ancora ‘in fasce’ e non si conosceva l’impatto che avrebbe avuto sugli Enti locali. Senta a me: quel ‘ritocco’ prescinde dai provvedimenti del Governo nazionale.

6. Una misura che ha rotto quel Patto del Buon Governo del 2009. Lucia Lambresa si è dimessa da vicesindaco. Come giudica il suo strappo?

Positivo, ampiamente positivo. C’era da aspettarselo in fondo. Lucia Lambresa non poteva continuare a far finta che tutto andasse bene, accollandosi responsabilità del passato non sue. Dov’è la tanto sbandierata discontinuità? Uno spot, un manifesto di buone intenzioni, tutto qui.

7. Si cerca di recuperarla

A lei la scelta. Io spero che questa rottura possa costituire il primo passo per una ripresa del dialogo tra lei e il Pdl. Noi siamo decisi a cambiare le cose e a non ripetere gli errori del passato che tanto ci hanno penalizzato. Ci stiamo guardando intorno per le prossime elezioni. Ecco perché le forze moderate devono cominciare a parlare di programmi e di uomini. Sento dire: “è difficile”. Ma ci riusciremo, risolleveremo la città.

8. Il sindaco Mongelli non conclude il mandato?

Non lo so. Io spero solo che si ponga fine a questa esperienza, il prima possibile.

9. Appello dunque a tutte le forze moderate. Ma l’Udc ha già rispedito al mittente la vostra apertura. Parole testuali di Angelo Cera: “noi siamo altra cosa”.

Ne prendiamo atto. Spero che il tempo faccia cambiare idea al partito di Casini. Certo, oggi è presto per dire chi farà parte di questa coalizione e chi no. E poi c’è questa frattura Udc - UdCap.

10. Entrambe forze moderate e, dunque, potenziali interlocutori del Pdl. Ma come si tengono insieme se si prendono a “sassate”?

Si, un bel cruccio. Cosa vuole che le dica: vedremo.

11. Ma prima di pensare alla coalizione, pensiamo a risolvere i problemi in casa Pdl per evitare di commettere errori nei quali siete già incappati, capitolando rovinosamente

Spero che i congressi risolvano questo malessere interno. Mancano oggi luoghi deputati al confronto, è questa la verità. Ognuno spara la sua nelle forme e nei modi che ritiene più consoni. Ho chiesto a gran voce i congressi, scrivendo direttamente ad Alfano. Siamo stati esauditi. Si terranno a partire da novembre, il tempo di chiudere il tesseramento. Si apre un nuovo corso. E le primarie, anch’esse sdoganate, a tutti i livelli, contribuiranno a chiudere l’epoca dei nomi calati dall’alto e a portare una ventata di nuovo e di freschezza in un partito che ha estremo bisogno di un ricambio generazionale. Quindi di riproporsi all’elettorato e di diventare partito con la P maiuscola, radicato sul territorio, sentito dalla gente.

12. Cos’è allora oggi il Pdl?

Una felicissima intuizione, purtroppo rimasta tale. La fusione FI - An non è riuscita ad incarnarne lo spirito originario e a darne corso. Oggi è un partito che a livello periferico non è mai nato con i suoi organismi ed i suoi dibattiti. Ma siamo ad un cambio di passo. Il Popolo della Libertà nascerà a tutti i livelli in fase congressuale.

13. Un partito che, proprio per i malesseri di cui sopra e le difficoltà appena accennate, a Foggia non è mai riuscito a nominare un coordinatore cittadino

Già. Ma qualche tempo fa c’è stata una presa di posizione della gruppo in consiglio comunale sul nome di Franco Landella. L’organo regionale, tuttavia, non hanno inteso dar corso a questa indicazione.

14. E come mai? I conti si fanno con i voti e Landella è uno che ne ha portati sino ad ora. Il più suffragato a Foggia alle scorse comunali. Primo dei non eletti in consiglio regionale. Forse gli spettava un mezzo riconoscimento

Cosa vuole che le dica. Cercavano un nome che riuscisse a fare sintesi tra le diverse anime del partito, che unisse piuttosto che dividere

15. Landella è un nome che divide?

Non lo so. Può darsi. In ogni caso è una risorsa.

16. Fino ad ora poco valorizzata. E che, non è un mistero, ambisce alla fascia di sindaco

E’ sicuramente un nome attorno al quale si può discutere. Ho già sentito parlare di questa sua aspirazione. E’ chiaro che ci sono diversi nomi spendibili.

17. Tipo? Quello del consigliere regionale e già assessore provinciale al Bilancio Leonardo Di Gioia? Anche questo è un nome che circola, per la verità quasi sempre …

Certamente. Ha dimostrato di essere un ottimo amministratore. Un’altra grande risorsa.

18. Nomi che, peraltro, risponderebbero all’esigenza di svecchiamento … Gliene faccio un altro: Luigi Miranda

Tutto è possibile

19. O magari un nome di peso come quello dell’attuale presidente della Provincia Antonio Pepe. A maggior ragione oggi che pare che non si ricandiderà più al Parlamento

Come no! Ottima incarnazione di sintesi, peraltro necessaria per il candidato sindaco. Anche se, secondo me, non è detto che non si ricandidi più alla Camera dei Deputati. Vedremo.

20. Ma così, dott. Mazzone, non c’è differenza! Un nome vale l’altro

Assolutamente. Semplicemente abbiamo uomini nel partito. Abbiamo nomi. E’ chiaro che il candidato sarà colui che rappresenterà la sintesi non del solo Pdl ma dell’intera coalizione.

21. E se la candidatura la rivendicasse l’Udc in cambio di un ingresso nella coalizione di centrodestra? Accettereste di farvi da parte come forza maggioritaria?

Se l’Udc accettasse di dar vita col centrodestra a questa coalizione, nessuna preclusione.

22. Ok, tutti i nomi sono possibili. Alias, è alquanto presto per parlarne.

Io dico: facciamo i congressi. Le primarie faranno il resto. La voce alla base, agli iscritti. Chi vale, vincerà.

23. E metterà d’accordo tutti?

Bisognerà avere l’onestà intellettuale di adeguarsi alle regole della democrazia. Ed un elevato senso di responsabilità se non vogliamo rischiare di regalare nuovamente qualcosa al centrosinistra. Ognuno faccia le sue valutazioni.

24. Altro elemento di democrazia dovrebbe essere l’introduzione del meccanismo “una tessera, un voto”, che andrebbe a chiudere l’epoca dei grandi elettori …

Non sappiamo ancora bene con quale meccanismo si terranno i congressi. La Commissione nazionale sta ancora valutando. Ma certamente segneranno una svolta storica per il Pdl.

25. Capitolo Provincia. Ma cosa succede? Il vostro gruppo, il Pdl, quello più insofferente

A Palazzo Dogana si sente il fisiologico bisogno di un “tagliando” di metà mandato che ci faccia ripartire con rinnovato entusiasmo. Siamo decisi a rilanciare l‘azione dell‘amministrazione. E’ partita la fase del confronto interno che si chiuderà presumibilmente nelle prossime settimane, subito dopo la fase di assestamento di bilancio

26. Un provvedimento sul quale non potete rischiare, è evidente, di portare in aula malumori..

Stiamo raccogliendo indicazioni dal gruppo consiliare. Ci stiamo confrontando sui settori che hanno bisogno di una maggiore attenzione

27. Tipo?

Tra le richieste c’è una rotazione dei dirigenti. Stiamo esaminando.

28. Si chiede anche di ritoccare l’esecutivo, troppo ermetico, isolato rispetto al consiglio. Rimpasto?

Non è all’ordine del giorno. Pensiamo più ad una singola nomina.

29. Chi entra e chi esce?

Non mi faccia fare nomi al momento, bisogna che si chiuda questa fase di verifica, sia buona…

30. Avete un gran bisogno di ripartire. Palazzo Dogana fino ad ora non ha brillato per attività e gestione. Per non parlare del momento attuale, di totale demonizzazione delle Province. Si va verso una loro abolizione.

Guardi, è un luogo comune dire che la Provincia è assente. Noi ci siamo. E ci siamo in settori come il personale, la formazione, l’ambiente. Consideri poi che siamo ancora in attesa che la Regione sciolga le briglie alle deleghe che ci competono.

31. Quindi non vanno abolite, non sono enti inutili

Assolutamente. Lo diventano nel momento in cui la Regione non dà corso ai trasferimenti di deleghe.

32. Ma la crisi economica? L‘esigenza di risparmio?

Avremmo fatto un buco nell’acqua se per rispondere a queste esigenze, evitassimo di dar corso alla mission principale in capo alle istituzioni: il servizio al cittadino. E’ chiaro che siamo in un momento di ristrettezza economica che impone un ridimensionamento dell’attività degli Enti locali, una loro più efficiente organizzazione. E’ questo che bisogna fare: imparare a razionalizzare. Bisogna cominciare a chiedersi: io ho tot risorse, meglio spenderle in servizi sociali o in manifestazioni culturali che, seppur legittime, possono aspettare? E’ così che si comporta il buon amministratore.

33. Ma protestano pure i sindaci di centrodestra

E’ il mio modesto pensiero

34. Di chi ne ha viste tante, però. E’ grazie a lei e alla sua capacità di mediazione se oggi il Pdl restituisce in qualche modo all’esterno l’immagine di un partito. Quale sarà il suo ruolo dopo il congresso?

Di semplice iscritto ed umile militante. Il mio ruolo finisce qui.

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