Foggia, l’on. Cera replica a Iaccarino e rilancia l’Udc: “Io padrone? No, lui inaffidabile”

Il segretario provinciale replica alle accuse del consigliere comunale: “Pensavo fosse politicamente più corretto e più forte da un punto di vista elettorale”. Su Miranda: “E’ caduto nel tranello di qualcuno”

Angelo Cera

Pur evidenziando gli scarsi risultati elettorali ottenuti a Foggia dall’Udc alle Politiche di febbraio - “nonostante tre consiglieri comunali” – il segretario dello Scudocrociato in Capitanata, l’onorevole Angelo Cera, annuncia la partecipazione del partito alle prossime amministrative, aggiungendo che “presenterà una propria lista che supererà di gran lunga il risultato delle elezioni politiche scorse”. L’onorevole di San Marco in Lamis allontana così le voci che lo vedrebbero in cerca di altri lidi: “Gli altri partiti non mi interessano perché ho lo Scudocrociato nel sangue”.

E replica a Leonardo Iaccarino che lo accusa di “gestione padronale”, rimarcando il rischio a cui si andrebbe incontro di “consegnare il partito nelle mani di chi si è permesso il lusso di votare per la Camera dei Deputati per la lista Monti e al Senato per la lista di Berlusconi”. Sempre sul consigliere comunale e vigile del fuoco, Cera fa mea culpa: “Mi sono fidato di una persona che dal punto di vista politico credevo più corretto e dal punto di vista elettorale più forte, ma il risultato di Foggia parla chiaro”.

Mentre, sulla decisione di Miranda di declinare il suo invito e di (ri)proporsi come candidato sindaco, ma a capo di una lista civica, il segretario provinciale non ha dubbi: “Non ha creduto nel rapporto personale con me, ma è caduto nel tranello di qualcuno, che lo ha spinto, già di diverso tempo, a girovagare tra tutti gli schieramenti, da sinistra a destra”.

Onorevole cosa sta succedendo all’interno dell’UDC di Capitanata? Possiamo considerare conclusa l’esperienza dello Scudocrociato?

L’UDC di Capitanata e più in generale il sistema “partiti” stanno vivendo una sorta di “crisi esistenziale” dovuta alla confusione che oramai, da parecchio tempo, regna sovrana in Italia e nella provincia di Foggia. Tuttavia nel caos generale devo comunque constatare, tenendo conto il risultato delle politiche scorse, che l’UDC in Provincia di Foggia ha ottenuto comunque il maggior numero di consensi in Puglia ed è, in termini di percentuali, il doppio di quella nazionale. Un partito provinciale che può annoverare tra i suoi dirigenti Sindaci di Città importanti e oltre cento consiglieri comunali. Ovviamente tutt’altra storia se ci soffermiamo solo al partito di Foggia Città: qui pur avendo avuto tre consiglieri comunali il risultato ottenuto è stato il più basso della storia del partito.

Tanti gli esponenti politici che si sono allontanati dal partito. Colpa della sua gestione “padronale”, come l’ha definita Iaccarino? Oppure?

Dipende dal significato che si vuole dare a “gestione padronale”. Se qualcuno mi vuole incolpare di aver avuto le redini ferme su idee, prospettive e aspettative di qualcuno, allora c’è solo da vantarsi. Perché prima di mettere in strada una macchina c’è da controllare soprattutto l’affidabilità. Se consegnare il partito nelle mani di chi si è permesso il lusso di votare per la Camera dei Deputati per la lista Monti e al Senato per la lista di Berlusconi, svendendo partito e ideali, permettetemi di dire che faccio bene a fare il “padre” di partito. 

A quanto pare - come trapelato in più occasioni - con Iaccarino non è mai corso buon sangue. Ha qualcosa da rimproverarsi oppure da rimproverare al consigliere comunale?

E’ da un sacco di tempo che non lo vedo. Di certo non posso rimproverarmi nulla, forse di essermi fidato di una persona che dal punto di vista politico credevo più corretto e dal punto di vista elettorale più forte. Il risultato politico a Foggia ha parlato chiaro. Sinceramente ammiro i giovani che vogliono proporsi in politica ed è proprio con questo sentimento che avevo accolto sia Iaccarino che Miranda. A volte però l’essere giovani e ambire a traguardi importanti potrebbe, soprattutto ad una giovane età, far fare passi sbagliati.

Ma prima di Iaccarino, appunto, qualche problemino lo ha avuto anche con l’avvocato Miranda

Con Luigi, in tutta sincerità, non ho mai avuto problemi, godevo molta fiducia. Alla mia proposta, quella di fare il candidato Sindaco per la Città di Foggia, magari con una grande coalizione di partiti, lui stesso non ci ha creduto. Così come non ha creduto nel rapporto personale con me. E’ caduto nel tranello di qualcuno, che lo ha spinto, già di diverso tempo, a girovagare tra tutti gli schieramenti, da sinistra a destra. Ecco il perché della fretta di collocarsi con una lista civica e partire già da ora con la campagna elettorale. Ma tutto questo non gli basterà a mantenere il ritmo delle coalizioni che si andranno a formare da qui a qualche tempo.

Iaccarino sostiene che lei lo ha candidato a sindaco dell’UDC per non permettergli di correre per le prossime regionali.

Assolutamente no. Lo consideravo come un valore aggiunto.

Ma lei non darebbe spazio a idee, programmi e progetti. Vige davvero solo la sua linea? Come intende difendersi da queste accuse?

Il problema è sapere se queste persone abbiano mai proposto qualcosa. Tuttavia, la confusione che si è generata su Foggia, nasce proprio dalla libertà di “movimento” che ho lasciato. Basti pensare che ancora oggi si fanno dichiarazioni a nome e per conto dell’Udc, avendo il coraggio di dire che si vede di buon occhio questo e quell’altro partito. Evidentemente l’UDC viene considerata come una sorta di posteggio temporaneo.

E’ anche vero però che c’è un precedente importante. Tempo fa c’era stato un tentativo di avvicinamento allo Scudocrociato da parte di Lucia Lambresa. Con l’ex vicesindaco di Foggia cosa non ha funzionato?

Con Lucia continuo ad essere un ottimo amico e farla andare via è stato un errore. Ma proprio per quello che dicevo prima, per quella libertà lasciata su Foggia, i consiglieri comunali non hanno mai visto di buon occhio il suo avvicinamento all’UDC. Hanno sempre voluto essere liberi e decidere di volta in volta.

Questo marasma generale che si è venuto a creare nell’Udc in provincia di Foggia, se non da Lei, da chi dipende? Forse da Roma?

E’ un marasma generale. Una situazione che prende tutti i partiti e movimenti. Il PD con tutte le sue correnti, Berlusconi che decide di avere due partiti all’interno dei quali tenere falchi e colombe, e la indecisione dei deputati pentastellati di rimanere o uscire dal movimento deve far riflettere.

Non ha mai pensato che qualcuno volesse farLa fuori? E soprattutto, ci stanno riuscendo?

Sono passato attraverso tempeste, la pioggia non mi fa paura. Il problema è che ancora non si riesce a digerire il fatto che a dirigere un partito ci sia uno del Gargano.

Ha già in mente un piano per rilanciare l’Udc in provincia di Foggia oppure guarda con interesse ad altre formazioni politiche? Tipo Forza Italia?

Sto già pensando al nuovo partito su Foggia. Gli altri partiti non mi interessano. Ho lo scudocrociato nel sangue e siccome non svendo i miei valori, tra cui l’amicizia, rimango legato a Lorenzo Cesa.

Alle amministrative di Roma l’Udc non ha presentato un proprio candidato e neanche il sindaco. A Foggia l’anno prossimo sarà così?

Alle comunali di Foggia, l’UDC presenterà una propria lista che supererà di gran lunga il risultato delle elezioni politiche scorse. L’obiettivo è quello di affermare le percentuali storiche delle comunali. La fuoriuscita di qualcuno e i movimenti trasversali di altri mi aiutano a incentivare tanti amici a dare una mano per il raggiungimento di questo obiettivo.

L’impressione però è che sia in atto una transumanza verso Forza Italia. Non crede?

Di chi?                                                                                                                             

Altrimenti non resterebbe che Scelta Civica

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