Politica San Michele / Corso Giuseppe Garibaldi

Bruno Longo a Mongelli: “160mila euro a Pazzaglia, ma a cosa serve?”

Questo il quesito alla base dell'interpellanza dell'opposizione, in merito alla bocciatura li del piano di riorganizzazione dei servizi approntato dal consulente in questione, nelle vesti di direttore generale pro-tempore

Bruno Longo è il primo firmatario dell’interpellanza urgente, con risposta in Aula, presentata dall’opposizione del centrodestra al presidente del Consiglio comunale in merito alla bocciatura, da parte del primo cittadino, del piano di riorganizzazione dei servizi approntato dal consulente Pazzaglia nelle vesti di direttore generale pro-tempore. Una vicenda che il consigliere Longo vuole chiarire con celerità, inquadrando il "caso" nella totalità delle vicissitudini a Palazzo di città.

“Come è noto – spiega in una nota stampa Bruno Longo -  il sindaco Mongelli, aggirando le leggi per la drastica riduzione delle consulenze, ha assunto con rapporto di lavoro a tempo determinato il dottor Pazzaglia con costi per circa 160mila euro annui. Suo compito precipuo ed esclusivo è  riorganizzare il personale comunale, con particolare riferimento ai dirigenti che - per quanto costino tantissimo alla comunità - hanno prodotto negli ultimi anni performance deludenti e scadenti, con molteplici esempi di sciatteria amministrativa”.

“Come è altrettanto noto, il sindaco Mongelli, gli assessori competenti ed il capogruppo del Partito Democratico - sia in Aula, che agli organi di informazione - avevano affermato che era ormai stata avviata la procedura prevista dalla norma per la riorganizzazione della macchina amministrativa, parlando addirittura di “svolta epocale”. A dispetto di quanto incautamente vantato a proprio merito e di quanto maldestramente annunciato alla città – continua Longo - ci si è trovati di fronte ad un ulteriore ed indecoroso balletto del sindaco Mongelli che, dopo aver tenuto bloccato nei cassetti per mesi il copioso programma di riorganizzazione degli uffici prodotto dal direttore generale, dopo pressioni e calcoli personali ha chiesto il parere sull’operato del Pazzaglia agli stessi dirigenti, i quali vista l’insperata opportunità offertagli, non potevano che bocciarlo. Come in una commedia buffa, insomma, si è chiesto all’imputato stesso se fosse innocente o meno".

“Ci si chiede a questo punto a cosa serva il dott. Pazzaglia al Comune, se il lavoro per il quale era stato assunto è stato cestinato dal sindaco Mongelli e dai suoi Dirigenti. Dirigenti la cui opera, negli ultimi anni, è coincisa con il dissesto finanziario del Comune, mascherato con l’aiuto di “altolocati magheggi” da un “pre-dissesto” che costerà ai cittadini ulteriori 60milioni di euro da restituire in tasse al Governo nei prossimi dieci anni. Vista l’assurdità della vicenda, il sindaco Mongelli deve rispondere in Aula sul perché ha bocciato un piano di riordino che tra l’altro (anche in ossequio alla legge n. 190 del 2012 - Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità) prevedeva  la giusta riduzione degli stipendi ai dirigenti, il ridimensionamento dell’avvocatura comunale e la rotazione degli incarichi dirigenziali".

"Il sindaco - conclude - deve anche rispondere perché è stato pagato e continuerà ad essere pagato un consulente che costa 16 mila euro annui ai contribuenti e che - alla luce delle assurde decisioni da lui stesso prese - non servirà praticamente a nulla, e perché i dirigenti comunali, bocciando il piano-Pazzaglia, intascheranno ulteriori 40.000 euro sotto la voce “Raggiungimento degli obiettivi”,  per obiettivi mai raggiunti visto lo stato comatoso dei conti e dei servizi erogati ai cittadini”.

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