Venerdì, 14 Maggio 2021
Politica

Dopo Longo il grattacapo Iadarola, avviata analisi interna ai Fratelli d'Italia. La Salandra: "Se non si autosospende lo farà il partito"

Sarà confermata anche la sospensione di Bruno Longo, della durata di 30 giorni. Il coordinatore provinciale Donato La Salandra: "Sono davvero scosso, Liliana era favorevole alla videosorveglianza"

"O si autosospende o verrà sospesa, perché esiste un fumus, un pericolo per l’integrità etica del partito". È il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, Giandonato La Salandra, a spiegare che la consigliera comunale di Foggia Liliana Iadarola sarà sottoposta allo stesso procedimento di Bruno Longo, che nel giorno del suo arresto aveva comunicato la sua volontà di sospendersi dal partito. Da ieri è tornato in libertà, ma la sospensione sarà prorogata.

Nel caso della collega, non c'è alcuna misura cautelare, ma stralci di intercettazioni pubblicate dal quotidiano la Repubblica che hanno, però, scatenato la reazione indignata dell'opinione pubblica. Si tratta di conversazioni telefoniche con il compagno sul parere relativo all'implementazione della videosorveglianza.

"Ieri mattina, quando mi è stato girato l’articolo, ho immediatamente inoltrato una richiesta di chiarimenti a Liliana Iadarola. Ho ricevuto riscontro ieri sera. Sia per Bruno che per Liliana, nelle more di ulteriori evoluzioni, opererà il principio della sospensione cautelare - spiega La Salandra - Dico questo perché anche quando a Piacenza si è verificata una situazione ancora più grave, il partito, per tutelare la sua immagine e considerata la necessità di fare dei doverosi approfondimenti, sulla base di un fumus ha operato il termine della sospensione per i consiglieri comunali". È un provvedimento cautelare: in presenza anche solo di un sospetto, il partito preserva così la propria integrità. La durata è di un mese circa. 

"Escludo totalmente che Liliana abbia mai potuto soffrire forme di condizionamento - sente di poter garantire il coordinatore provinciale del partito - L’implementazione del sistema di videosorveglianza per il quartiere Ferrovia, Cep e Candelaro, era un obiettivo di Fratelli d’Italia. Liliana era favorevolissima. Resto veramente scosso, perché mi sembra assurdo e paradossale. Davvero non mi capacito, perché ero presente alla riunione quando si discuteva di come impegnare le risorse del bilancio di previsione e parlammo proprio della videosorveglianza ed eravamo tutti quanti a favore di una implementazione e anche dell’introduzione di qualche sistema che consentisse un immediato riscontro se una videocamera non funziona, con un pronto intervento". 

Si autosospende o la sospenderà il partito?

Sicuramente opererà la sospensione. Ne parlerò con Liliana e le chiederò se per una sua serenità preferisce autosospendersi. La decisione maturerà nella giornata di oggi, perché ovviamente inoltrerò i chiarimenti. Il partito assume decisioni sulla base di un codice etico che presuppone che se c’è un fumus di qualunque tipo si applica immediatamente la sospensione e si apre il procedimento disciplinare, che si conclude sulla base delle risultanze della commissione di garanzia. Io ho delle prerogative che sono quelle di chiedere immediatamente chiarimenti e adottare il provvedimento cautelare che si ritiene più opportuno per il partito. Nel caso di Bruno Longo, ha anticipato la mia decisione. La sua sospensione, tra l'altro, verrà confermata.

Giorgia Meloni è stata informata o comunque vi ha contattato dopo gli ultimi accadimenti? 

Ieri non ho avuto modo di parlare con lei né con nessun altro. Ovviamente, mi sono relazionato sull’accaduto col segretario regionale. Oggi, con un partito verso il 18%, non è che Giorgia Meloni venga investita di ogni questione, anche se così grave. Da un po’, visto questo inanellarsi di eventi, sto chiedendo un incontro, perché a Foggia siamo cresciuti in maniera esponenziale e quando si cresce così bisogna fare tutta una serie di considerazioni perché la crescita non porti ad una degenerazione. 

Lei parla di etica del partito: la consigliera dovrebbe rimanere o si dovrebbe dimettere? 

È una valutazione che deve fare lei. Quando si è verificato il caso di Iaccarino, io ho dichiarato che Leonardo, per la sua veste pubblica di presidente del Consiglio, avrebbe dovuto dimettersi. Il fatto di dimettersi da consigliere comunale è un’altra valutazione. Io devo pensare all’integrità del partito innanzitutto. Resto sconvolto perché, a meno che non ci trovavamo davanti ad un Giano bifronte non riesco a darmi spiegazioni: sulla proposta del partito Liliana era a favore. Sulle questioni della commissione non c’è mai stato un atteggiamento oppositivo. 

Ha avviato un’analisi all'interno del partito? 

L’ho avviata. Dopodiché resto travolto dagli eventi perché al 31 gennaio, quando è stato confermato il dato del tesseramento, avevo iniziato a discutere dell’opportunità di chiedere il Congresso, perché la classe dirigente che c’è oggi, a partire da me, è stata calata dall’alto o acquisita. La classe dirigente oggi deve trovare una nuova legittimazione che venga dal basso. 

Tutto questo avrà ripercussioni all'interno dei tavoli della maggioranza?

Ieri ho scritto un documento in cui ho detto ai consiglieri comunali di assicurare la presenza in aula perché il presidente del Consiglio è una figura istituzionale e va votata. Immediatamente dopo, poiché l'ho inoltrato anche agli altri segretari di partito, possiamo fare una riunione per discutere di quello che è successo la settimana scorsa? Per capire se dobbiamo andare avanti, se dobbiamo fare un passo di lato, perché ritengo che certe volte lo Stato debba anche essere messo in condizioni di fare il suo lavoro. Capisco tutte quante le perplessità: la bandiera bianca, significherebbe certificare un fallimento. Io mi devo preoccupare del mio partito. Votiamo il presidente, dopodiché fermiamoci perché dobbiamo fare il punto su quello che è successo la settimana scorsa. Non lo abbiamo ancora fatto, ed è una cosa gravissima.

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