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Nei ghetti della vergogna si può anche morire. Emiliano: “Serve l’intervento di tutti”

Un ragazzo di 20 anni ha perso la vita in un incendio divampato nel ghetto dei bulgari. Michele Emiliano evidenzia il lavoro svolto sino ad ora dalla Regione Puglia, che ha una competenza residuale

Nei ghetti della vergogna si può anche morire. Il prezzo più alto lo ha pagato Ivan, il 20enne che la notte scorsa è stato avvolto dalle fiamme nel noto ‘ghetto dei bulgari’ vicino Borgo Tressanti. “Molto scosso” dalla notizia, Michele Emiliano chiede che ciascuno si assumi la propria responsabilità, perché questa emergenza umanitaria e di ordine pubblico necessita dell’intervento di tutti. “Proprio in questi giorni abbiamo completato l'analisi ed una serie di proposte concrete da portare, insieme a Romact con il quale abbiamo sottoscritto un accordo operativo, all'attenzione del Consiglio d'Europa e della Commissione Europea i prossimi 15 e 16 dicembre”.

Il governatore della Regione Puglia ci tiene a precisare di aver attivato sin da subito tutte le misure possibili per superare i ghetti: “Questi luoghi esistono nella nostra regione da ormai vent'anni: sono spesso gestiti da reti criminali, rappresentano un comodo bacino per il reclutamento di manodopera a basso costo da far lavorare a nero, sono distanti dal centro abitato quanto sufficiente per poter fare finta che non esistano”.

Il presidente evidenzia come la Regione Puglia, “pur avendo una competenza residuale, si sta assumendo notevoli responsabilità ma non ha intenzione di continuare a lavorare tra mille ostacoli e promesse ministeriali non mantenute con l'angoscia che ci siano esseri umani che vivono in costante pericolo di vita”. E precisa: “Dopo l'incendio al gran ghetto, sotto sequestro da febbraio scorso a seguito della mia denuncia presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, la Regione Puglia è l'unica istituzione che si è fatta carico di ospitare in emergenza circa ottanta migranti presso l'Azienda Agricola Regionale Fortore, anche grazie alla solidarietà di associazioni, sindacati ed organizzazioni datoriali”.

Per Michele Emiliano “ognuno deve assumersi la propria responsabilità. È impensabile, ad esempio, che nel "ghetto dei  bulgari" ci siano una ventina di bambini che non sono seguiti in alcun modo e che non frequentano la scuola. Per questo ringrazio la Procura presso il Tribunale dei minorenni di Bari che ha aperto un fascicolo sulla vicenda ma evidentemente non è ancora sufficiente”.

Continua il presidente della Puglia: “Quella che si vive nella provincia di Foggia è una emergenza umanitaria e di ordine pubblico che il Governo non può ignorare. I protocolli d'intesa per superare i ghetti non sono sufficienti se poi non vengono messe a disposizione le risorse necessarie per portare avanti gli obiettivi. C'è bisogno di conoscere nome, cognome e status giuridico delle persone che vivono nei ghetti. C'è bisogno di attivare una rete di ospitalità in immobili pubblici e privati non utilizzati”

Emiliano conclude: “La Regione Puglia continuerà nel suo piano di riattivazione e ristrutturazione degli immobili di sua proprietà non utilizzati, ma non può da sola far fronte ad una situazione che necessita dell'intervento di tutti".

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