Mercato viale Pinto, Piemontese: “Grumo criminale nella vendita ambulante di ortofrutta”

Dichiarazione del presidente del Consiglio comunale Raffaele Piemontese: “L’azione repressiva è indispensabile, ma serve un intervento generale di bonifica”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

"I ripetuti incendi appiccati all’interno del mercato di viale Pinto, oltre a provocare danni materiali e morali a chi li subisce ed alla comunità, sono la dimostrazione evidente dell’esistenza di un grumo di interessi criminali che si è incistato nel settore della vendita ambulante di ortofrutta. L’azione più rapida ed incisiva di magistratura e forze dell’ordine in direzione dell’individuazione e dell’arresto dei responsabili è, dunque, più che auspicabile; ma non è e non sarà risolutiva senza un intervento di generale bonifica di un comparto economico in cui gli effetti della crisi sono acuiti dall’alterazione della concorrenza che deriva dall’abusivismo e dall’azione criminale di controllo degli spazi di vendita.

L’azione sinergica di amministrazione comunale, Camera di Commercio e Coldiretti per la ricostruzione e riorganizzazione del mercato di viale Pinto è la dimostrazione che una volontà politica chiara può generare positivi effetti concreti. Questo, però, deve essere il punto di partenza per la generale revisione e riorganizzazione degli spazi destinati alla vendita dei prodotti ortofrutticoli che produca il pieno e diffuso ripristino della legalità e del decoro degli spazi pubblici destinati a questo fine.

MERCATO VIALE PINTO: PROGETTO DI RICOSTRUZIONE

Le iniziative encomiabili pure adottate nel passato più o meno recente non hanno sortito gli effetti sperati anche perché episodiche e sporadiche. Al contrario, cogliendo la drammaticità dei fatti di cronaca, bisogna attivare controlli capillari ed efficaci in strada e nei mercati, monitorare la procedura di rilascio delle autorizzazioni e la loro pratica attuazione, perimetrare gli spazi pubblici e non tollerare abusi. L’incerto indirizzo politico avuto fino ad oggi, ha finito con il costituire un alibi per dirigenti, funzionari e dipendenti comunali che operano in questo settore senza cogliere appieno la delicatezza del loro compito: gestire beni comuni e vigilare sul loro corretto utilizzo".

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