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San Severo, animi accesi sull’impianto di compostaggio: “menzogne” o “accuse infondate”?

L'amministrazione comunale risponde alle accuse dell'ex consigliere comunale Fernando Caposiena. Sull'impianto di compostaggio ex Safab è muro contro muro

Immagine di repertorio

Verità a confronto sull’impianto di compostaggio e sul problema dei rifiuti a San Severo. Da una parte la tesi dell’esponente di Forza Italia ed ex consigliere comunale, Fernando Caposiena, che scartabellando una delibera del 7 febbraio 2012, ha denunciato le “menzogne e il comportamento illogico” del governo Miglio; dall’altra la difesa dell’attuale amministrazione comunale che rigetta “le accuse infondate”.

LA DELIBERA. Scrive Caposiena: “La delibera recita in premessa che “la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, vale a dire la raccolta, il trattamento e lo smaltimento, debbano essere oggetto esclusivo di una pianificazione di competenza pubblica coinvolgendo il consiglio comunale e mai rispondere a mere logiche di iniziativa privata”. L’esponente forzista aggiunge: “Il fatto che oggi sconcerta è che questo atto del 2012 è stato votato all’unanimità, da maggioranza ed opposizione, e quindi anche dai consiglieri di allora Francesco Miglio, Francesco Sderlenga e Luigi Damone, ovvero dai membri più rappresentativi dell’attuale maggioranza; gli stessi personaggi che oggi, a dispetto di quanto dicevano ieri, stanno promuovendo la nascita di un impianto di compostaggio privato presso l’ex stabilimento Safab, in totale spregio dell’ambiente, dei cittadini e  di ogni pianificazione del ciclo dei rifiuti”

Risponde l’amministrazione comunale: “Caposiena dovrebbe ricordare ai cittadini che stiamo cercando di recuperare il finanziamento regionale di 2,5 milioni di euro, fondi PO FESR 2007-20013, persi per inerzia e inefficienza dalla passata Amministrazione, di cui proprio Caposiena è stato tra i protagonisti. Infatti, al di là dei proclami, il finanziamento non è stato utilizzato, ed oggi si sta cercando di ripristinarlo nella programmazione regionale 2014-2020”. E ancora: “La verità è che l’impianto pubblico di tipo anaerobico costa oltre 9 milioni, con l'intervento privato che dovrà contribuire attraverso un affidamento in concessione per i restanti 6,5 milioni di euro. Dunque, un impianto solo in parte pubblico, il cui conferimento della frazione organica (FORSU), proveniente dalla raccolta differenziata, sarà comunque oneroso. Ebbene, la delibera di Giunta è stata inviata alla Regione e si attende l’esito per il ripristino del finanziamento nella programmazione regionale. Appena si avrà l’esito, questa amministrazione, si prodigherà alla sua realizzazione per cogliere l’occasione di chiudere la filiera con il riciclaggio della frazione organica”.

LE CRITICITA’. Per Fernando Caposiena l’impianto non è a servizio del solo comune di San severo, o dei comuni dell’ARO Fg 4, bensì coinvolge altre località del basso Molise, di quasi tutta la Capitanata e probabilmente di alcuni altri della Campania;  i 40 veicoli in più sulla statale 16, ne aumenteranno le criticità rispetto alla sicurezza, soprattutto in corrispondenza dell’ingresso ed uscita dall’impianto; nonostante la popolazione sanseverese abbia espresso diniego rispetto ad un impianto di tipo aerobico, con dei venti predominanti per 35-40% verso San Severo, gli odori verranno percepiti fino a Torremaggiore e San Paolo di Civitate; le criticità idrauliche del sito possono portare a degli allagamenti dell’area di impianto e di stoccaggio con fuoriuscita, nelle campagne circostanti di eluato di percolamento del compost. Tutto ciò premesso, l’aver riportato in delibera la volontà di provvedere comunque ad attivare le procedure per l’impianto pubblico è una dimostrazione di totale malafede. La realizzazione di un impianto privato da 65.000 tonnellate esclude categoricamente la possibilità di poter realizzare un impianto di tipo pubblico per una chiara legge di mercato che il sindaco fa finta di ignorare, per eludere le accuse rispetto alla scelta dell’impianto Safab. L’impianto a gestione privata decide il prezzo e le modalità di conferimento, lasciando al pubblico il solo onere di pagare. Il privato decide come meglio crede nella sola logica del profitto. Potrebbero non esserci assicurazioni rispetto ad eventuali danni e problemi all’ambiente circostante, non sono rari i casi di disastri ambientali in cui ci si è trovati con delle srl svuotate.

La difesa del governo Miglio: “L’importanza di questi impianti è primaria per questa amministrazione che comprende il giovamento e l’urgenza di provvedere perché la difficoltà di conferimento pregiudica il buon andamento nella gestione dei rifiuti. Attualmente gli impianti sono pochi (AGECOS e Bioecoagrim), piccoli e insufficienti, quindi, determinano un costo elevato di conferimento. Nel recente passato (anno 2014) si è stati costretti a portare a discarica parte della FORSU per mancanza di impianti adeguati. Appare evidente che solo una pluralità d’impianti potrà far scendere il prezzo di conferimento e nello stesso tempo evitare che quelli attuali lavorino al limite delle capacità, le cui conseguenze portano alla insufficienza degli impianti di abbattimento delle emissioni in atmosfera e quindi delle sostanze osmogene che determinano i cattivi odori. Purtroppo, siamo costretti a rimediare alle inefficienze della passata Amministrazione. Se l’impianto pubblico fosse stato realizzato, o perlomeno avviato senza perdere i finanziamenti, oggi si sarebbero risparmiati un po’ di soldi. Dunque, chi si permette il lusso di polemizzare dovrebbe riflettere sulle proprie colpe e sui propri errori.

GLI INTERROGATIVI. Prosegue Caposiena: “Il dato politico che mi permetto di evidenziare è che vi è un grande interrogativo che ogni cittadino (e speriamo, a breve, anche la magistratura) dovrà necessariamente porsi: come mai, all’opposizione, Miglio, Damone e Sderlenga si erano congratulati con l’amministrazione Savino per la scelta della titolarità pubblica dell’impianto di compostaggio ed oggi, che sono maggioranza, rispediscono al mittente un finanziamento pubblico e fanno accordi con un privato, la cui proposta ha tutte le caratteristiche di un vero ecomostro? Come mai questo cambiamento visto che, tra l’altro, lo stesso assessore all’Ambiente, organizzatore di un convegno sul compostaggio, si preoccupò di sottolineare che l’impianto doveva essere pubblico? In tal senso, tengo ad evidenziare che responsabilmente – e fuori dal ruolo politico – mi sono reso in prima persona parte diligente nell’invitare alcuni membri dell’attuale amministrazione ad essere veloci nel sottoscrivere l’incameramento dei fondi destinati alla nostra città, onde evitare atti di furbizia da parte regionale (e non solo) tesi a destinare i finanziamenti ad un altro impianto.

L’amministrazione comunale replica: “L’incertezza sulla riproposizione del finanziamento regionale, l’estrema urgenza nel disporre di un impianto a garanzia del sicuro e meno oneroso conferimento, hanno portato alla presa in considerazione della proposta giunta dalla imprenditoria locale, che non può essere soffocata e processata nelle intenzioni solo per pregiudizi politici.  Il risultato ha portato a dotare la cittadinanza sanseverese di 600.000 euro di opere, un prezzo notevolmente scontato del conferimento del rifiuto, un incremento della occupazione locale, ma sono state soprattutto le valutazioni tecniche a incrementare la consapevolezza di una realizzazione che destasse il minor rischio possibile nella emissione si sostanze osmogene dall’impianto: l’impianto potrà essere realizzato e gestito solo in ottemperanza di numerose e costose prescrizioni che, qualora non saranno rispettate, porteranno alla applicazione di consistenti penali.

LE ACCUSE. Conclude Caposiena: “Se questi signori avessero seguito i consigli di chi tiene veramente all’interesse pubblico, l’amministrazione avrebbe potuto conseguire un grande risultato dopo un anno di disastri assoluti. Consiglio nuovamente al sindaco di documentarsi o di dimettersi quanto prima. La gestione delle politiche di sostenibilità ambientale è cosa seria. Finora stiamo assistendo ad uno spettacolo vergognoso di totale incapacità e, se permettete, di malafede”.

Il governo cittadino di San Severo risponde: “Se la precedente amministrazione fosse stata efficiente come quella attuale e avesse fatto in cinque anni quello che questa Amministrazione ha fatto in uno sicuramente avremmo già un impianto di trattamento della frazione organica. Abbiamo assistito per cinque anni ad uno spettacolo vergognoso di totale incapacità della passata amministrazione che oggi continua a gettare fango su chi vuole invece operare per il bene comune”

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