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Le foresterie sorte a Nardò

Le foresterie sorte a Nardò

Moduli abitativi per superare la piaga dei ghetti e del caporalato: ultimo atto domani a San Severo, ma è polemica

Il consiglio comunale si prepara a dare via libera alla variante urbanistica che consentirà di sbloccare l'iter per la costruzione della foresterie destinate ai braccianti stranieri. Insorge Forza Nuova: "Non li vogliamo"

E’ polemica sulle foresterie che a breve sorgeranno in agro di San Severo (e ad Apricena) su modello Nardò, per ospitare braccianti stranieri stagionali che lavorano le campagne di Capitanata.

Si tratta di una progettualità risalente ad oltre un anno fa, firmata Regione Puglia (segnatamente Sezione Politiche per l’Immigrazione e Antimafia sociale, all’epoca del compianto dirigente Stefano Fumarulo), con cui provare a superare la vergogna dei ghetti, dando un tetto dignitoso ai lavoratori.

Domani (martedì in seconda convocazione) si riunirà il consiglio comunale di San Severo per approvare la variante urbanistica necessaria per mutare la destinazione del sito di proprietà regionale, atto propedeutico all’intervento, e dal fronte sovranista oltranzista parte il siluro: “San Severo non deve diventare rifugio di delinquenza e ricettacolo di nullafacenti. Abbiamo bisogno di creare posti di lavoro, creare aziende ed incentivare nuovi insediamenti industriali di trasformazione delle materie prime. Questo serve veramente alla città!” verga Forza Nuova con Armando Dell’Oglio, che utilizza argomenti tra i più cari al fronte anti-immigrazione, arrivando a domandarsi “chi terrà a bada persone di cui si sa poco o nulla” e “perché non si è chiesto a priori alla cittadinanza se era d’accordo e disposta all’accoglienza”. “Nessuna concertazione con nessuno tranne con i tuoi fedelissimi” affonda ancora FN, secondo la quale “qui nessuno li vuole tranne te e qualcuno che ha ovvi interessi a farli venire”. Il riferimento è, ovviamente, al sindaco Miglio.

A parte la propaganda, si tratta, come detto, di una progettualità non nuova, già sorta in altre zone della Puglia e immaginata come misura per superare le vergogne dei ghetti e cominciare ad affrontare la piaga del caporalato in agricoltura (ripropostasi in tutta la sua drammaticità nelle scorse settimane, con la morte di sedici braccianti); nelle intenzioni della Regione potrebbe assurgere a modello di riferimento anche altrove. Il terreno è regionale. Al comune di San Severo compete la procedura amministrativa della variante urbanistica.

Mutata la destinazione del sito, le foresterie potrebbero essere pronte nel giro di 60 giorni, come da tabella di marcia barese. La variante avrebbe già dovuto essere deliberata nei mesi scorsi: tuttavia, le difficoltà numeriche della maggioranza Miglio e l'impopolarità dell'argomento avrebbero avuto suggerito all'amministrazione di temporeggiare. 

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