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"Stranieri irregolari bivaccano per Foggia". Landella ci riprova: "Il ghetto di fianco al Cara va smantellato"

Dopo l'arresto del ghanese accusato dell'omicidio di Desiree Mariottini a Roma, che si era nascosto presso la pista del Cara, il sindaco di Foggia chiede al Governo lo smantellamento. Menga (M5S): "Il Ghetto va smantellato"

Dopo l'arresto di Yusif Salia, il 32enne ghanese che si era rifugiato nella baraccopoli di Borgo Mezzanone accusato insieme ad altri tre stranieri di aver drogato, stuprato e ucciso Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna Latina trovata morta in via dei Lucani nel quartiere San Lorenzo di Roma, dopo quasi 100 giorni dal precedente appello fatto al ministro dell'Interno Matteo Salvini (ribadito poi di persona durante la visita del viceministro a Foggia), il sindaco di Foggia torna a chiedere lo smantellamento dell'insediamento abusivo adiacente al C.A.R.A. di Borgo Mezzanone. 
"Come già ho avuto modo di denunciare altre volte, il ghetto che si è sviluppato di fianco al Cara è diventato terra di nessuno, dove è possibile commettere reati come spaccio di droga e sfruttamento della prostituzione e dove, evidentemente, è possibile nascondersi dopo aver commesso un così grave reato. Una vera e propria baraccopoli che ospitata centinaia, o forse migliaia, di stranieri irregolari che spesso di giorno si riversano in massa nella nostra città bivaccando per le strade. Nei prossimi giorni chiederò nuovamente al governo di poter sgomberare il ghetto e porre fine ad una situazione divenuta non più sostenibile".
Sulla stessa lunghezza d'onda la parlamentare del Movimento 5 Stelle, Rosa Menga: "Intanto che la giustizia fa il suo corso occorre che si riporti la luce su luoghi infernali come quello che chiamano “pista”.  Quel ghetto va smantellato, va sradicato il convincimento che lì lo Stato non arrivi perché finora, in effetti, non c’è arrivato. Nessuno deve sentirsi al sicuro se delinque, il diritto alla sicurezza va restituito ai residenti di Borgo Mezzanone ed ai cittadini extracomunitari che hanno titolo per stare in territorio italiano. A questi ultimi, agli uomini per bene, va restituita anche la dignità di non sentirsi trattati come bestie ed accomunati agli assassini. Accogliere non vuol dire ammassare persone in luoghi invivibili, lasciare che fermenti la delinquenza, che si arrivi alla disumanizzazione dell’individuo. Accogliere significa integrare e l’integrazione non passa attraverso i ghetti!"
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