La 'Foggia in testa' di Mainiero, con i cinquestelle e senza il centrodestra: "Facciamo un governo senza padroni"

Primo appuntamento oggi alla Sala Fedora col nuovo format politico-culturale del consigliere comunale Fdi, che si commiata dal centrodestra e apre ai 5 stelle: "La sfida è superare il sistema consociativo degli ultimi 18 anni"

“Il mio è un commiato ad un centrodestra che non c’è più nel Paese e non c’è in questa città. Foggia può diventare un laboratorio politico dove coltivare una proposta che superi il recinto di un centrodestra ed un centrosinistra che in maniera consociativa hanno governato Foggia almeno gli ultimi 18 anni, in continuità non solo amministrativa, e ricostruisca quell’intima relazione sentimentale col proprio popolo. Da qui il mio appello ai 5 stelle: costruiamo un contratto di governo  per il cambiamento della città, senza padroni”. Giuseppe Mainiero da qualche mese è solo un eletto di Fratelli d’Italia. Ha lasciato tutti i ruoli un anno fa. “Nel novembre 2017 per la precisione” sottolinea.

E non per caso. “Il centrodestra del ’94 non esiste più”, analizza, oggi è “archeologia politica” e a Foggia non si sta facendo altro che “riproporre uno schema vecchio, al solo scopo di salvaguardare le oligarchie”. “Salvini lo ha capito e ci sta ingannando: a Roma governa con uno schema che supera quella visione; alle elezioni sui territori, invece, continua a preservare una coalizione che non esiste più  nei fatti. Ma è una furbata, perpetrata al sol scopo di realizzare il suo disegno egemonico anche nel mezzogiorno”. In tutto questo, Giorgia Meloni è rimasta schiacciata. E allora servono nuovi schemi,  che “sciolgano l’inganno”, ricalibrando la proposta politica sulla base della domanda di cambiamento dell’elettorato. Proverà a dire questo oggi nel corso di “Foggia in testa”, alla Sala Fedora del Teatro Giordano.

Mainiero, si apre la campagna elettorale, insomma. Vuol fare il candidato sindaco?

Il primo punto è capire cosa fare, solo in un secondo momento verrà il “con chi”. “Foggia in testa” è un format politico-culturale che si pone come obiettivo proprio questo: costruire una proposta programmatica per il cambiamento della città. Con chi ci sta.

Una sorta di movimentismo civico, insomma, che saluta centrodestra e Fratelli d’Italia.

Il perimetro del centrodestra è di fatto superato, non esiste più. Una rottura che è stata certificata dal voto del 4 marzo e che oggi impone nuove relazioni e sintesi. La Lega lo ha capito, ha rottamato Berlusconi, e oggi governa stabilmente coi 5 stelle. Anche le città devono accantonare questa forma obsoleta di coalizione. E’ solo archeologia politica, mi creda, che punta a salvaguardare le oligarchie. Io guardo alle esigenze dei territori.

Sarà anche archeologia politica ma proprio la Lega, che lei ha nominato, tiene a preservare l’unità del centrodestra nei territori. Ce lo hanno ripetuto anche di recente, quando si è provato a scongiurare la fine anticipata della consiliatura Landella.

Ed è una furbata. Salvini è consapevole dei sistemi di voti sui territori, con preferenze e doppio turno, e sta provando a realizzare il suo disegno egemonico anche al Sud. Gli servono le preferenze e le liste per arrivare ai ballottaggi. Tant’è che sta riciclando personale politico. Insomma, a Roma si rivolge al popolo, nei territori alle elites. Gioca con due schemi diversi, nulla di più. Per sfondare. I dirigenti foggiani della Lega sciolgano questo equivoco.

Ossia?

La Destra politica è altro e non è ascrivibile per storia, tradizione, cultura ed identità alla proposta politica di Salvini. È visione, identità mediterranea proiettata ad una Europa Politica alternativa alla visione Mitteleuropea che ha ispirato la nascita della Lega nord. “Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!” recitava il Manifesto Futurista di Marinetti .La Destra in fondo è sempre stata questo.

E quindi? Cosa dovrebbero fare?

Non vi può essere continuità amministrativa con la giunta Landella, la proposta deve essere nuova e di rottura col sistema di governo, che si è alternato solo nel colore politico, ma non nelle prassi amministrative.

Pare non si vada in questa direzione, Landella potrebbe essere ricandidato…

Non è un mio problema. Vorrà dire che per Caroppo (segretario regionale Lega, ndr) saranno state più importanti le velleità che qualcuno ha su Bari e quindi l’unità della coalizione.  Non dimentichiamo che a breve ci saranno le elezioni regionali e il sistema avvantaggia le coalizioni. Questo è l’inganno. E’ solo strategia elettorale. Non mi appartiene.

Cosa le appartiene?

Ho il desiderio di costruire una proposta politica nuova che porti la Destra Politica fuori dalle secche. Un laboratorio politico che sappia ricostruire l’intima relazione sentimentale col popolo. La città ha bisogno di rompere il sistema consociativo che la governa almeno da 18 anni. In questi anni di opposizione ho costruito un argine, adesso servono ponti per andare oltre.

Con chi? Sono sempre più frequenti i suoi messaggi di avvicinamento ai 5stelle…

Penso che i 5stelle abbiano un problema di strategia elettorale, perdono le amministrative perché si presentano con una sola lista. Hanno connessione sentimentale col popolo ma non si aprono a quei contributi che vengono dalla società civile. La metafora è lo sport. La politica è fatta di strategia e di tattica, e questa dipende dal potenziale offensivo che devi contenere. Per vincere le amministrative devi coinvolgere la parte attiva di una comunità, che non si racchiude nel movimento ma va oltre il movimento.

Praticamente li sta chiamando? Li sta ‘seducendo’?

Foggia può essere una città laboratorio in questo senso, io lavoro per questo. Questo patrimonio di partecipazione non può essere depotenziato dalle dinamiche elettorali di una città, il Movimento  5 Stelle deve costruire la sua classe dirigente sui territori contaminandosi con chi nelle comunità vuole contaminarsi. Di fatto hanno rotto questo dogma a Roma, col contratto di governo: ecco, devono fare un contratto di governo nelle città, con chi ci sta. Però lo devono fare prima, altrimenti il sistema elettorale altrimenti ti tiene fuori.

Per concludere?

La sfida è questa, una proposta di cambiamento alternativa alle forze di conservazione. Al M5S  lancio questa provocazione: costruiamo un contratto di governo di cambiamento per la città di Foggia, senza padroni.

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