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Giuseppe Conte (Ansa)

Giuseppe Conte (Ansa)

Si chiude la favola di Conte: il presidente incaricato ha rimesso il mandato a Mattarella

Decisivo il veto posto sulla figura di Savona al ministero dell'Economia. Durissimo Di Maio: "Non ci hanno permesso di governare, ma non finisce qui"

Il presidente incarico Giuseppe Conte ha appena rimesso l'incarico al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L'ufficialità è giunta poco fa dal segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti. Decisivo il veto posto dal capo dello Stato, sulla nomina di Paolo Savona come ministro dell'Economia.

Il commento del padre di Nicola

"Ho rimesso il mandato di formare il governo del cambiamento. Ringrazio il presidente Mattarella per avermi conferito l'incarico e gli esponenti delle due forze politiche Di Maio e Salvini per aver indicato il mio nome. Vi posso assicurare di aver profuso il massimo sforzo, la massima attenzione per adempiere a questo compito e di averlo realizzato in un clima di piena collaborazione con gli esponenti delle forze poilitiche che mi hanno designato", il commento del giurista nativo di Volturara Appula.

Mattarella: "Mai ostacolato la formazione del Governo"

"Nessuno può dire che abbia ostacolato la formazione del governo del cambiamento. Ho accompagnato con grande collaborazione questo tentativo, com'è mio dovere, nel rispetto delle regole della Costituzione. Avevo fatto presente, sia ai rappresentanti dei due partiti, sia al presidente incaricato, senza ricevere obiezioni, che per alcuni ministeri avrei esercitato una attenzione particolarmente alta sulle scelte da compiere. Questo pomeriggio il professor Conte, che apprezzo e ringrazio, mi ha presentato le sue proposte per i decreti di nomina dei ministri, che io devo firmare come dispone la Costituzione assumendomene la responsabilità istituzionale. In questo caso il presidente della Repubblica svolge ruolo di garanzia, che non ha mai subito né può subire imposizioni. ho condiviso e accettato tutte le proposte per i ministri, tranne quella per il ministro dell'economia. La designazione costituisce sempre un messaggio immediato, di fiducia o di allarme per gli operatori economici e finanziari. Ho chiesto per quel ministero l'indicazione di un autorevole esponente politico della maggioranza, coerente con l'accordo di programma, che al di là della stima e della considerazione per la persona, non sia visto come sostenitore di una linea più volte manifestata, che potrebbe provocare probabilmente o inevitabilmente la fuoriscuta dell'Italia dall'Euro, cosa diversa da un atteggiamento vigoroso nell'ambito dell'Ue per cambiarla in meglio dal puntio di vista italiano. A fronte di questa mia sollecitazione ho registrato con rammarico l'indisponibilità a ogni altra soluzione e il presidente del Consiglio incaricato ha rimesso il mandato. L'incertezza sulla nostra posizione nell'Euro ha posto in allarme gli investitori e risparmiatori italiani e stranieri, che hanno investito nei nostri titoli di Stato e nelle nostre aziende. L'impennata dello spread aumenta il nostro debito pubblico e riduce le possibilità di spesa dello Stato per nuovi interventi sociali. Le perdite in borsa bruciano risorse e risparmi delle nostre aziende e chi vi ha investito. e configurano rischi concreti per i risparmi dei nostri concitatadini e per le famiglie italiane. Occorre fare attenzione anche al pericolo di forti aumenti degli interessi per i mutui e finanziamenti alle aziende. In tanti ricordiamo come prima della unione monetaria gli interessi bancari sfiorassero i 20%. E' mio dovere, nello svolgere il compito di nomina dei mionistri, essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani. Così si riafferma concretamente la sovranità italiana, mentre vanno respinti al mittente inaccettabili e grotteschi giudizi sull'Italia apparsi su organi di stampa di un paese europeo. L'Italia è un paese fondatore dell'Ue e ne è protagonista. Non faccio affermazioni di questa sera a cuor letggero, ho fatto tutto il possibile per fa nascere un governo politico. antepongo a qualunque altro aspetto la difesa della Costituzione e del'interesse della nostra comunità nazionale. L'adesione all'Euro è una scelta di importanza fondamentale, per le prospettive del nostro paese e dei nostri giovani. Se si vuole discuterne lo si deve fare apertamente e con un serio approfondimento anche perchè si tratta di un tema che non è stato in primo piano durante la recente campagna elettorale. Sono stato informato di richieste di andare a elezioni anticipate. Si tratta di una decisione che mi riservo di predenre doverosamente sulla base di quanto avverrà in Parlamento. Assumerò una iniziativa nelle prossime ore", le dichiarazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Di Maio: "Non finisce qui"

Durissimo l'attacco di Luigi Di Maio sulla propria pagina Facebook: "Non avevo mai visto una cosa del genere. Oggi ci è stato impedito di fare il governo del cambiamento, e non perché ci eravamo intestarditi con Savona, ma perché tutti quelli come Savona non andavano bene, tutte le personalità di spessore che però avevano  avevano preso parte a considerazioni critiche sull'Euro e l'Europa non andavano bene come Ministro della Repubblica. Se questo è il punto abbiamo un problema di democrazia. Sono stato un profondo estimatore di Mattarella, ma questa scelta è incomprensibile. Ce l'abbiamo messa tutta, abbiamo fatto un contratto, in cui non c'era l'uscita dall'Europa, ma la modifica dei trattati sull'Europa sì, avevamo composto la maggioranza e tutta la squadra di governo. Ci siamo messi intorno a un tavolo abbiamo deciso i ministeri per realizzare il cambiamento, con l'abolizione della legge Fornero, la modifica dei contratti di lavoro per i precari, occupandoci degli immigrati e dei problemi economici. Rappresentiamo due forze politiche, il 60%  dell'elettorato. avevamo espresso Conte come presidente del COnsiglio, eravamo pronti a governare, ci è stato detto di no. Perché? Le agenzie di rating erano preoccupate per un uomo che doveva fare il ministro. Diciamocelo chiaramente, che è inutile votare, tanto il governo lo decidono le agenzie di rating, le lobby bancarie, anche quando il popolo dà più del 50% di consensi. Un modo per bloccare lo si trova sempre. Siamo giunti a un livello di scontro isitutizionale mai visto. Ok, torniamo al voto. Ma se si vuole impedire la partenza di un governo del cambiamento, ce lo devono dire chiaramente. Sono molto arrabbiato, tanto tempo dedicato alla formazione del governo. Stanno facendo di tutto per non mandare il Movimento 5 Stelle al governo del Paese".

E poi la chiosa: "In questo paese puoi essere un criminale condannato poer frode fiscale, puoi essere Angelino Alfano, una persona sotto indagine per corruzione, una persona che si è macchiata di reati legati alla pubblica Amministrazione o all'infiltrazione mafiosa nella pubblica Amministrazione, e il ministro lo puoi fare. Ma se hai criticato l'Euro e l'Europa, non puoi nemmeno pensare di fare il ministro dell'Economia. Ma non finisce qui"

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