Un 'patto Comuni - Stato", emergenza strade e assunzioni: tutte le richieste di Landella al premier Conte

Il sindaco di Foggia a margine del vertice svoltosi oggi in Prefettura sul contratto di sviluppo della Capitanata alla presenza del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, e del ministro Barbara Lezzi

“La presenza a Foggia del presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e del Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, è senza dubbio un segnale importante di attenzione politica verso il territorio. E lo è tanto più in ragione del confronto circa i contenuti del Contratto Istituzionale di Sviluppo, che ha proprio nella Puglia la regione pilota. Le priorità consegnate al presidente Conte sono il frutto di un lavoro corale, di una condivisione di obiettivi strategici tra le istituzioni ed il mondo sociale, imprenditoriale, economico e produttivo della Capitanata, che il Governo ha il dovere di tenere nella debita considerazione". Così Franco Landella.

"Come sindaco di Foggia ho posto all’attenzione del presidente del Consiglio dei Ministri alcuni temi sui quali l’esecutivo ha il dovere di attivare il massimo dell’impegno, in coerenza con la richiesta di operatività che giunge dalle nostre comunità. 

In primo luogo occorre un intervento, deciso e rapido, circa le procedure finalizzate ad avviare esecutivamente i progetti inseriti nel Contratto Istituzionale di Sviluppo. C’è bisogno che lo Stato, come peraltro accaduto nel passato per altre misure, si faccia carico di sostenere economicamente i Comuni che, com’è ormai purtroppo noto, sono in affanno dal punto di vista finanziario e che, proprio per questo, spesso non sono stati nella condizione di anticipare le somme necessarie a far partire la progettazione esecutiva delle opere. Siglare un ‘patto’ tra Stato ed Enti Locali, infatti, significa muoversi in questa direzione, soprattutto in una congiuntura delicatissima come quella che stiamo vivendo. Ed è molto positivo che sia il Ministro Lezzi sia l’Amministratore Delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, abbiano chiarito che nel CIS sono presenti queste risorse, che ho richiesto anche nella mia veste di vicepresidente vicario dell’ANCI Puglia.

Da questo punto di vista è inderogabile una inversione di tendenza rispetto alla storica attitudine alla progressiva contrazione delle risorse destinate alle Amministrazioni comunali. È il momento di dimostrare con i fatti che i Comuni non sono né l’ultimo ed il più debole anello della filiera istituzionale né sono considerati semplicemente ‘esattori per conto terzi’. È urgente restituire dignità agli Enti che, ogni giorno, sono in trincea e guardano negli occhi drammi ed emergenze dei cittadini. A Foggia, Comune in situazione di predissesto finanziario, questa esigenza si manifesta in modo ancor più importante, anche nella gestione della ordinaria amministrazione, penso alla manutenzione della rete viaria. Sarebbe un bel segnale se il Governo aiutasse Foggia a gestire questa emergenza, quasi ‘adottando’ le nostre strade

Le difficoltà finanziarie dei Comuni, dunque, devono occupare i primi posti dell’agenda dell’esecutivo, aprendo una stagione in cui si sostituisca il dialogo all’isolamento, la collaborazione alla contrapposizione. Al presidente Conte ho quindi ribadito quanto già richiesto formalmente nelle scorse settimane per quello che riguarda la difesa della qualità e della quantità dei servizi erogati dall’Amministrazione comunale, messi a rischio dal combinato disposto tra il blocco delle assunzioni imposto dall’adesione al ‘Decreto Salva Enti’ ed i pensionamenti che stanno interessando il personale, tra l’altro favoriti dalla prossima introduzione della cosiddetta ‘Quota 100’. È fondamentale e decisivo un intervento normativo che allenti questi vincoli e permetta al Comune di Foggia di indire concorsi pubblici, realizzando un turn-over finalizzato a proteggere i servizi e fornire, sia pure in minima parte, un’opportunità occupazionale alle nostre giovani generazioni.

L’attenzione assicurata dal Ministro Lezzi in relazione alle questioni che sono state poste ed alle istanze avanzate ci induce ad una moderata fiducia, che però esige segnali reali da parte del Governo. La classe dirigente della Capitanata non è abituata né ai capricci né alle strumentali polemiche. Al contrario, è incline a lavorare e programmare, come ampiamente dimostrato dal ‘pacchetto’ di interventi individuati assieme alla Provincia nell’ambito della Cabina di Regia che coordinò la programmazione di area vasta, e rivendica oggi dignità e diritto allo sviluppo”.

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