INTERVISTA | Volpe candidato sindaco di Foggia? “Società civile me lo ha chiesto”

Il rettore dell'Università di Foggia difende Mongelli, ma non risparmia critiche al suo operato: "Non si è colto fino in fondo il segnale di cambiamento auspicato con la sua candidatura e con la sua elezione"

Giuliano Volpe

Profuma già di 'elezioni' il clima politico che in questo finire di stagione si respira in città. A meno di un anno dalle amministrative 2014 il centrosinistra è chiamato ad un’assunzione di responsabilità e agli straordinari per ribaltare il giudizio, non proprio positivo, sull’esperienza di governo targata Gianni Mongelli. A sinistra come a destra, per tentare la scalata a Palazzo di Città, si lavora alla ricerca dei candidati “giusti”.

In un quadro politico in continua evoluzione - mentre nel centrodestra si registrano le precoci candidature di Luigi Miranda a capo di una civica e quella dell’ex vicesindaco, Lucia Lambresa – nel centrosinistra si tenta di ricomporre i cocci di un’esperienza di governo difficile, e a tratti imbarazzante, sotto il profilo politico.

Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà lavorano per rilanciare un’alleanza indebolita dal dopo Bersani e dalle note vicende politiche nazionali. Ma in provincia di Foggia i due partiti restano, per ora, spaccati su nomi e programmi. In casa Pd è calda, anzi caldissima, la pista che porta a Raffaele Piemontese, mentre appare improbabile l’ipotesi di un Mongelli bis. Oltre a Rita Saraò, che piace ai vendoliani e ai gentiliani, tra le personalità tirate in ballo nel gioco del toto-nomi, spicca Giuliano Volpe, figura autorevole impegnata nel mondo della ricerca, dei beni culturali e dell’università.

Già candidato al Senato in Puglia tra le fila di Sinistra Ecologia e Libertà, il Rettore dell’Università di Foggia e amico d’infanzia di Nichi Vendola, smaltita la delusione elettorale, non nasconde il desiderio di voler svolgere una funzione di rappresentanza nel territorio, ma non si sbilancia sull’ipotesi di una candidatura a sindaco della città a capo di una coalizione di centrosinistra sostenuta, probabilmente, anche dall’assessore regionale al Bilancio, Di Gioia “Penso che Leo debba e possa svolgere un ruolo importante nella realtà locale, avendo un radicamento molto forte”.

Il Rettore nato a Terlizzi – che ammette di aver ricevuto l’invito a candidarsi dalla società civile (ma non da esponenti politici) – ha sottolineato che “l’individuazione del candidato sindaco di Foggia – mestiere bellissimo ma difficile in una città che andrebbe rivoltata come un calzino -  non deve essere espressione di un’ambizione personale” – e precisato che “finché non sarà chiaro che cosa vuole fare Mongelli, trovo sbagliato affrontare la questione perché si rischia di creare confusione e pettegolezzo”.

E’ stato un anno impegnativo per Lei. Un anno in cui ha dovuto affrontare la questione relativa al passaggio di testimone all’Università di Foggia con qualche polemica per via della sua candidatura al Senato e smaltire la delusione di un risultato elettorale che purtroppo l’ha vista dentro i giochi fino all’ultimo, ma fuori dal Palazzo e contro ogni pronostico. Oggi, a distanza di alcuni mesi, qual è il rapporto tra Giuliano Volpe e la politica intesa sia come appartenenza a un partito, sia come espressione del bene comune?

Soprattutto la seconda, “come espressione del bene comune”, perché non sono iscritto a nessun partito. Per quanto riguarda la candidatura al Senato, ero stato scelto come capolista in Puglia per il partito di Sel - su indicazione del presidente Vendola - per le mie competenze maturate in ambito universitario e nel settore dei beni culturali. Successivamente, per tener conto soprattutto del risultato delle primarie, sono slittato in seconda posizione. Non ho mai nascosto la delusione per il risultato negativo – non solo personale – ma anche del centrosinistra. Avere un governo costantemente appeso al filo sottilissimo del ricatto quotidiano non serve all’Italia. Assistiamo alle barricate per l’abolizione dell’IMU e non per dare risorse alla scuola, all’università, alla ricerca, alla formazione, al patrimonio culturale. Abbiamo meno iscritti all’università, meno laureati e aumentano i giovani che vanno via dal nostro paese.

Delusione e anche rassegnazione quindi?

No, non vi è intorno a me un clima di rassegnazione, ma un pizzico di delusione perché penso che avrei potuto fornire il mio apporto all’interno dei lavori parlamentari dando un valido contributo alle questioni che le ho citato. Me ne sono accorto in questi mesi perché mi è capitato di seguire alcune vicende affrontate da persone che hanno scarsa competenza e capacità di innovazione in questi settori. Mi spiace di non aver potuto dare il mio contributo anche al partito di Sel e al centrosinistra,. Detto questo, sono convinto che avrei potuto fare molto anche per la Capitanata e per l’università di Foggia, più di quanto abbia fatto in questi anni.


Perché in fondo, anche se non è nato e cresciuto in provincia di Foggia, si sente a casa in Capitanata?

Si, ma non è questo il punto. Certamente trovo molto più importante la scelta di chi non ci è nato, ma ci è venuto a vivere. Resto convinto del ruolo di un parlamentare capace di operare a Roma, ma di essere molto presente nel territorio, cosa che purtroppo non mi sembra di riscontrare. Ammetto che mi piacerebbe svolgere una funzione di rappresentanza del territorio.

Ha appena detto che non ha intenzione di mollare. Quindi, non avendo mai nascosto l’amicizia e la stima che nutre nei confronti del governatore Vendola, può confermarci se questo rapporto prosegue, ma soprattutto, sulla base di quali progetti e scenari politici futuri?

Il rapporto d’amicizia con Nichi è un fatto che risale alla nostra adolescenza, quindi è un’amicizia vera e profonda che non è nata sulla scorta di alcun interesse. Detto questo, il nostro rapporto resta positivo, ma da questo a dirle che ci sono idee e progetti, per quel che mi riguarda no. D’altra parte io non ho mai concepito, e credo anche Vendola, il fatto di dover avere un risarcimento per la mancata elezione. Sono un professore universitario, ho la mia attività, il mio studio e quindi non faccio parte della categoria dei politicanti che devono essere collocati da qualche parte e che disprezzo, pur avendo grande rispetto per la politica.

Resta pur sempre un simpatizzante di Sel?

Certamente, resto convinto che l’Italia abbia bisogno di una sinistra di qualità, importante e capace di attivare dei progetti di cambiamento. Una sinistra diversa rispetto alle pratiche del clientelismo per le quali non sono immuni esponenti della sinistra stessa, che valorizzi le capacità e le competenze dei giovani rispetto a un’idea di reale cambiamento. Non bisogna quindi adeguarsi. Mi auguro che ciò avvenga, anche se mi rendo conto che Sel – al cui interno deve necessariamente cambiare qualcosa - non riesce ad esprimere tutto questo.

Nelle scorse settimane abbiamo assistito alla querelle divampata all’interno del partito di Sinistra Ecologia e Libertà di Foggia sulla questione del futuro candidato sindaco del centrosinistra: si è parlato di un’ipotesi Mongelli bis, di primarie e di volti nuovi. Ci preme chiederLe se trova normale che in un partito come quello di Sel, simpatizzanti, iscritti e persone con compiti di rilievo, forniscano nel giro di poche ore versioni contrastanti sull’argomento, dando vita a un batti e ribatti che di certo non giova né al partito e né alla cittadinanza.

Certamente. Trovo che queste diatribe facciano parte di pratiche della peggiore politica. Ma, la questione della ricandidatura di Mongelli o l’individuazione di un nuovo candidato mi sembra totalmente mal posta, nel senso che intanto bisognerebbe effettuare una valutazione leale e corretta - e credo che il sindaco stesso sia convinto di questo – dell’esperienza di governo, con i suoi aspetti positivi e soprattutto negativi. Questo, partendo però dal fatto che non si possono scaricare tutte le responsabilità (lo trovo scorretto politicamente ed eticamente), su un sindaco che si è fatto carico di alcune difficili questioni e le ha affrontate in maniera anche coraggiosa, peraltro in un periodo difficilissimo. Il primo cittadino si è caricato sulle spalle una croce pesante, mentre invece tutti rifuggivano. Ciononostante, sono stati commessi degli errori: non si è colto fino in fondo il segnale di cambiamento auspicato con la sua candidatura e con la sua elezione. Ma ribadisco che trovo bizzarro che ora, chi è stato totalmente interno a questa esperienza di governo, si voglia presentare come cambiamento e come novità. Soltanto riconoscendo gli errori si può pensare alla prosecuzione di questo governo, ma con obiettivi diversi, migliori e mirati, sia con Mongelli che con un’altra figura. Bisogna oltretutto dare atto all’attuale primo cittadino e mio amico, di aver rappresentato Foggia in un periodo di congiuntura economica, che personalmente ho vissuto anch’io da Rettore dell’Università.

Governo Mongelli che però ha potuto respirare non appena sono arrivate le risorse del ‘Salva Enti’, dando probabilmente prova che con le risorse finanziarie è più semplice mettere in pratica idee e obiettivi

Certo. E pensare che tempo fa si discuteva solo di dissesto. Ma d’altronde l’Italia ha tra i suoi difetti il fatto di avere una memoria cortissima. Ciononostante resto convinto che sarebbe necessaria una stagione nuova per questa città, più colta, internazionale, aperta ad esperienze di livello europeo. Sono convinto che la cultura non sia soltanto l’organizzazione di eventi, ma qualcosa che deve caratterizzare le strategie di governo di una città, che porti a cambiare la visione stessa della qualità della vita, a considerare il tema della bellezza, della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale, del centro storico. Immagino Foggia come centro che aggrega l’intera Daunia.

Per farlo, secondo Lei, basta cambiare il sindaco o c’è realmente bisogno di altro?

Non è cosi semplice. La figura del sindaco non è più così irrilevante com’era in passato (vedi Bari, Salerno e Firenze). La personalità di ciascuno è determinante. Sempre di più le città finiscono di identificarsi con loro. Può anche non piacere questo eccesso di personalizzazione, ma il sindaco certamente svolge un ruolo di primo piano per dare l’anima, anche a livello nazionale, a una città. Questo conta tantissimo.

Indubbiamente, alle prossime amministrative, ricoprirà un ruolo importante la figura di Leo Di Gioia. Come ha preso la notizia della nomina ad assessore regionale al Bilancio?

Personalmente ho sincera stima di Leo Di Gioia, persona competente e coraggiosa, da molti accusato di aver cambiato bandiera in una realtà in cui però c’è un subbuglio complessivo nel panorama politico. E poi, il centrodestra è stato talmente gravato dalla presenza di Berlusconi, che è evidente che qualcuno voglia liberarsene. Voglio dire, io che sono dichiaratamente di sinistra ho comprensione e stima per il travaglio che personalità del centrodestra o del fronte moderato possano aver vissuto in questi anni con una persona che ancora oggi tiene in sospeso il paese legando il suo destino alle proprie vicende personali. Capisco quindi che una persona che ha una formazione e una cultura di centrodestra possa aver vissuto questo disagio e abbia cercato altre strade. Non entro nel merito della scelta tecnica fatta dal presidente Vendola, che però ha creato qualche scompiglio e mal di pancia, ma io che ho un rapporto positivo con Leo Di Gioia, gli ho sempre detto che trovavo bizzarro che durante la campagna elettorale, in un confronto pubblico, io difendevo la giunta Vendola e lui l’attaccava. Al di là della battuta, la sua scelta e la sua nomina fanno parte dell’evoluzione del quadro politico.

Potrebbe essere lui o la sua area moderata l’ago della bilancia alle prossime amministrative?

Penso che Leo debba e possa svolgere un ruolo importante nella realtà locale, avendo un radicamento molto forte. Quindi sì, ma non penso che sia l’unica componente moderata. Diciamola tutta, Foggia non è certo una città progressista. Consapevoli di questo, se ci sono da questo punto di vista pezzi di società, persone perbene, competenti, serie e oneste nel centrodestra, pur non riconoscendomi, penso che bisognerà cercare un rapporto di collaborazione e trovare un’intesa. Aggiungo anche che è evidente che mi piacerebbe un governo più di sinistra, che a Foggia non c’è mai stato, anche perché la sinistra ha fatto politiche di destra. Mi auguro più un governo di cambiamento, di innovazione vera rispetto alle recenti esperienze di centrosinistra, ma mi piacerebbe un’elevazione del livello di qualità, attualmente non particolarmente tale.

Ma se l’ipotesi di un Mongelli bis potrebbe risultare indigesta per gli elettori foggiani, Giuliano Volpe che ruolo potrebbe recitare? Potrebbe ciò rappresentare la sintesi ed essere il prossimo candidato sindaco di Foggia? Questa ipotesi la esclude a priori e le è stata addirittura proposta?

Da nessuno se non da tanti amici e persone che non fanno parte di schieramenti politici, ma bensì da associazioni, dal mondo professionale e della cultura. Perché nascondere che in tanti, da parecchio, mi chiedono questo? E’ difficile risponderLe, ma non perché voglio sottrarmi alla domanda, perché sono convinto che l’individuazione di un candidato sindaco di Foggia – mestiere bellissimo ma difficile in una città che andrebbe rivoltata come un calzino -non deve essere espressione di un’ambizione personale. Finché non è chiaro che cosa Gianni Mongelli vuole fare trovo sbagliato affrontare la questione perché si rischia di creare confusione e pettegolezzo. Trovo quindi che bisogna procedere con la definizione di un giudizio urgente dell’esperienza di governo e chiedere cosa l’attuale sindaco intende fare alla luce di questa valutazione. Poi bisognerà capire chi potrà rappresentare al meglio questa nuova fase. Sono convinto che la mia attività possa essere svolta in tante altre forme. Fare il sindaco di Foggia sarebbe un impegno mostruoso. Come ho già ribadito, amo il mio lavoro di ricerca e di studio che anche in questi cinque anni di rettorato non ho abbandonato. Apro e chiudo una parentesi: il fatto che l’area di archeologia dell’università di Foggia sia stata considerata la prima in Italia, per me e per il mio gruppo di lavoro è motivo di grande soddisfazione e la dimostrazione che nonostante la qualifica di rettore, non ho mai smesso di svolgere al meglio il mio lavoro, che è anche il motivo per il quale sono approdato in Capitanata.

Ritornando sulla questione della candidatura a sindaco di Foggia, le dico che non mi farò trasportare in giochi del toto-nome perché lo trovo scorretto e sbagliato. Però, soltanto se si è veramente espressione di una volontà di cambiamento da parte di tutti, dai partiti ai cittadini, per quanto mi riguarda vale la pena giocare la partita, altrimenti sarebbe una sfida persa in partenza. Non si può sempre navigare a vista e vivere alla giornata, perché questa città ha bisogno di una capacità progettuale, di una visione futura completamente diversa, capace di vera discontinuità.

Ma, uno dei motivi per cui penso che la cosa non si potrà realmente realizzare è che, come mi ha detto una persona, sono considerato un alieno, il che può fare o meno piacere. Può fare piacere se questo significa che una persona riesce ad operare in un contesto senza essere risucchiato negli aspetti peggiori. Ora bisogna capire se prevalgono questi che mi considerano un alieno.

Come considera il rapporto, anche a livello locale, tra Sel e Pd. Non pensa si siano raffreddati un po’ troppo?

Certamente sì. Detto questo la sostanza non cambia, con la speranza che il governo delle larghe intese sia soltanto una parentesi e che a un certo punto si torni a pensare a dei progetti diversi. Il Partito Democratico continua a vivere una stagione di grande confusione e ormai è tutto e il contrario di tutto. A questo punto penso sia necessaria una nuova stagione di tutto il centrosinistra, ma non quelle esperienze marginali di Ingroia o del Movimento 5 Stelle, che non considero utili per produrre dei cambiamenti. Quindi, il tema di un’alleanza con il PD resta.

Ma Sel dovrà pur smarcarsi da questo status di stampella del PD. Non crede?

Certamente sì. Non deve però esercitare un ruolo di opposizione tipo Rifondazione Comunista e non deve essere semplicemente l’ala sinistra del PD.

L’arrivo a Foggia del presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, in occasione del taglio del nastro per l’inaugurazione del polo bio-medico è un appuntamento importantissimo. A chi però l’accusa di fare propaganda per i prossimi impegni elettorali, cosa risponde?

Campagna elettorale di che. Credo che nessuno possa negare che Boldrini rappresenti un’istituzione e un pezzo di società importante. Voglio ricordare che a Foggia è venuto anche Gianfranco Fini e Francesco Rutelli, che non mi risultano essere iscritti a Sel. Sarebbe deprimente pensare che l’arrivo del presidente della Camera sia legato a propaganda politica, anche perché in questo momento non si vota. Quindi, cosa potrei guadagnare dal suo arrivo. Viene una grande personalità ad inaugurare una struttura per la quale abbiamo messo la prima pietra a marzo 2010 e che abbiamo completato nel 2013, tempi da record. Inauguriamo questo plesso dopo anni in cui i nostri studenti sono stati costretti a frequentare lezioni in aule degradate e i nostri ricercatori a lavorare in laboratori siti in un sottoscala, ma conseguendo ugualmente risultati importanti, tant’è che la biochimica di Foggia è prima in Italia. Finalmente abbiamo una struttura degna di una università italiana ed europea. Dopodiché organizzeremo un convegno in cui si discuterà di beni culturali e paesaggistici in Puglia e in Italia al quale parteciperanno anche il ministro Brai e l’assessore Barbanente. Un secondo appuntamento, al quale parteciperanno tanti altri personaggi illustri, si terrà a novembre. Questa è la mia maniera di intendere l’università e la città come luoghi di progettazione e di riflessione. Il radicamento è tanto più forte quanto più si riesce ad incidere a livello nazionale ed internazionale. Basta piangersi addosso! basta guardarsi l’ombelico! Basta con le polemiche becere da sottopolitica!

Sarà quindi un finale di stagione ricco di appuntamenti per Lei?

Come dire, non mi si vorrà negare di consegnare all’università alcune delle cose che ho realizzato in questi anni e di lasciare al mio successore altri progetti da ultimare e strutture ancora in corso di costruzione, come la caserma Miale per la quale mi sono battuto per quattro anni.

E’ la risposta di Volpe alle polemiche subite?

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Questo, bisogna dirlo, è un po’ un difetto del contesto locale. Di vedere cioè sempre gli aspetti negativi e non di alzare un po’ la testa, respirare a pieni polmoni e andare con lo sguardo un po’ più lontano

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Virus più sfuggente, in Puglia "il tracciamento salta" ma il sistema sanitario regge: non si escludono singoli lockdown

  • Covid, verso il nuovo Dpcm: coprifuoco tra le 22 e 23. Rischiano la chiusura parrucchieri, estetisti, cinema e teatro

  • "Che ore sono?", poi scatta la violenza: in cinque aggrediscono ragazzo in centro. "Togli la mascherina quando parli con noi"

  • In serata il nuovo Dpcm Conte: stretta sulla movida e ipotesi coprifuoco. A rischio sport dilettantisti, cinema e teatro

  • Coronavirus, quattro 'zone rosse' e 5 amaranto in Capitanata. Focolai rsa e covid-positivi in più della metà dei comuni

  • Coronavirus: sfondata quota 350 contagiati in un giorno in Puglia. I nuovi positivi in Capitanata sono 89

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
FoggiaToday è in caricamento