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La foto incriminata e poi rimosa

La foto incriminata e poi rimosa

Landella in posa accanto a manifesto anti-aborto, è polemica: "Lesa dignità delle donne"

Nel quarantennale della Legge 194, il primo cittadino di Foggia si fa fotografare a sostegno della campagna Pro Vita con la fascia tricolore. Lo scatto, postato sui social, è stato rimosso

"Tu sei qui perché papà e mamma non ti hanno abortito". E' questo il messaggio 'Pro Vita' che campeggia sulla vela pubblicitaria che da stamani gira per la città di Foggia. 

La sosta dinanzi a Palazzo di Città ha fatto registrare un ospite d'eccezione, il sindaco di Foggia Franco Landella, che con tanto di fascia di tricolore si è fatto immortalare accanto al manifesto; la foto, postata sui social, ha sollevato un vespaio di polemiche, scatenando l'indignazione generale. Al punto da costringere il primo cittadino a rimuovere lo scatto incriminato dai suoi profili social.

E però il gesto resta impresso e le polemiche non si placano: "Oggi la legge 194/78 compie 40 anni e intanto il sindaco di Foggia abbraccia in modo diretto e spudorato la campagna pro-life. Come se chi difende il diritto all'aborto e la legge 194 fosse contrario alla vita. Non è così, caro Franco Landella. Partiamo dal presupposto che abortire non è mai semplice per una donna, è una scelta che comporta dolore e angoscia", così si legge in una nota di Sinistra Italiana.

"E molti casi si potrebbero evitare con un insegnamento di educazione sessuale nelle scuole. Ma poco importa, meglio avere giovani donne e uomini che ne ignorano l'importanza, mica vogliamo che si compiano atroci promiscuità nei luoghi adibiti alla formazione, vero? Il nostro sindaco poi non conosce, evidentemente, lo stato della presenza dei medici non obiettori negli ospedali pubblici in provincia di Foggia. Come più volte denunciato dall'associazione Donne in Rete - Foggia e da altri soggetti, come Cgil Foggia, Link Foggia, Unione degli Studenti Foggia e la stessa Sinistra Italiana - Puglia, che presentò a firma di Cosimo Borraccino una mozione ad hoc nella sede del Consiglio della Regione Puglia, la situazione è gravissima e a breve, con il pensionamento dei pochi medici che lo praticano, la nostra provincia rimarrà sprovvista di chi potrà far valere il diritto all'aborto", scrive la segreteria provinciale di Sinistra Italiana

"Caro Sindaco - aggiungono - con questa nostra denuncia le ricordiamo che siamo nel XXI secolo, che lei sta mettendo in dubbio una grande conquista sociale e che sta ledendo la dignità di molte donne, a partire dalla loro libera autodeterminazione. La scelta consapevole si costruisce con una adeguata cultura, cosa che, se avesse avuto davvero a cuore, avrebbe potuto fare, facendo operare in questo senso il CAV (Centro Antiviolenza) della nostra città".

E rilanciano: "La invitiamo cordialmente ad attivarsi per far sì che una legge dello Stato (per chiarezza, la Legge del 22 maggio 1978 n. 194) venga concretamente e pienamente attuata sul territorio comunale che lei governa da quasi cinque anni".

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