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Sanitaservice, De Leonardis: "Un caos in tutta la Puglia, emblematico il caso Foggia"

Nella realtà foggiana il presidente del gruppo Area Popolare conta 771 dipendenti diretti e 102 unità entrate senza alcun bando e selezione pubblica. "E poi, unica tra le Sanitaservice pugliesi, per alcuni servizi non versa l'Iva"

Una situazione caotica, da approfondire e modificare. Così il presidente del Gruppo Area Popolare in Consiglio regionale, Giannicola De Leonardis, definisce la realtà della Sanitaservice in Puglia. “L’audizione odierna in III Commissione dei direttori generali delle Asl e degli amministratori delle Sanitaservice pugliesi, pur in mancanza della documentazione da me richiesta e che sarà necessario acquisire per avere un quadro esaustivo e non approssimativo - spiega De Leonardis - , ha fatto comunque emergere le numerose contraddizioni e differenze tra realtà che dovrebbero invece essere omogenee, nell’interesse dei cittadini, per ottimizzare le risorse disponibili e migliorare la quantità e qualità complessiva dei servizi e delle prestazioni erogate”.

"Singolare ed emblematica, in tal senso, è apparsa la situazione della Sanitaservice foggiana, che presenta 771 dipendenti diretti – personale che lavorava da anni in società che avevano servizi in appalto dall’Asl e che è stato internalizzato dopo un lungo percorso -, e 102 ulteriori unità entrate senza alcun bando e selezione pubblica: 72 assunti attraverso il tramite di agenzie di lavoro interinale e 30 lavoratori autonomi, scelti in piena discrezionalità con la formula dell’ ‘intuitu personae’”.

Continua ancora il presidente del Gruppo Area Popolare: “Unica tra le Sanitaservice pugliesi, per alcuni servizi non versa l’Iva. Dopo il varo definitivo del Piano di riordino della Rete ospedaliera, sarà quindi necessario e opportuno affrontare e definire compiutamente questo spinoso capitolo per la sanità pugliese e per il bilancio complessivo dell’ente, introducendo e applicando criteri di omogeneità, equità ed economicità nei vari territori nel rispetto del buon senso e della correttezza doverosa per la collettività e per il personale stesso”.

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