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Gianni Mongelli

Gianni Mongelli

Gianni Mongelli intenzionato a restare, verso il ritiro delle dimissioni

Prevista una rotazione radicale dei dirigenti. Sul fronte rifiuti il sindaco è stato rassicurato dalla SIA, l'azienda di bacino dell'Ato Fg4, che dal 1 ottobre correrà in soccorso del capoluogo

MONGELLI, VERSO IL RITIRO DELLE DIMISSIONI. Alla decisione finale mancano 5 giorni. Ma in un’intervista rilasciata a La Gazzetta di Capitanata, il sindaco (dimissionario) di Foggia Gianni Mongelli aveva rassicurato che no, non avrebbe atteso l’ultimo giorno utile per decidere se rientrare o meno alla casa comunale. Lo avrebbe fatto prima, già nei primi giorni di questa settimana.

Probabilmente tra stasera e domani, subito dopo il vertice di maggioranza, allargato ai segretari di partito, in programma in serata. Ed ambienti a lui vicini lo definiscono seriamente intenzionato a restare, semmai abbia creduto realmente di lasciare.

Ad autorizzare l’interrogativo ci pensa  l’operatività con cui ha comunque agito nei giorni che hanno seguito le dimissioni e l’agenda già fitta di appuntamenti per i prossimi (vedi l’incontro con i sindacati Amica aggiornato a lunedì prossimo, 6 agosto).

IL VERTICE DI MAGGIORANZA. Dato per certo, dunque, il prosieguo della consiliatura (confortato, Mongelli, anche dai buoni riscontri al lavoro sin qui condotto ricevuti da Bari e da Roma), il vertice di questa sera si preannuncia comunque determinante rispetto ad alcune questioni.

Sulla sfondo non si agitano solo il risanamento dell’ente, ancora pericolosamente esposto al crack finanziario, e le difficoltà, arcinote, dei comuni italiani, stretti nella morsa dei tagli ministeriali e in procinto, per la gran parte, di deliberare impopolarissimi inasprimenti fiscali rispetto ai quali Mongelli chiamerà i partiti tutti, indistintamente, stasera a “mettere il cappello” (non è un caso che tra le richieste del Partito Democratico vi sia proprio una verifica, stringente, del piano di rientro e delle sue possibilità di riuscita). Ma anche le emergenze. A partire da Amica, e dalla questione ambientale in senso più ampio, all’emergenza occupazionale che, da Foggiaservizi in giù, rischia di esplodere in mano alle forze politiche, da sinistra e destra.

Data per scontata, poi, una blindatura della giunta (che pure Psi e gruppi minori vorrebbero rivisitata),  le richieste, numerose, viaggeranno anche in senso inverso. Mongelli, ad esempio, dovrà rispondere (e forse questa volta è il caso che lo faccia per davvero) alla richiesta unanime da parte delle forze consiliari di metter mano alla tecnostruttura, con una rotazione, radicale, dei dirigenti. Mentre bisogna che un armistizio prende il posto della tregua armata con cui convivono da troppo tempo i partiti maggiori, Pd Udcap e Psi.

AMICA-SIA. Certamente dietro la decisione che il primo cittadino si prepara ad ufficializzare c’è anche un rasserenamento, quasi raggiunto, del fronte Amica. L’asse con Cerignola si sta rivelando proficuo. Quasi certamente sarà SIA, l’azienda di bacino dell’ato Fg4, a correre in soccorso del capoluogo dal 1 ottobre, quando Amica cesserà di esistere e di operare. La  formula individuata è quella del fitto del ramo d’azienda: 1,8milioni di euro al mese al consorzio SIA per 6 mesi in cambio dell’espletamento del servizio e della presa in carico di oltre 350 lavoratori, tra Amica e  Dauniambiente. Una soluzione temporanea, è stato spiegato dai due primi cittadini, frutto della “solidarietà istituzionale” e in attesa delle evoluzioni normative in tema di servizi pubblici locali. Certo, nulla è ancora di ufficiale. Bisogna che la proposta tecnica, dettagliata, venga messa nero su bianco e fatta passare per il benestare dell’intero consorzio (che lo ricordiamo annovera al suo interno ben 9 comuni). Anche perché SIA viaggia in acque finanziarie cattivissime, situazione che ha portato alle dimissioni dell’amministratore unico, Ciccio Vasciaveo.

Ma, a parte Orta Nova, i restanti sindaci si sarebbero già espressi favorevolmente in via ufficiosa e venerdì prossimo, giorno in cui è convocata un’altra assemblea sul tema, potrebbero dare via libera.

UN GRANDE DISASTRO. A tuonare però contro una soluzione “suicida per Cerignola” ci pensano i gruppi consiliari d’opposizione  al Comune di Cerignola che ieri in consiglio hanno ricevuto la doccia fredda. Contrario al salvataggio di Amica lo stesso Pd locale (e pazienza se ciò comporta il “tradimento” dei cugini foggiani) e la Cicogna di Franco Metta che dietro l’operazione vede le solite manovre personalistiche pre elettorali di “alcuni personaggi” (nel calderone finiscono Giannatempo,Elena Gentile,Roberto Ruocco) che rischiano di far sprondare Cerignola nell’ennesimo “incommensurabile” disastro”.

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