Corte dei Conti, Mongelli non ci sta e chiede un confronto pubblico: "Landella non fare l'indiano"

Parla l'ex sindaco: "Di tutto questo farò partecipe la Corte dei Conti inviando ai magistrati contabili questa mia nota. Invito Landella a confrontarci in un dibattito pubblico: i cittadini hanno il diritto di sapere"

Gianni Mongelli

Il commento del sindaco Franco Landella ai contenuti della durissima Deliberazione della Corte dei Conti chiama in causa il suo predecessore, Gianni Mongelli, la cui Amministrazione - nella lettura fornita dal primo cittadino – sarebbe la mamma di tutti i guai patiti oggi a Palazzo di Città.

La Corte dei Conti, lo ricordiamo, ha proceduto al quarto monitoraggio semestrale del piano di riequilibrio finanziario del Comune di Foggia, rilevando “criticità nel raggiungimento degli obiettivi  fissati  ed una profonda situazione  di incertezza e confusione contabile”.

“Ci si esercita ancora una volta nello stucchevole tentativo di addossare a chi ha preceduto responsabilità e presunti errori”, spiega Mongelli. “In quelle che definisce ‘precisazioni diffuse a mezzo stampa’, e che non sono altro che la  riproposizione dei ripetuti concetti di peso e gravità della eredità ricevuta, il sindaco Landella, ancora una volta alle prese con il suo persistente torcicollo amministrativo, parla inopinatamente di quadro finanziario non veritiero descritto ai fini di aderire ai benefici del Decreto Salva Enti per scongiurare il dissesto e la incandidabilità degli amministratori”.

LA CORTE DEI CONTI AVVERTE: "DI QUESTO PASSO E' DISSESTO"

“Sono queste affermazioni  gravissime, che configurano accuse calunniose e lesive delle quali il sindaco Landella dovrà  rispondere nelle sedi opportune”, ribadisce Mongelli. “Il sindaco scrive che basta leggere le date e le partite contenute nella Deliberazione n.47 per individuare le responsabilità, ma poi nelle sue ‘precisazioni’ evita di indicare date ed atti. Lo farò io per smascherare così un atteggiamento inaccettabile posto in essere da parte di chi si appropria di risultati positivi raggiunti da altri e non si assume le responsabilità dei propri errori e dei limiti sempre più evidenti della propria attività o ,meglio, inattività amministrativa”.

Così prende a sciorinare date e atti ufficiali. A partire dall’adozione del Comune di Foggia del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale con le delibere di Consiglio Comunale n.4 del 19/02/2013 e n.165 del 16/07/2013; a seguire, “in data 13/06/2014 è stato eletto il sindaco Landella ed in data 18/06/2014 si è proceduto alla redazione del verbale di cassa riportante tra l’altro un fondo iniziale di cassa di €.1.488.959,36 ed un totale entrate pari ad €. 62.678.954,04”, spiega.

“La Corte dei Conti con deliberazione n. 183 del 18/07/2014 depositata il 23/10/2014,e quindi dopo 4 mesi di sindacatura Landella, ha approvato il Piano di riequilibrio di complessivi €. 121.962.926,59 per disavanzo di amministrazione, debiti fuori bilancio, passività pregresse e potenziali. Il sindaco Landella la definisce ‘notizia estremamente positiva per foggia’; in tale Deliberazione è stata attivata la procedura del monitoraggio semestrale dell’andamento del piano e degli obiettivi in esso contenuti”.

LANDELLA SI DIFENDE: "PIU' CHE AMMINISTRATORI, SIAMO COMMISSARI"

“Ancora, nel novembre 2014 è stata accreditata al Comune di Foggia la somma di 28 milioni di euro relativi al fondo di rotazione che si sommano ai 9 milioni e 300 mila euro precedentemente incassati costituenti per l’Amministrazione Landella una liquidità complessiva di oltre 37 milioni di euro. Il sindaco Landella scriveva ‘Una boccata d’ossigeno per foggia’; Con deliberazione n. 181 del 2015 si procedeva da parte della Corte al primo monitoraggio semestrale riferito al secondo semestre 2014 nella quale la Corte ‘evidenziava al Comune la necessità di effettuare ulteriori sforzi per il contenimento della spesa corrente, per il riconoscimento, finanziamento e pagamento dei debiti fuori bilancio e per il recupero del divario maturato nel raggiungimento degli obiettivi’”, continua Mongelli.

“La Corte, poi, ha effettuato, con deliberazione 68/2016, il secondo monitoraggio semestrale (primo semestre 2015) e, con deliberazione 163/2016, il terzo monitoraggio semestrale (secondo semestre 2015) ed infine, con la deliberazione n.47 del 22/20/2017, il quarto monitoraggio semestrale. In questi atti la Corte dei Conti evidenzia sempre più ‘un adempimento solo parziale degli obiettivi intermedi fissati’ e chiede al Comune di adottare le misure correttive necessarie per superare le varie criticità rilevate in particolare riferite alla riduzione della capacità di riscossione delle entrate comunali, una diminuzione della liquidità dell’Ente, un allungamento dei tempi di pagamento, la capacità di estinguere i debiti fuori bilancio, i problemi in ordine alle partecipate ed al patrimonio comunale”.

“In mancanza di ciò - ribadisce Mongelli - viene preannunciato l’avvio delle procedure per la dichiarazione di dissesto. Da tutto questo emerge chiaramente che l’Amministrazione Landella non ha revocato o sospeso il procedimento amministrativo del Decreto Salva Enti nel periodo di tempo intercorso tra il suo insediamento e la pronuncia di approvazione della Corte dei Conti n.183/2014. Perché non è stato così?”, si chiede l’ex sindaco. “Forse perché è troppo bello godere dei benefici ed addossare le responsabilità ad altri”.

“Ancora, l’Amministrazione Landella ha ricevuto (questa volta sì) in eredità la somma di 40 milioni di euro. Ci faccia sapere come questi soldi sono stati spesi, atteso che la Corte dei Conti rileva nuovamente problemi di liquidità dell’Ente con allungamento dei tempi dei pagamenti a carico dell’Ente. Da ultimo, l’Amministrazione Landella cosa ha fatto per dare risposta a quanto contenuto nei quattro monitoraggi semestrali formulati dalla Corte dei Conti? Nulla: in questi 22 mesi il quadro della situazione dell’Ente è andato sempre più deteriorandosi ed ora è davvero incombente lo spettro del dissesto che vanificherebbe i sacrifici che i cittadini di Foggia hanno fatto”.

“Sono queste le date ed i fatti che inchiodano l’Amministrazione Landella alle sue gravissime responsabilità.  non serve cercare scusanti nei debiti fuori bilancio senza tener conto che parte di essi - come scrivono i Revisori dei Conti - rientrano nelle passività pregresse previste nel piano. Non serve scrivere delle aziende partecipate senza evidenziare la strategia perversa di depauperamento del patrimonio delle stesse con scelte sbagliate dal punto di vista contabile ed amministrativo dopo aver proceduto alla rinnovata spartizione dei posti nei CdA ed allo scientifico allontanamento di coloro, a cominciare dai Direttori delle stesse, che si opponevano a tale scempio”.

Prosegue ancora: “Non serve scrivere del crollo delle riscossioni delle entrate tributarie senza sottolineare l’attivazione da parte dell’Amministrazione Landella di un lungo e sempre perdente contenzioso con il Concessionario che oltre a poter generare richieste risarcitorie milionarie a carico dell’Ente ha creato gravi  incertezze sui tempi e modalità delle riscossioni con conseguenze pesantissime per i conti comunali. Di tutto questo  farò partecipe la Corte dei Conti inviando ai magistrati contabili questa mia nota e quando affermato dal sindaco Landella”.

“Su tutto questo – rilancia Mongelli - ci potremo ancor di più confrontare in un dibattito pubblico a cui chiedo e sfido Landella di intervenire. I cittadini di Foggia hanno ben chiaro tutto questo e sanno individuare responsabilità e colpe senza lasciarsi abbindolare dai “segnali di fumo” lanciati da parte di chi continua a ‘fare l’indiano’ per mascherare i limiti di un’azione amministrativa che sta riportando Foggia nel baratro”.

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