D’Alema spariglia i giochi: la foggiana Fratta al Senato. “Alla Camera un nome nazionale”

Il co-fondatore di Liberi e Uguali a FoggiaToday svela le mosse del partito in Capitanata. Boldrini o Muroni per la capolistatura alla Camera. “Non abbiamo fatto un partito per sistemare i militanti”

Massimo D'Alema

D'Alema torna a Foggia per la campagna elettorale e per sedare gli animi alla luce delle scelte sulle candidature tutte decise da Roma. Almeno quelle in posizione più o meno garantita. I militanti avrebbero l'amaro in bocca, ma bisogna abbozzare. E farsi, eventualmente, i collegi, lo scontro diretto.

Conferma Gianna Fratta, direttrice d'orchestra, scelta direttamente da Grasso, pare. "Gianna Fratta sarà candidata - conferma il cofondatore di Liberi e Uguali a Foggiatoday -. Con ogni probabilità, per valorizzare questa candidatura, le chiederemo di essere capolista al Senato nella circoscrizione Bari-Foggia. In una posizione molto forte e di grandissima evidenza. Io sarò candidato capolista al Senato al Sud, nel Salento. E lei dovrebbe esserlo al nord, qui. Quindi una scelta molto forte.


Per la Camera, dunque, si aprono spazi per i militanti dei territori...

Per la Camera forse avremo proposta nazionale. 

E i territori che fanno, stanno a guardare?

Perché la Fratta non fa parte del territorio? Ci saranno anche i militanti nelle liste ma noi siamo una forza consapevole, non abbiamo fatto un partito per sistemare i militanti. Ma per dare rappresentanza a una parte della società italiana. 

Caos nel centrodestra, con la quarta gamba che minaccia di uscire. Vi farebbe un favore? 

Sicuramente è una situazione confusa, ma non voglio occuparmi dei guai degli altri. Ritengo che dobbiamo prendere voti per la qualità delle nostre proposte e delle nostre candidature. Però non c'è dubbio che nel centrodestra il patto tra Berlusconi e Salvini rischia di emarginare tutti gli altri. Questo è anche il frutto di una legge elettorale sgangherata, che consente di fare coalizioni che non hanno in comune né un programma né un leader. Fa sì che queste alleanze, che sono pure ammucchiate di potere, se non ci si mette d'accordo sulla spartizione dei posti, falliscano.

Chi la preoccupa di più, Lega o 5 stelle?

Ritengo che la Lega sia più pericolosa. Io ho avuto rispetto per la Lega di Bossi, che era un movimento di cui non condividevo le idee, però aveva una sua impronta popolare. Con Salvini la Lega ha finito per prendere delle venature neofasciste che mi preoccupano seriamente.

E i 5 stelle?

Non li condivido. Non lascerei a loro il governo del Paese perché non credo siano capaci di esercitarlo. Però, sinceramente, penso che il pericolo maggiore provenga da destra. Certo, con quel sistema on line la classe dirigente è come estrarla a sorte. Il personale politico non si estrae a sorte, lo si forma nel tempo.

Dice: il 5 marzo non ci sarà una maggioranza di governo. Bisognerà accordarsi per una legislatura costituente. Con i 5 stelle una alleanza di governo è possibile? 

Non avrebbe i numeri per governare il Paese, quindi non posso occuparmi di una cosa che non esiste, che non ha nessuno fondamento. All'indomani delle elezioni noi porremo delle questioni, chiederemo di fare una legge che tuteli i diritti dei lavoratori che sono stati cancellati, chiederemo un programma straordinario di investimenti nel Mezzogiorno, chiederemo un investimento sulla scuola , sull'università, sulla ricerca scientifica. E sulla base di queste discriminanti programmatiche, ci confronteremo con gli altri.

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