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Fratelli d'Italia sedotta dal 'contratto' coi cinquestelle, La Salandra difende Mainiero: "Foggia ha bisogno di coraggio"

Nota del coordinatore provinciale di Fdi, che ironizza sulla stupore che le parole del suo capogruppo hanno suscitato nel centrodestra: "C'è bisogno di discontinuità. Basta consociativismo. No a Landella"

Fa discutere la proposta lanciata su queste colonne da Giuseppe Mainiero di un “contratto” con i  5 stelle per le prossime elezioni amministrative a Foggia, sì da “interrompere il consociativismo centrodestra-centrosinistra che governa ininterrottamente questa città da almeno 18 anni”. Mainiero ha precisato di parlare a titolo personale, avendo lasciato tutte le cariche in Fdi nel novembre 2017 e di essere un mero “eletto di Fratelli d’Italia in consiglio comunale”. Lo ha fatto per tendere una mano “più pura” ai 5 stelle ma anche per rispetto nei confronti di un partito che evidentemente non condivide la sua scelta e che ragiona col centrodestra, al cui tavolo è seduto dal settembre scorso. Tant’è che il coordinatore cittadino, Giuseppe Pedarra, a strettissimo giro di posta ha dichiarato via social: “ La posizione assunta da Giuseppe Mainiero non è quella di Fratelli D'Italia che in ordine alle prospettate alleanze si dissocia per distanze culturali e prospettive politiche. Il giudizio sulla attuale amministrazione comunale resta critico sotto diversi profili e sulla assenza di una programmazione, e sarà impegno del partito svolgere una azione incisiva che non si limita al solo intervento di un consigliere, al quale non vanno sottaciuti meriti. Ma da questo a scelte politiche in ordine a programmi futuri o a possibile strategie ed alleanze è altra cosa”.

Il dibattito aperto da Mainiero anima il partito. Ed impone riflessioni, dentro e fuori il partito di Giorgia Meloni. Ed oggi interviene il coordinatore provinciale Giandonato La Salandra, che sembra sostenere Mainiero: ironizza sullo stupore di chi si stupisce per la proposta che spariglia (“Quando la madre di Onofrio del Grillo notò la caviglia scoperta di Genuflessa, per lo scandalo, la colpì con un violento ceffone. E intanto i francesi erano alle porte”) e torna a ribadire che Fdi non può appoggiare la continuità, che, nel caso di specie, è rappresentata dalla ricandidatura di Franco Landella. Ciò che emerge è che Foggia “è un caso a parte” e la riflessione dentro Fdi è seria e profonda.

Esordisce La Salandra: “Quando la madre di Onofrio del Grillo notò la caviglia scoperta di Genuflessa, per lo scandalo, la colpì con un violento ceffone. E intanto i francesi erano alle porte. E fu Aldo Moro che, in un contesto politico e sociale di particolare complessità, ricorse allo scandalo del voler governare con i comunisti che fino a ieri mangiavano i bambini. E fu lo stesso Fabio Rampelli, sulla propria pagina Facebook, a condividere un articolo de Il Secolo d’Italia in cui si replicava all’insipienza delle polemiche sul Che Guevara legato a movimento giovanile di FdI. E fu Di Maio che, per poter governare un Paese che dalle sue urne lasciò emergere un quadro confuso, ma chiaro nel rifiuto al silenzioso accordo Renzi/Berlusconi, ritenne di aprire a Giorgia Meloni che, per coerenza ad una elezione già celebrata, ritenne di declinare l’invito preferendo la via dell’opposizione ragionata. Ma a Foggia città le elezioni amministrative sono da celebrarsi”.

“Comprendo perfettamente che l’aria elettorale desti sempre agitazioni – dice-, ma chi fa politica, e lo fa con convinzione, non può in alcun modo sottrarsi dall’esame dei tempi. Nella città di Foggia si sono delineati, negli ultimi quindici anni, profili di continuità tra centrodestra e centrosinistra. Continuità che meritano riflessioni. Riflessioni che devono, assolutamente, circoscriversi alla città di Foggia che, sebbene città capoluogo, deve nella prossima tornata elettorale tenersi ben distinta dagli altri centri, della provincia o della regione, chiamati al voto”.  “I partiti di quello che fu il centrodestra esistono. Hanno i loro rappresentanti, ed è giusto che questi dialoghino tra loro non intorno a nomi, ma prima di tutto in ordine a ciò che è stato e che nella città di Foggia ha segnato il fallimento della politica. Che dialoghino intorno ad un progetto serio di cambiamento di una rotta che, in modo o in un altro, ha segnato il degrado sociale in cui si versa. Non è un segreto che Fratelli d’Italia, nella città di Foggia, sia opposizione non solo dell’attuale “governo cittadino”, ma è opposizione proprio di quelle continuità che, “in accordo”, negli ultimi anni hanno governato la città. E l’opposizione di Fratelli d’Italia non è stata solitaria del suo rappresentante in consiglio, ma lo è stata di tutto il partito che, anche in tempi più recenti, non ha mai mancato di sottolineare, anche attraverso il sottoscritto, che le responsabilità del fallimento del centrodestra nella città di Foggia devono ascriversi al partito di Arcore. Mi rendo perfettamente conto che la memoria dei leoni da tastiera sia deficitaria, e che talvolta alcuni altri siano affetti da forme di miopia che, per propria natura, è patologia degenerativa”. 

Continua La Salandra: “Non ho mai mancato nel mostrarmi leale con i partiti alleati nel momento del confronto elettorale, ma non ci si può sottrarre dal verificare che la città dal 2014 ad oggi è cambiata, ed è cambiata anche l’aula consiliare della città di Foggia. Lo stesso partito di Alberto da Giussano (Lega, ndr), nell’ultimo consiglio comunale, si è mostrato diviso sulla programmazione futura di questa città. C’è chi dice “no” e chi dice “so”. Dialogheremo e sapremo tenere ferma la nostra idea di politica, ma Fratelli d’Italia ha il dovere politico e morale di dire no a continuità ambigue. FdI ha nel suo DNA l’idea che la politica deve rispondere ai tempi che corrono. Lo dicevamo a Trieste, nel corso del nostro congresso nazionale, “Noi siamo le scarpe piene di fango e le mani pulite. Noi siamo la destra autonoma, libera”. I sovranismi della domenica non mi interessano, e sono certo che anche il partito di Salvini saprà essere interprete dei tempi che corrono”.

Mi piacciano i contratti, li ho scelti per professione, e lo dico perché questi hanno forza di legge tra le parti. Tuttavia non posso negare a me stesso l’avere personali perplessità sul coraggio di alcuni contraenti, così come non posso negare a me stesso l’essere anni luce lontano da taluni retorici giovanotti impegnati in Guatemala o alla Presidenza del fico. 

Non ci si può sottrarre al dialogo con la città. Saremo il primo partito, a Foggia, a presentare gli uomini che saranno candidati a governare una città che merita, dopo cinque anni, una sua analisi economica oltre facili entusiasmi. Saremo i primi a presentare alla città una lista di donne e uomini che vuole essere il collettore di ciò che di destra c’è nella città di Foggia. Una lista identitaria. Apriremo un dialogo interno e a destra, perché a destra una stretta di mano vale più di un contratto. Una destra che nella città di Foggia ha significato molto, e che oggi ha in altre realtà politiche indifferibili punti di riferimento”. 

“Se si vuole fare un contratto, non si deve dimenticare che questi hanno sempre una loro analisi economica. Perché chi governerà domani dovrà fare il paio con criticità non indifferenti che andranno oltre la campagna elettorale. Ci vuole coraggio, cervello ed una visione precisa della città. Il resto – conclude- è solo lo scandalo della caviglia di Genuflessa, mentre i francesi sono alle porte”.

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