Gal Meridaunia nel caos, l'era De Vita inizia male: sindaci pronti a cedere le quote, "è stato un colpo di mano!"

Durissima presa di posizione dell’assemblea dei sindaci dei Moti Dauni, pronti a lasciare il GAL: “Il presidente eletto, Pasquale De Vita, espressione solo della rappresentanza privata. Hanno aperto una frattura difficile da sanare”

Terremonto in arrivo nel Gal Meridaunia. Come anticipato su queste colonne, i sindaci sono pronti a lasciare l'Agenzia di Sviluppo condannado il "colpo di mano" avvenuto con la nomina a presidente di Pasquale De Vita. Foggiatoday aveva preannunciato nelle ore scorse una nota stampa durissima, puntualmente giunta. “E’ stato un colpo di mano. Non c’è stata alcuna condivisione! L’assemblea dei sindaci, unico organismo in rappresentanza del territorio, unico deputato a governarlo, messo alla porta, ai margini”. Così il sindaco di Troia, e delegato dell’assemblea dei sindaci dei Monti Dauni, l’avvocato Leonardo Cavalieri, all’indomani dell’assemblea che ha eletto il nuovo cda e il nuovo presidente dopo la sfiducia ad Alberto Casoria. “Si sono auto-riproclamati. Nel nuovo cda siedono le stesse persone che erano nel cda del GAL  guidato da Casoria, solo con qualche cambio di ruolo” dice Cavalieri. “Pasquale De Vita, pur essendo primo cittadino di Casalnuovo Monterotaro, è stato eletto alla presidenza in quanto espressione di Confagricoltura e di enti e associazioni economiche, dunque, solo di una parte dell’assemblea. De Vita sfiduciando Casoria senza che l’assemblea dei sindaci ne fosse informata, ha spezzato il rapporto di fiducia che ci lega, ed ha agito solo ed esclusivamente in nome e per conto della stessa componente maggioritaria del cda che poi lo ha votato” rimarca.

 “Vero è che quella parte rappresenta il 52% dei voti, ma è altrettanto vero che sarebbe stato opportuno e democratico cercare un candidato espressione dell’intero consiglio. Alzare gli scudi davanti alla possibilità di eleggere un sindaco  alla presidenza del GAL, indicato da ben trenta comuni, è un atto che non ha precedenti. Un alibi la questione della mia appartenenza politica, come alcuni organi di stampa hanno scritto”. Venerdì sera nel corso della riunione del GAL, infatti, Leonardo Cavalieri, indicato alla presidenza del Gruppo di Azione Locale dall’assemblea dei sindaci dei Monti Dauni, aveva ritirato la propria candidatura e chiesto di individuare un nuovo profilo per permettere un’unanime condivisione.

“Neanche questo è bastato” commenta Cavalieri. “La verità è che il veto era stato posto su ogni soluzione che potesse arrivare dall’assemblea dei sindaci. Anzi, la mia proposta e la disponibilità a fare un passo indietro aveva, evidentemente, rischiato di mandare all’aria una strategia che ha come unico obiettivo governare il GAL e Aree interne, e non il territorio. Non si spigherebbero altrimenti le reazioni scomposte che ne sono scaturite, intemperanze mai viste prima in seno ad un consiglio. Un’azione gravissima, degna di chi della cosa pubblica, evidentemente, non ha alcuna considerazione, di chi non ha idea di cosa significhi condivisione, assemblea, democrazia. A quel punto non ci restava altro da fare che abbandonare una finta assemblea, come abbiamo fatto”.

Alcune imprese iscritte alla Camera di Commercio non hanno condiviso la posizione dell’ente camerale, che guida la quota privata del GAL. La stessa Confesercenti, in assemblea, non avallando la posizione della Camera di Commercio, aveva chiesto di rinviare il voto.  Inutilmente.

I sindaci stanno valutando la possibilità di uscire definitivamente dal Gal Meridaunia, riconsegnando, così le quote dei Comuni. “In queste condizioni, con solo il 20% dei voti in consiglio, senza alcuna possibilità di far valere le nostre posizioni, le nostre ragioni, non ha alcun senso restare” prosegue il sindaco di Troia

“Della  gestione di Casoria il CDA aveva lamentato, fino a sfiduciarlo, l’assenza di collegialità, tranne poi fare lo stesso auto-rieleggendosi. La frattura creata in seno al GAL, e non certo per volere dei sindaci, sarà difficile da risanare. E non è una questione di orgoglio personale o campanilistico. La vicenda è ben più complessa di quel che qualcuno vorrebbe far credere, perché i fronti che si sono aperti, e torno a ripetere, non certo per volontà dei sindaci, rappresentano interessi diversi” sottolinea Cavalieri, che aggiunge: “Da un lato l’autoproclamato CDA espressione del privato, dall’altra i Comuni, gli enti locali che questa parte di territorio conoscono e governano tra mille difficoltà. Ai Monti Dauni, invece, serve una nuova governance capace di individuare e dare risposte a bisogni ed esigenze di un’area complessa, fatta di piccoli comuni; serve una governance capace di individuare e attuare chiare, precise linee programmatiche. Intorno al GAL si è costituita la rete dei comuni dei Monti Dauni, e l’assemblea dei sindaci in questi anni  è riuscita a portare a casa risultati importanti. Non è più tempo di prebende, non servono al bene comune, non servono al territorio" dice ancora il primo cittadino di Troia, che conclude: "L’assemblea dei sindaci dei Monti Dauni ha sempre agito  con collegialità  e sempre in nome del territorio. La nostra è una democrazia, non ci abitueremo mai all’oligarchia”. 

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