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"E che ca** è". Altra gaffe di Landella, che dà la colpa al traffico. Iaccarino si vendica: "Il Consiglio comunale non è una barzelletta"

Il sindaco di Foggia spegne la telecamera ma non il microfono e si lascia scappare una parolaccia nel Consiglio comunale di oggi in videoconferenza. Poi chiede scusa

Scivolone in Consiglio comunale del sindaco di Foggia Franco Landella, già reduce dalla gaffe del 25 aprile, quando ha travisato il significato della Festa della Liberazione. Nella seduta di oggi, 28 aprile, in videoconferenza, si è lasciato scappare un'espressione decisamente poco consona alla sede e al ruolo istituzionale ed è stato tradito dal microfono aperto.

Dopo un intervento piuttosto animato e nervoso, una volta spenta la telecamera, si è sentito un sonoro "E che ca** è", inequivocabilmente dalla sua postazione che è comparsa sullo schermo.

La prima tirata d'orecchi è arrivata dall'ex candidato sindaco del centrosinistra Pippo Cavaliere: "Inviterei il sindaco ad essere più prudente nelle sue esternazioni, almeno in Consiglio comunale, e di rispettare l'istituzione"

Pungente, il consigliere comunale indipendente Leonardo Iaccarino richiama implicitamente l'episodio che gli è costato la poltrona da presidente: "È mio dovere precisare che l'atteggiamento del sindaco non è consono ai lavori. Non è un atteggiamento che il primo cittadino dovrebbe avere nella seduta del Consiglio comunale, anche perché il Consiglio comunale non è una barzelletta. Qualora il sindaco avesse intenzione di esternare alcune cose lo può fare a microfoni chiusi. Quindi il presidente del Consiglio comunale è pregato di ammonire il sindaco per quello che ha detto e che è registrato e riferire a tutti i consiglieri comunali che hanno intenzione di esternare qualcosa di poco gradevole, che non appartiene all'aula consiliare, che lo possono fare ma a microfoni spenti".

A Landella non resterà che chiedere scusa: "Non era rivolto all'aula ma al traffico, mi sto spostando e sto avendo difficoltà di collegamento". La giustificazione, a dirla tutta, regge poco perché dopo la frase colorita era apparso sempre nello stesso posto. Ad ogni modo, darà la colpa alla modalità telematica, con cui ha già dimostrato di non avere particolare dimestichezza. "Chiedo scusa - conclude - per questi strumenti infernali che stiamo utilizzando per procedere ai lavori".

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