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La caccia al tesoro rubato fa litigare Peschici: "Vergogniamoci tutti". La 'Banca del Comune' cambiava le monetine 'sparite' ai commercianti

Il leader dell'opposizione l'avv. Afferrante: 'Dimettiamoci o siamo complici di questa gestione". Il sindaco rivendica la bontà "del servizio offerto alla comunità". Attimi di tensione in Consiglio comunale e telecamere oscurate "per problemi tecnici"

Quello che è accaduto la notte tra il 31 agosto e il 1° settembre, a Peschici, resta un mistero. E il consiglio comunale monotematico, convocato per questa mattina, per “necessità di verità e trasparenza”, non ha fugato i dubbi sull’accaduto, né ha fornito coordinate nette al riguardo. Ovvero il furto di una ingente parte - circa 65mila euro - di denaro proveniente dagli incassi della sosta tariffata.

Ventidue i presenti nell’aula virtuale, qualche testata giornalistica e sparuti ingressi occasionali, tra curiosi e  cittadini interessati ad avere risposte. Oltre un’ora di ritardo sull’inizio dei lavori: i consiglieri raggiungono l’aula virtuale spicciolata, mentre si susseguono voci di litigi furibondi nell’aula reale.

Le telecamere sono tutte rigorosamente oscurate. “Problemi tecnici”, spiega in apertura il presidente del consiglio comunale Nicola Bruno Tardivo che subito si dichiara mortificato per il grave episodio”, augurando quanto prima che “i responsabili vengano individuati”.

La parola è quindi passata Domenico Afferrante, che ha dato lettura di un atto, a firma dei consiglieri di minoranza, depositato tramite pec, nel quale si denuncia una “gestione allegra del denaro pubblico, a partire da quello dei parchimetri utilizzato anche per attività di cambio”, insieme ad una serie di criticità e falle del sistema. Ha chiesto quindi le dimissioni del dirigente al ramo, ma la mozione non è passata ai voti.

Poi l’attacco al primo cittadino “per il tentativo di ribaltare quanto accaduto. Dovremmo vergognarci tutti, anche noi consiglieri di minoranza, che forse dovevamo fare di più. Per questo - conclude provocatoriamente il suo intervento - chiedo a tutti i consiglieri di rassegnare le dimissioni, altrimenti si è complici di questa gestione”. Telegrafico il consigliere Domenico D’Amato, rammaricato “tanto per l’accaduto, quanto per la macchina del fango avviata per mettere in cattiva luce l’operato di tutta l’Amministrazione”.

Nessun altro consigliere ha preso la parola, posto domande o denunciato criticità messe in luce dal grave episodio. Si è passati, quindi, alle conclusioni del sindaco, Franco Tavaglione: una lunghissima difesa, sostanzialmente l’occasione per replicare a quanto pubblicato da un quotidiano locale e togliersi qualche ‘sassolino’ dalla scarpa.

Tavaglione difende la sua famiglia e il suo operato, argomenti che però non erano all’ordine del giorno. Poi replica ad alcuni punti toccati nell’intervento di Afferrante: in particolare, sull’organizzazione del servizio di raccolta degli incassi, “un modello fissato con una delibera del 2009 e reiterata negli anni. Se qualcosa è cambiato è stata solo la designazione dei soggetti chiamati a gestire il servizio”, spiega.

Infine quasi rivendica “il servizio offerto alla comunità”, un meccanismo incancrenito dall’abitudine per il quale le attività del paese potevano cambiare le proprie banconote con le monete raccolte dai parchimetri: “La banca che gestisce la tesoreria del Comune - giustifica - non è nelle condizioni di accogliere questa montagna delle monetine. Si andrebbe solo ad ingolfarne ulteriormente il lavoro, che è già di per sé pesante per l’accoglienza dei tanti turisti”.

Insomma, una serie di ‘botta e risposta’ a distanza ma poca sostanza. “Ci predisponiamo ad una seria collaborazione con le forze dell’ordine chiamate ad indagare sul caso. Così come abbiamo sempre fatto. Io, e la mia storia lo insegna, non mi sono mai sottratto a questo dovere”, ricorda Tavaglione.

Se il consiglio comunale odierno doveva essere un momento per una riflessione politica sull’accaduto, per fornire informazione ufficiali ai cittadini (ad esempio, l’ammontare preciso dell’ammanco o la rendicontazione dell’incasso del servizio) e zittire il ‘chiacchiericcio da marciapiede’ denunciato sulle pagine di FoggiaToday, spiace dirlo, ma è stata un’occasione persa.

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