Longo rigetta le accuse “false e tendenziose” di Mainiero: “È accecato da odio e rancore”

Il consigliere di maggioranza si difende dopo le dichiarazioni del capogruppo Fli-An sulla vicenda dei furbetti del cartellino: "Interpellanza per verificare eventuali responsabilità nell'operato della tecnostruttura"

False e tendenziose”. Così il consigliere comunale Bruno Longo definisce le dichiarazioni del capogruppo di Fli-An Giuseppe Mainiero. Oggetto della discussione, la sentenza del Tribunale di Foggia che ha condannato il Comune alla reintegra di alcuni dipendenti comunali licenziati lo scorso agosto, per aver falsamente attestato la presenza sul posto di lavoro. Per Longo le parole di Maniero sono il “frutto di perverse fantasie, e in quanto lesive della dignità della persona sono al vaglio dei legali per le valutazioni del caso”.

Il consigliere comunale di maggioranza passa poi a enunciare i fatti, partendo dalla sentenza del Tribunale, dello scorso 23 febbraio, decretata dal giudice Federico Simonelli, che ha condannato il Comune di Foggia alla reintegra di alcuni dipendenti, oltre al pagamento delle spese, e degli stipendi arretrati. In seguito alla sentenza Longo ha inoltrato un’interpellanza urgente al Sindaco e al Presidente del consiglio comunale “per chiedere quali provvedimenti il capo dell’amministrazione intendesse adottare nei confronti di chi aveva commesso errori e omissioni, e chi dovesse pagare eventuali danni da risarcimento, atteso che fosse ingiusto che a pagare dovessero essere i cittadini”.

Longo ribatte punto su punto alle dichiarazioni di Mainiero, in particolare quelle in cui si attribuisce al consigliere di maggioranza la richiesta di “determinazioni sulla riassunzione di tutti i furbi”: “Leggendo l’interpellanza, si evince che tutte le frasi virgolettate attribuite a Mainiero, e artatamente fatte passare come pensiero e parola del sottoscritto, risultano destituite da ogni fondamento e ascrivibili a note e incontrollate pulsioni da protagonismo, che servono soltanto ad avvelenare un clima già di per sé rovente”. Nessuna richiesta di riassunzione, dunque. Nell’interpellanza Longo precisa solo di aver suggerito (In Aula, in Commissione, nelle riunioni politico-istituzionali) all’Amministrazione ed alla dirigenza cautela e senso di responsabilità, adottando provvedimenti intermedi al licenziamento, in attesa che la magistratura ultimasse il suo corso ed avere così certezza decisoria”.  

Il consigliere comunale difende il suo operato, precisando che l’atto ispettivo ha il solo scopo di “verificare eventuali responsabilità nell’operato della tecnostruttura ed evitare ulteriori spese in relazione a una recente sentenza di un Tribunale della Repubblica”.

Poi la stoccata politica: “È comprensibile il rancore di Mainiero, nei confronti del sindaco per averlo escluso dalla giunta, dopo che un assessore di sua emanazione aveva collaborato e governato per più di un anno con il sindaco. Ma un amministratore non dovrebbe mai lasciarsi accecare dall’odio e dal rancore al punto da attestare false e calunniose affermazioni”.

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Longo conclude: “Lasciamo che i tribunali facciano il loro corso; rispettiamo la persona che pure ha sbagliato, lasciando da parte strumentalizzazioni e ‘giacobinismi’ che hanno il solo scopo di accanirsi barbaramente su chi ha già subito nella vita una dura condanna morale e materiale, ma come amministratore tuteliamo anche i cittadini, che non devono pagare gli errori commessi dagli altri”.

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