Estate foggiana, tornano i fuochi pirotecnici: “Qui si ‘scoppia’ di Cultura”

Dopo l'annuncio del concerto di Fausto Leali e del ritorno dei fuochi pirotecnici, l'ex consigliere comunale, Leonardo De Santis, spiega la funzione che dovrebbe rivestire un assessorato alla Cultura

Leonardo De Santis

Da pochi giorni il neo eletto sindaco di Foggia ha presentato la sua giunta, e, l’assessorato che è oggi alla ribalta, è certamente quello alla Cultura, data la presentazione del calendario delle manifestazioni estive. Per quanto riguarda l'assessorato alla Cultura, mi sembrerebbe utile compiere una riflessione attenta, di metodo, circa quella che dovrebbe essere la sua funzione. Gli assessorati alla Cultura, come del resto i Ministeri deputati ad analoghe funzioni, non devono entrare nel merito delle scelte culturali o artistiche se non in senso molto, molto, lato.

Per intenderci: credo che nessun Ministro, nessun assessore, per bravo, onesto e capace che sia, possa e debba decidere se è bene finanziare questa o quella attività, questa o quella iniziativa, di carattere filosofico, scientifico, artistico che siano. Ritengo che nessun comitato di tecnici, per autorevole che sia, debba intervenire su scelte che sono, per loro stessa natura, di esclusiva competenza della società civile. Se gli assessorati alla cultura possono finanziare e promuovere discrezionalmente questa o quella singola iniziativa culturale, va da sé che, di fatto, si turba la libera concorrenza delle idee che non è la libera concorrenza del mercato, ma della creatività, della libertà di espressione.

Naturalmente, non si ritengono inutili singole iniziative, legate ad esempio a particolari celebrazioni, a iniziative sociali di particolare rilievo umanitario, che devono essere sostenute dall'intervento pubblico e, dunque, dalle amministrazioni. E' lapalissiano che Genova ricordi Cristoforo Colombo, che Napoli esalti la figura di Giambattista Vico, o Foggia celebri la giornata del ricordo il 22 luglio. Un assessorato alla cultura dovrebbe avere un’azione sinergica con le istituzioni che la cultura la trasmettono, come Università, Scuole , soggetti che operano sul territorio a vario titolo.

La funzione, dunque, di un assessorato alla Cultura che non voglia essere invasivo e condizionante, dovrebbe essere quella di svolgere un ruolo di censimento e monitoraggio delle tante risorse culturali ed artistiche diffuse in una città come la nostra che ospita Università, Accademia delle arti, Conservatorio, laboratori teatrali, etc, dovrebbe l’assessore essere il coordinatore ed il supporto delle varie iniziative e creare strutture adatte a contenerle, senza dimenticare la salvaguardia delle strutture esistenti.

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Se ben ricordiamo, ci si è avviati nella scorsa legislatura su questa strada, pur tra mille difficoltà; infatti non vi era un assessorato alla Cultura, ma si è costituita l’anagrafe delle associazioni culturali. Una funzione così delineata, avrebbe anche costi molto bassi giacché si identificherebbe con una funzione essenzialmente di servizio, più che non di gestione. Insomma nonostante l’impellenza delle feste estive, forse non avremmo corso il rischio di sentire, a torto che le politiche culturali della città di Foggia hanno preso la via del rilancio, attraverso un concerto e dei fuochi pirotecnici.

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