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Domenica, 16 Gennaio 2022

Fratelli d'Italia prova a rialzarsi, e Bignami fa la voce grossa con i commissari: "Intervengano sulla tecnostruttura"

Il partito provinciale, travolto da bufere giudiziarie e scandali, riparte proprio da Foggia, dove tanti ex meloniani risultano nelle carte che hanno portato allo scioglimento per infiltrazioni mafiose

"Se qualcuno pensa che sia solo il livello politico quello su cui bisogna intervenire per mettere a posto le cose, non siamo d'accordo. Noi abbiamo fatto la nostra parte, anche in maniera severa, dentro Fratelli d'Italia. Riteniamo che il commissario debba farlo all'interno della tecnostruttura di un ente".

A briglie sciolte, il commissario provinciale di Fratelli d'Italia Foggia, Galeazzo Bignami, assumendosi la responsabilità di quello che afferma, si dice "sorpreso" dalle determine di qualche giorno fa e si riferisce, probabilmente, al piano di riorganizzazione dell'apparato tecnico-burocratico, rimasto praticamente invariato, a parte i nuovi ingressi. Confida che la commissione straordinaria "vada ad incidere sul tessuto amministrativo e dirigenziale".

Il deputato, responsabile nazionale del Dipartimento Legalità del partito, appare particolarmente critico sulla gestione commissariale: in merito alle scelte strategiche per il Pnrr e altri fondi "non vediamo granché", ha obiettato. "Non vogliamo che la commisione le condivida con Fratelli d'Italia ma che le condivida con Foggia". Teme che "si stiano perdendo dei treni" e spera di essere smentito nei fatti. A tal proposito, è intenzionato anche a chiedere un incontro al prefetto.

È stato un annus horribilis per Fratelli d'Italia, certificato dai nomi comparsi nella relazione della Commissione di indagine che ha portato al commissariamento del Comune di Foggia per infiltrazioni mafiose. Il partito ha messo alla porta i meloniani implicati per un verso o per l'altro, con le formule garantiste di rito. E ora sente di avere la coscienza a posto: "Noi abbiamo fatto un lavoro importante, abbiamo fatto capire a chi poteva pensare che magari proprio in questa fase di espansione potesse raccogliere tutti che non è così". L'ultimo caso a Manfredonia, dove il neo eletto consigliere e commissario cittadino di Fdi, è risultato coinvolto in un'inchiesta e ha lasciato il partito. 

In quella che il consigliere regionale Giannicola De Leonardis definisce una riunione di partito e dei quadri dirigenti quando chiede alla stampa, gentilmente, di lasciare i lavori nella Biblioteca provinciale che dovevano proseguire a porte chiuse, si rivedono, tra gli altri, gli ex consiglieri Ciccio D'Emilio e Luigi Fusco, l'ex vice sindaco dell'ultima Giunta degli esperti, l'ingegnere Antonio Nembrotte che, si ricorderà, fu oggetto di un'interrogazione del gruppo consiliare di Fratelli d'Italia che chiedeva conto dei suoi incarichi adombrando incompatibilità o, quantomeno, l'inopportunità della nomina; e poi, ancora, l'ex assessore Claudio Amorese (defenestrato nel 2020) e l'avvocato Luigi Miccoli. In sala c'è il movimento giovanile, ci sono i militanti storici come il coordinatore cittadino di Cerignola Gianvito Casarella e l'ex candidato sindaco Antonio Giannatempo, Raffaele Castriotta da Manfredonia, Ercole Costa di Stornarella, Francesco Stefanetti e Antonella Zuppa di San Severo.  

Accanto al commissario Bignami, oltre a De Leonardis, c'è anche Giandonato La Salandra, per ora, formalmente, solo membro della Direzione nazionale del partito, senza ruoli in provincia di Foggia dopo le sue dimissioni a marzo con annessa richiesta di un intervento dall'alto per ripristinare l'agibilità del partito. All'orizzonte, per il momento, non si intravede il congresso, e il commissariamento continua: "Finché il partito riterrà che io sia applicato a Foggia ci starò".  

Nonostante i risultati delle elezioni amministrative a Cerignola (6,94%) e Manfredonia (2,23%), Fratelli d'Italia è ancora convinta di essere il partito leader del centrodestra, con un ruolo guida: "Utilizzeremo questo tempo per strutturare il partito, non per strutturare Fratelli d'Italia ma il centrodestra, perché noi siamo consapevoli che siamo il fulcro e il perno di questa alleanza e non intendiamo sottrarci, ma intendiamo partire oggi per vincere a Foggia e in tutti gli altri territori".

La sala ha tributato un applauso al compianto Franco Di Giuseppe, scomparso il 25 settembre scorso. "È una perdita che purtroppo ha colpito una comunità intera - ha detto Galeazzo Bignami - perché credo che Franco fosse un riferimento non solo per Fratelli d'Italia, ma per tutta la comunità foggiana e, nel tempo, abbia dimostrato l'importanza di una politica vissuta al servizio della gente. Credo che sia una perdita importante ma che possa ancora costituire per noi un esempio da seguire".

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