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Fratelli d’Italia è in subbuglio, il vento che soffia è da resa dei conti: c'è chi lascia il partito ma si tiene l'incarico

Vito Oronzo Orlando ha preferito scaricare il partito pur di non cedere alle richieste dell’attuale commissario in Capitanata, Galeazzo Bignami, di lasciare il CdA di Amiu.

Fratelli d'Italia è in subbuglio, il vento che soffia è da resa dei conti. La linea di smarcamento dall'amministrazione Landella targata Bignami, non fa proseliti tra gli eletti e i "nominati" all'interno delle partecipate, che mal digeriscono il diktat dell'uomo venuto dal Nord di mollare tutte le poltrone. A costo di rompere col partito di Giorgia Meloni.

Ad aprire le danze Vito Oronzo Orlando, politico di lungo corso e membro del Cda di Amiu in quota Fdi, vicino a Franco Di Giuseppe, che ha preferito scaricare il partito e quindi "sacrificare" la sua cinquantennale militanza dall'Msi ai Fratelli d'Italia, passando per An, pur di non cedere alle richieste dell'attuale commissario in Capitanata di lasciare il CdA di Amiu.

L'ex consigliere regionale di An ed ex assessore comunale, in una nota, ha puntualizzato che il suo ruolo all'interno di Amiu, "ha carattere tecnico professionale e non politico".

"Sono stato nominato a novembre 2020, non posso lasciare senza neanche aver avuto il tempo di portare a compimento il mio lavoro" la sintesi della sua nota di commiato. D'altronde sul tavolo di Amiu ci sono partite finanziarie cruciali, perché sottostare agli ultimatum di Bignami piuttosto che affrontarle in prima linea?

La linea Orlando troverebbe sponda nella fazione Di Giuseppe e nello zoccolo duro dei consiglieri comunali, mal disposti ad ingoiare la nuova linea politica meloniana e che, secondo indiscrezioni, avrebbero cominciato a guardarsi intorno.

Dalla sponda pro Bignami sarebbero invece pronti ad accelerare la pulizia all'interno del partito: "Chi non ci sta, si accomodi alla porta"

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