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Poco 'Fratelli', "fibrillazione" tra i meloniani. I motivi del sì di D'Emilio rispetto ai 4 'no': "Ma Longo è iscritto al gruppo?"

L'ex assessore all'Urbanistica, oggi consigliere comunale di maggioranza, ha difeso una procedura che aveva seguito (seppur stilata e sottoscritta dal centrosinistra), la convenzione Tonti prorogata ieri

"Non è stato un voto contro la restante parte del gruppo, è la parte del gruppo che non ha voluto comprendere un atto che, tra le altre, portava la mia firma fino a due mesi fa, quando girava ancora la vecchia bozza. E quando firmo una carta non lo faccio mai con leggerezza né per altre finalità". Il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Francesco D'Emilio precisa le ragioni del suo voto di ieri (favorevole) alla proroga di 5 anni dell'accordo di programma Tonti, ab origine (2013) stilato e sottoscritto dal centrosinistra, ma di cui ha seguito la procedura e, per dirla con le sue parole, la "complessa vita". Gli altri quattro componenti del gruppo consiliare (Gino Fusco, Erminia Roberto, Bruno Longo e Liliana Iadarola) hanno votato contro, sconfessando per certi versi anche l'operato dell'ex assessore all'Urbanistica e attuale consigliere di Fratelli d'Italia.

"Non è stato un voto né contro né a favore di Landella. Non è che abbia votato così per amicizia o per non tradirlo - chiarisce all'indomani del Consiglio comunale - Io sto in Fratelli d'Italia e credo che quell'atto andasse votato, prima di tutto per equipararlo a tutti gli altri. Altrimenti dovremmo rivedere tutti gli altri accordi di programma e ridurli a cinque anni".

Ha preso la parola per ultimo, ha sentito prima tutti gli interventi. "Evidentemente, pur essendomi sforzato di rappresentare tutti i termini della vicenda Tonti non ci sono riuscito, allora ho tentato di nuovo di esprimere dei concetti che potessero chiarire delle posizioni". Ha esordito più o meno così anche in aula. Per quanto possa essere ostica la materia urbanistica, riducendola ai minimi termini, le ragioni del voto favorevole risiedono anzitutto nella sussistenza di "reali necessità di interesse pubblico" e nell'esigenza di uniformare la durata a tutti gli altri accordi di programma con decorrenza decennale (quella quinquennale sarebbe, peraltro, frutto di un errore materiale di trascrizione). L'approvazione della novazione non avrebbe comportato alcuna modifica. Altro particolare non trascurabile, che fa rilevare Ciccio D'Emilio, è che cedere le aree al Comune costituisce un inizio dei lavori, per rispondere ad una delle principali obiezioni sollevate, e cioè che in cinque anni non fossero mai partiti. "La ditta ha ceduto le aree dove oggi sorge il parcheggio Nord degli ospedali e ha iniziato a fare degli interventi di collegamento tra l'ospedale e via Napoli".

La vicenda risale al 2015, e afferisce ai lavori del Dipartimento di Emergenza Urgenza. Lui ha seguito da vicino tutta la pratica e ha partecipato all'opera di mediazione anche per la realizzazione di via Perosi, che faceva parte della convenzione ma è rientrata in un nuovo assett (a carico dell'azienda ospedaliero-universitaria). Ha provato a spiegare le stesse ragioni al suo gruppo consiliare, in aula e ai gruppi allargati di maggioranza. È ragionevole domandarsi, però, a questo punto, cosa stia succedendo all'interno del gruppo di Fratelli d'Italia al Comune di Foggia. "Credo che ci sia una grande fibrillazione", ammette. "È pretestuoso votare contro quell'atto, allora io inizio a chiedermi perché". Avrebbe chiesto, per la verità, chiarimenti anche al suo partito.

Pur non riuscendo a condizionarla, i consiglieri di Fratelli d'Italia hanno evidentemente fatto mancare dei numeri alla maggioranza. Chi si esprima a nome del partito di Giorgia Meloni poi diventa difficile capirlo se il capogruppo parla in qualità di "libero cittadino" al momento della dichiarazione di voto. "In questo momento non rappresento il partito per il quale sono stato eletto - ha affermato Gino Fusco - Essendo un atto amministrativo, non un atto politico, sono padrone di esprimere il mio pensiero, mi sento una persona libera". E ha motivato il suo voto contrario così: "Gli interessi del 2011 non sono quelli del 2020 ,quindi tutto questo progetto andrebbe rivisto". Il banco di prova sarà il voto, quello sì politico, al bilancio. Sul rendiconto il consigliere Ciccio D'Emilio annuncia già il suo voto favorevole, in considerazione del parere tecnico e contabile. Sul bilancio previsionale intende promuovere dei piccoli emendamenti. Parla a nome personale.

Sul finale adombra un sospetto sul vicino di banco Bruno Longo (candidato con lui nella stessa lista, non ancora ufficializzata, alle elezioni Regionali): "Ad oggi io non so se appartenga al gruppo consiliare di Fratelli d'Italia - afferma D'Emilio - perché non ha mai chiesto l'adesione, quindi invito a verificare se lui è iscritto al gruppo".

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