Ghetto dei Bulgari, è scontro Barone-Landella: "La realtà è cosa più complessa del ‘complotto dei frigoriferi'"

Il primo cittadino respinge le accuse: "La demagogia, il populismo e la speculazione politica la lascio alla consigliera Barone ed al suo movimento. Affrontare le emergenze è altra cosa rispetto alle superficiali idee del M5S"

Quel che resta del Ghetto dei Bulgari - ph. D'AGOSTINO

E' botta e risposta tra Rosa Barone, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, e il sindaco di Foggia, Franco Landella. Oggetto della discussione è il cosiddetto 'Ghetto dei Bulgari, alle porte di Foggia, raso al suolo da un violento incendio che è costato la vita ad un 20enne ospite dell'accampamento di fortuna.

Landella para il colpo delle dichiarazioni della pentastellata e ribatte: '“Ho letto con grande stupore le dichiarazioni rilasciate dalla consigliera Rosa Barone. Mi sento di poter dire che è stata persa l’ennesima occasione per tacere. Si tratta infatti di un atteggiamento di bassa speculazione politica, peraltro attuata a poche ora da una vicenda che ha provocato la morte di un ragazzo. Comprendo che per la consigliera Barone la risoluzione di situazioni difficili debba avvenire avendo come modello l’Amministrazione comunale di Roma governata dal suo movimento politico. Purtroppo per lei, però, la realtà è cosa più complessa del ‘complotto dei frigoriferi’".

"Come Comune di Foggia abbiamo in più occasioni formalizzato la volontà di procedere allo sgombero del cosiddetto ‘ghetto dei bulgari’. Si tratta, tuttavia, di un processo che non si sarebbe potuto realizzare dalla sera alla mattina, per le dimensioni del campo, per la presenza di minori e, ovviamente, per ragioni che attengono la tutela dell’ordine pubblico. Di questo si stava discutendo, assieme alle altre istituzioni, molto prima che si consumasse questa tragedia, a conferma del fatto che l’Amministrazione comunale, al netto delle demagogiche richieste di accesso agli atti annunciate dalla consigliera Barone, era da tempo impegnata su questo fronte".

VIDEO: LE FIAMME DISTRUGGONO IL GHETTO DEI BULGARI

Continua dunque il primo cittadino: "Sarebbe interessante sapere, e la consigliera Barone potrà senz’altro chiarire questo aspetto, a chi sono imputate le spese per i consumi di acqua della rete idrica che la Regione Puglia, come da lei stesso comunicato, con i suoi uffici si è impegnata a portare al ghetto. Intendiamoci, quello all’acqua è un diritto che va assicurato, sempre e comunque. E tuttavia se fosse stata la Regione Puglia a sostenere quei costi saremmo in presenza di una filosofia politica che va nella direzione di una sorta di legittimazione dei ghetti e non in quella di politiche che ne favoriscano la chiusura. Sono queste le politiche che ha in mente la consigliera Barone?"

"Quanto alla situazione dei minori del campo, l’Amministrazione comunale aveva avviato ben prima dell’incendio una interlocuzione con il Tribunale dei Minori di Bari – che proseguirà con l’incontro previsto per il prossimo 14 dicembre a Foggia – per affrontare una questione che ha anche a che fare con le disponibilità economiche di un Comune come quello di Foggia, che spende qualcosa come mezzo milione di euro ogni anno per i minori stranieri non accompagnati che risiedono nelle strutture di accoglienza".

Una cifra che gli Uffici finanziari di Palazzo di Città hanno chiarito essere insostenibile per un’Amministrazione comunale in procedura di ‘Salva Enti’. "Il tema, dunque, è un po’ più complicato rispetto a come, in modo pressappochista e superficiale, viene descritto dal Movimento 5 Stelle e dalla consigliera Barone. Emergenze come quella del ‘ghetto dei Bulgari’ vanno affrontate in una logica di sistema, che è cosa completamente diversa dall’approccio speculativo illustrato dalla consigliera Barone, che ignora con ogni evidenza le dimensioni del fenomeno e le competenze in capo agli Enti Locali".

"Perché il tema vero e politico sta nella dinamica perversa che finisce per scaricare sui Comuni problemi rilevanti senza però assegnare loro le risorse finanziarie per farvi fronte. Ma mi rendo conto che a chi, come la consigliera del M5S, non ha mai avuto alcuna esperienza amministrativa in un Comune sfuggano completamente questi fondamentali aspetti. Proprio per questo, però, informarsi meglio prima di muovere accuse dal tono inquisitorio sarebbe buona cosa, specie se si vuole discutere di un fenomeno, come quello che attiene la gestione dei flussi migratori, vasto e che vede i Comuni sempre più abbandonati dalle politiche nazionali".

"In quest’ottica, ed in ragione dell’assoluta insostenibilità finanziaria per il Comune degli interventi che dovranno essere messi in campo dopo l’incendio, all’esito della riunione tenutasi in Prefettura ho preannunciato la decisione di richiedere ufficialmente al Governo e alla Regione Puglia di farsi carico delle spese per la bonifica ambientale del sito su cui sorgeva il ‘ghetto dei bulgari’, anche in termini di smaltimento dei rifiuti pericolosi eventualmente presenti nell’area. La demagogia, il populismo, la speculazione politica la lascio volentieri alla consigliera Barone ed al suo movimento politico. Perché affrontare emergenze, fornire risposte e governare fenomeni così complessi è decisamente un’altra cosa rispetto alle superficiali idee del Movimento 5 Stelle”.

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