Corte dei Conti, Landella si difende: "Più che amministrare, svolgiamo la funzione di commissari"

Per il primo cittadino: "Gli errori di chi ci ha preceduto stanno tragicamente emergendo. Basta leggere le date e le 'partite' per rendersi conto che non è all'attuale Amministrazione che dovrebbero essere poste delle domande"

Franco Landella

"La deliberazione della Corte dei Conti circa la situazione finanziaria del Comune di Foggia mi impone alcune doverose precisazioni. Tanto dal punto di vista politico quanto per il rispetto del contenuto del documento della magistratura contabile, all’interno del quale sono specificate in modo chiarissimo tutte le criticità e, soprattutto, da dove esse provengono".

Così il sindaco di Foggia, Franco Landella: "Basta leggere le date e le “partite” per rendersi conto che non è all’attuale Amministrazione comunale che dovrebbero essere poste delle domande, ma a quella che ci ha preceduto. Sono gli amministratori che hanno governato Palazzo di Città prima di noi a dover spiegare per quale ragione, oggi, la Corte dei Conti fotografi uno squilibrio tra gli impegni assunti, le previsioni formulate e la situazione che è emersa in corso d’opera".

"È tutto scritto nella relazione, che probabilmente in troppi hanno letto con scarsa attenzione. In quelle 35 pagine c’è l’eredità che abbiamo più volte denunciato, essendo accusati di voler fare becera propaganda. Con l’ultima deliberazione, i magistrati contabili raccontano infatti che il quadro descritto al momento dell’adesione del Comune al cosiddetto Decreto Salva Enti non corrispondeva alla realtà dei fatti. Dai debiti fuori bilancio sottostimati al valore delle proprietà da alienare sovrastimate e di fatto mai vendute, sino alla procedura di cartolarizzazione arenatasi su un binario morto. Elementi che non sono solo fredde voci, ma corrispondono a milioni e milioni di euro che sono mancati all’appello e che oggi la Corte dei Conti giustamente contesta, dal momento che questo sfasamento mette a rischio il rispetto dell’intero piano di riequilibrio finanziario".

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"Quanti urlano al 'dissesto dietro l’angolo' dovrebbero avere cura di spiegare per quale motivo questa prospettiva sia stata evocata. Il dissesto finanziario potrebbe essere dietro l’angolo perché l’Amministrazione che ci ha preceduto ha certificato una massa debitoria di gran lunga inferiore alla realtà – stimata in circa 3 milioni 200mila euro all’anno e che, invece, si è rivelata essere più del doppio, arrivando a punte di 7 milioni 600mila euro annui, con il Consiglio comunale in carica chiamato ad approvare l’ondata di debiti fuori bilancio che continuano a pervenire –, ha ipotizzato il valore dei beni da cedere in modo di gran lunga superiore alla sua vera entità, si è impegnata a tagliare fitti e utenze senza però muovere un dito".

"Com’è noto, siamo stati noi ad intervenire in modo efficace su questo fronte, con azioni che dovevano essere compiute da altri e che bisognava avviare almeno 4 anni fa. Siamo noi ad aver tolto dalle casse del Comune e dalle tasche dei cittadini fitti ed utenze, con decisioni ed atti senza dubbio impopolari e drammatici, ma giusti sia sul piano finanziario sia sotto il profilo dell’affermazione del principio di legalità. A questo, poi - continua Landella - vanno aggiunte le criticità delle aziende partecipate, le potenziali conseguenze del contenzioso con la curatela fallimentare di Amica SpA dopo il crack dell’ex azienda speciale (circostanza che preoccupa particolarmente la Corte dei Conti, vista la richiesta risarcitoria che sfiora gli 80 milioni di euro) ed il crollo nelle riscossioni delle entrate tributarie".

"Questa questione, nello specifico, è il frutto dell’eredità di un affidamento, quello ad Aipa SpA, avvenuto con una formula che attraverso un aggio unico eccessivo – che noi abbiamo recentemente provveduto ad abbassare, facendo recuperare milioni di euro al Comune – disincentivava la riscossione coattiva. Dentro questo contesto, inoltre, si è inserita la lunga controversia giudiziaria tra Amministrazione e concessionaria, che ha visto quest’ultima vincere in tutte le sedi quando il Comune ha tentato di rescindere il contratto. Peraltro la società, attualmente in fase commissariale, ha messo all’asta il servizio e solo il prossimo 15 maggio conosceremo l’aggiudicatario. Il che, com’è facile intuire, in questa fase rende complicato avere una certezza di interlocuzione. Anche sulle ex municipalizzate siamo stati costretti ad intervenire economicamente, proprio perché i piani di risanamento sottoscritti nel passato si sono rivelati non sostenibili e sproporzionati nelle loro previsioni".

"È quindi evidente dove siano e a chi siano ascrivibili le responsabilità che la deliberazione della Corte dei Conti chiama in causa. Sono le responsabilità di chi ha descritto un quadro finanziario tutt’altro che veritiero pur di aderire ai benefici del Decreto Salva Enti e scongiurare così dissesto ed incandidabilità degli amministratori responsabili della sfascio dei conti pubblici; di chi ha assunto degli impegni senza rispettarli; di chi ha autorizzato lavori pubblici per milioni di euro senza alcuna copertura finanziaria; di chi ha nascosto la polvere sotto il tappeto anno dopo anno. Non c’è nessun torcicollo in queste affermazioni. Non c’è alcun gioco del cerino o scusante. C’è solo la verità, che in molti ignorano o provano a nascondere".

"È in virtù di questo macigno se spesso non siamo in grado di fornire le risposte che i cittadini legittimamente si aspettano, ad esempio nella manutenzione delle strade. È per ripianare questo squilibrio che siamo costretti ad una gestione praticamente commissariale. Perché chi c’era prima di noi non ha inquadrato i conti correttamente, accettando prescrizioni che solo noi abbiamo cominciato a rispettare. In definitiva, chi ci ha preceduto ha sottoscritto un piano che non ha mai attuato concretamente, come la Corte dei Conti, nei fatti, scrive nero su bianco". 

Conclude quindi Landella: "Il nostro obiettivo è correggere questi errori, come stiamo facendo sin dal momento del nostro insediamento. Si tratta comprensibilmente di un percorso complesso, pieno di oggettive difficoltà. Una strada che però continueremo a percorrere puntando a risanare ciò che altri hanno distrutto, rimediando agli occultamenti finanziari che la Corte dei Conti ha fatto emergere in modo impietoso e severo. Spero che questa volta i cittadini siano finalmente consapevoli di cosa è stato prodotto da chi ha governato prima di noi e dell’eredità che ci è stata scaricata addosso, costringendoci a vestire i panni dei commissari più che degli amministratori e dei politici".  

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