"Tutelare la reputazione dei sindaci": Landella condivide la Lettera dell’Anci

Il sindaco di Foggia appoggia quanto dichiarato dai sindaci di Catania, Ascoli Piceno, Bari, Chieti, Reggio Calabria, Imola, Lecce, Monza e Siena in cui si chiede a tutte le istituzioni di tutelare la reputazione dei sindaci

Il sindaco di Foggia, Franco Landella, condivide il testo della lettera firmata da Enzo Bianco, Guido Castelli, Antonio Decaro, Umberto Di Primio, Giuseppe Falcomatà, Daniele Manca, Paolo Perrone, Roberto Scanagatti e Bruno Valentini, rispettivamente sindaci di Catania, Ascoli Piceno, Bari, Chieti, Reggio Calabria, Imola, Lecce, Monza e Siena in cui si chiede al Presidente della Repubblica, al Parlamento, al Governo, alla Magistratura e a tutte le altre istituzioni, di tutelare la reputazione dei sindaci.

“Come sottolineato dagli altri colleghi, appartenenti, tra l’altro, a vari colori politici – evidenzia il primo cittadino di Foggia, Franco Landella –, troppe volte le vicende giudiziarie che riguardano Comuni italiani diventano oggetto di scontro politico indipendentemente e ben al di là dell’oggetto dell’indagine. E amministrare le città è diventato gravoso, soprattutto perché alla responsabilità affidataci con l’elezione diretta non sempre segue un’autonomia politica vera, la possibilità di avere risorse umane sempre adeguate e la possibilità di dare risposte ai cittadini in quadro di regole certe”.

Parafrasando le parole pronunciate dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che negli studi del programma Rai “Porta a porta” ha dichiarato che non bisogna considerare un avviso di garanzia come una sentenza, Landella sottolinea ancora che «i sindaci non hanno potestà decisionali, che spettano ai dirigenti, così come stabilito dal Testo Unico degli Enti Locali e rafforzato in più sentenze della Cassazione della divisione fra organo politico, che ne detiene l'indirizzo, e organo di gestione ed esecuzione detenuto dalla tecnostruttura. Questa netta separazione evidenzia con chiarezza che i sindaci non sono vincitori di concorso. Quotidianamente riceviamo minacce, aggressioni ed intimidazioni non solo per via del clima di antipolitica che da qualche tempo a questa parte soffia nel Paese, ma perché i sindaci sono la prima istanza a cui i cittadini fanno riferimento».

“Per questi motivi faccio mie le considerazioni dei colleghi dell’ANCI in cui si chiede di tutelare l’immagine dei sindaci, che spesso finiscono nel tritacarne della gogna mediatica e che operano avendo come proprio fine quello di soddisfare le aspettative ed i bisogni dei cittadini, assumendo decisioni su cui costruire il consenso della comunità. Il rispetto per questo ruolo è un bene prezioso che va salvaguardato nell’interesse del buon funzionamento della nostra democrazia. Coloro i quali strumentalizzano queste vicende ­– conclude Franco Landella – non hanno argomenti politici validi da contrapporre e sono esclusivamente degli avvoltoi”.  

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