Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica San Severo

Stefanetti chiede il conto a Miglio sulle misure per la sicurezza: "Basta chiacchiere e distintivo"

L'affondo del consigliere comunale: "Il regolamento approvato per sostenere le vittime di usura e racket è una 'farsa', finalizzata solo ad ottenere visibilità. Ecco perchè"

“Con enorme piacere ed obiettività constatiamo che la città da diverse settimane è presidiata massicciamente dalle forze dell’ordine. I tre colpi di pistola, esplosi contro le camionette della polizia ed intrepretati come un attacco alle istituzioni, sono stati determinanti per ottenere questa presenza.”

Il capogruppo di FdI-AN, Francesco Stefanetti, però, è convinto che la partita sia tutt’altro che chiusa e afferma: “Il sindaco Miglio deve aggiornare la cittadinanza sullo stato delle proposte avanzate a livello ministeriale e nei tavoli tecnici prefettizi”.

Tra gli interrogativi più urgenti posti dalla cittadinanza, soprattutto quali tempistiche per ottenere l’aumento di dotazione organica dei presidi territoriali di pubblica sicurezza e quali per l’istituzione della DIA, del Reparto Prevenzione Crimine, del distretto giudiziario e della Corte d’Appello.

“Sono stati fatti numerosi proclami ma ad oggi nessun obiettivo concreto è stato raggiunto. I cittadini temono che una volta terminata l’ondata mediatica tutto torni come prima. Si corre il rischio che nessuna delle proposte propagandate si trasformi in qualcosa di reale e tangibile utile a migliorare la qualità della vita a San Severo ed in Capitanata.”

Continua il consigliere comunale: “Il regolamento approvato nello scorso Consiglio comunale per sostenere le vittime di usura e racket è una 'farsa', finalizzata solo ad ottenere visibilità e gradimento. Dal punto di vista operativo è un regolamento inutile perché nessuna vittima potrà beneficiare delle agevolazioni tributarie se non prima di un giudizio definitivo (mediamente 10 anni)".

Stesso discorso vale per le agevolazioni previste dal regolamento TARI e finalizzate all’istallazione di impianti di videosorveglianza. "Anche in questo caso un’ottima campagna mediatica ma solo una presa in giro per gli esercenti, cui verrebbe riconosciuto uno sconto risibile e per di più graverebbe sulle spalle di tutti i cittadini".

Quindi, riepilogando, per Stefanetti, "le vittime di usura e racket non vedranno riconosciuto un euro, per le altre vittime, quelle di furti, rapine ed attentati dinamitardi non è stata predisposto nessun aiuto economico, e per le attività che installeranno impianti di videosorveglianza vedranno un contributo minimo che peserà sulle spalle degli altri cittadini”.

Sull'argomento è intervenuta anche Antonella Zuppa, sia a nome del coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia, che come referente provinciale del Dipartimento Tutela Vittime di FdI-AN: “Siamo riconoscenti alle forze di polizia per il lavoro svolto in queste settimane. Gli sforzi e i successi messi in campo, da uomini e donne in divisa, però non bastano e spesso risultano vani se ci troviamo di fronte ad un sistema giudiziario garantista dove la certezza della pena è ormai solo una chimera".

"Fino a quando sarà la vittima ad essere giudicata e ad essere posta sul banco degli imputati, i colpevoli si sentiranno autorizzati a delinquere. Il cittadino deve sentirsi al sicuro e soprattutto tutelato e libero di denunciare. Sicurezza e legalità sono due pilastri fondamentali sui quali costruire una società civile nella quale garantire un futuro alle nuove generazioni. Chi amministra la cosa pubblica ne è responsabile e se non interviene diventa connivente e complice”.

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