Parla l’ex sindaco di San Paolo di Civitate: “Ecco chi e perché mi ha tradito"

Dopo due anni otto consiglieri comunali hanno rassegnato le dimissioni mandando a casa Francesco Gentile. L’ex sindaco punta il dito contro Costantino Rubino, Lucia De Meo e Primiano Candela

Francesco Gentile, sindaco di San Paolo di Civitate

Il 29 settembre otto consiglieri comunali hanno rassegnato le dimissioni decretando anzitempo la fine della consiliatura targata Francesco Gentile. A pochi giorni dallo scioglimento del Consiglio comunale di San Paolo di Civitate, però, l’ormai ex sindaco attacca i consiglieri comunali di maggioranza Costantino Rubino, Lucia De Meo e Primiano Candela. “Mi sento tradito e pugnalato dopo tanto lavoro e impegno profuso per la mia comunità”

Interrotti i progetti per la comunità di San Paolo di Civitate

Spiega l’ex primo cittadino: “Il mio insediamento è avvenuto in una situazione economica a dir poco disastrosa, ma dopo due anni di estenuante lavoro, la stessa era finalmente sotto controllo e non solo, tanto da esser stati avviati importanti progetti per la comunità sanpaolese: la rigenerazione urbana sostenibile, l’indizione della gara per la raccolta differenziata, il rifacimento dell’intera pubblica illuminazione, la sistemazione urbanistica dell’area nuova cimiteriale, nonché la costituzione di nuovi loculi, la programmazione del piano viario per la sistemazione delle strade extraurbane. Tutto termina solo perché alcuni componenti della maggioranza si tesserano nel Partito Democratico: questa la motivazione ufficiale dei tre firmatari della maggioranza, che, assieme a quasi tutta l’opposizione, hanno staccato la spina”.

La vera motivazione delle dimissioni

Per Francesco Gentile la vera motivazione è “l’errata interpretazione di tale gesto da parte di Costantino Rubino, il quale ha distorto un semplice ritorno dei soci fondatori al Partito Democratico in un attacco alla sua persona, tanto da architettare il complotto allo scopo di far cadere l’amministrazione”.

Ecco chi ha fatto saltare tutto

Poi l’ex sindaco sanpaolese si lascia andare a un duro affondo: “Mentre l’amico Rubino era già noto per questa sua peculiarità (da carbonaro qual è, manda a casa l’Amministrazione per il proprio tornaconto), la delusione più grande viene dai giovani. Largo ai giovani. Ma quali? La De Meo, prima eletta con la carica di vicesindaco e l’assessore, a rotazione, Candela, dopo soli due anni, anziché tentare di dare un contributo tangibile a questa Amministrazione, hanno preferito  divertirsi, giocare con il pallottoliere, contando i numeri utili a  far saltare tutto. Hanno, quindi, preferito aderire ad un progetto distruttivo, cedendo alla storia di San Paolo di Civitate la presenza di un quarto commissario, senza concedere tuttavia al sottoscritto il diritto di replica o di chiarimento, cosa avvenuta solo in seguito e che, in meno di ventiquattro ore, ha portato i suddetti firmatari a revocare le proprie stesse dimissioni! Ma, ormai, era troppo tardi!”

Le conclusioni del sindaco Francesco Gentile

Prosegue Gentile: “Il processo di dissesto andava governato, giammai commissariato! La responsabilità sottesa al governo di una comunità non è stata da loro compresa. Chiedo io scusa, per loro, a tutti i sanpaolesi, forse non erano coscienti di ciò che stavano facendo. Hanno fatto sfumare i sogni di tanta gente e, nello stesso tempo, hanno vanificato il lavoro di quanti, invece, hanno dedicato tempo e risorse per il bene della comunità. E conclude ringraziando “per il rapporto di stima gli amici consiglieri Fernando Calzolaio, Elisa D’Antino e Donato Corroppoli, a cui sono amichevolmente unito, gli unici ad essersi adoperati per il bene comune e non meritevoli di un simile gesto di tradimento”,

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