Francesco D'Emilio scrive alla comunità cittadina

“Al centrodestra il compito di ridare speranza a Foggia ed ai foggiani”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Riceviamo la lettera del capogruppo Pdl a Palazzo di Città, Francesco D'Emilio

Prima di essere eletto sindaco, supportato anche da una strategica campagna elettorale piena di promesse e motti pubblicitari d’impatto, Mongelli aveva astutamente ipotizzato, sotto la sua egida, una “Foggia Capitale”. Ma “capitale” di cosa? Questo, Mongelli, non l’aveva specificato. Oggi, a due anni esatti dalla sua elezione, guardandoci intorno sorge spontanea una domanda: forse l’intento di Mongelli era quello di rendere Foggia la “capitale” dell’abusivismo, delle tasse in continuo aumento, dell’immondizia, delle buche stradali e della crisi occupazionale? Era quello di rendere Foggia la “capitale” dell’invivibilità? Se è così, fatti e dati alla mano, ci è perfettamente riuscito.
 

Purtroppo, però, non erano questi i primati di cui noi foggiani speravamo di raggiungere ed ora siamo stanchi di dover continuare a fare i conti con un governo cittadino che non fa nulla per tutelare la comunità ed offrire servizi efficienti -del tutto inesistenti in ogni settore- ma che, al contrario, continua a vessarci con ingiustificati aumenti di costi e tasse, come testimoniano l’aumento dell’addizionale Irpef e il nuovo piano di sosta tariffata, solo per citare i due esempi più recenti. Nonostante le garanzie di discontinuità rispetto all’era Ciliberti, Mongelli ha invece proseguito sulla linea tracciata dal suo predecessore, conducendo questa città allo sfacelo, entro uno scenario oggettivamente indecente sia sul piano civico che su quello sociale: la raccolta dei rifiuti è carente a tal punto da costringere i cittadini a pulire autonomamente il marciapiede prospiciente le proprie abitazioni o i propri negozi, le strade continuano ad essere disseminate di buche (nonostante qualche inutile rattoppamento destinato a durare fino al prossimo temporale) e l’abusivismo prende sempre più piede nelle vie del centro cittadino, favorendo episodi di violenza come quello accaduto in via Lanza qualche giorno fa, con l’ennesimo scontro tra gli agenti di polizia municipale e i venditori abusivi di merce contraffatta. Una piaga, quella dell’abusivismo, che sta minando l’onesta attività dei commercianti del centro, colpiti dalla concorrenza sleale degli abusivi, e che ha già provocato la chiusura di alcuni negozi in Viale della Stazione e altre zone del centro incluse da Mongelli nelle aree da risanare e riqualificare durante il suo mandato. Ma dopo due anni, del risanamento nessuna traccia: al contrario, i residenti del centro si spostano in periferia, le case subiscono un deprezzamento senza precedenti e le attività commerciali sono in crisi profonda.
 

Nel frattempo il primo cittadino si ostina a presentare ossessivamente piani urbanistici a ripetizione: mercoledì 15 infatti Mongelli porterà in consiglio altre quattro manovre.Entro questa cornice, già di per sé sufficiente a decretare il fallimento della giunta Mongelli, si collocano i legittimi malumori dei fornitori non pagati, le utenze staccate e la disoccupazione dilagante, favorita da una cinica politica di tagli al personale, dai mancati rinnovi di contratto ai dipendenti delle cooperative sociali, e dai licenziamenti degli operatori degli asili nido, di operai ed impiegati in perenne (e purtroppo spesso vana) protesta davanti al municipio.


Per non parlare delle ex Municipalizzate, con l’Amica portata al fallimento da un’insensata politica di assunzioni clientelari e dalle dannose decisioni di manager improvvisatisi tali ma del tutto inidonei ad agire nell’interesse della comunità e l’Amgas costretta ad essere ceduta per gli enormi debiti accumulati nel corso della sua malsana gestione: debiti che vanno ad aggiungersi alla già pesante situazione debitoria di Palazzo di Città. A concludere il drammatico quadro cittadino, l’impossibilità di trovar pace persino al cimitero, con quest’ultimo in via di privatizzazione con conseguenti ingiustificati aumenti del costo di terreni e loculi. Gli errori commessi da ormai 7 anni di malgoverno ricadono sulle tasche della comunità ed anche l’Ataf conta di fondare il proprio risanamento sulle spalle dei cittadini, avvalendosi del nuovo piano di sosta tariffata ideato dalla Giunta per pompare le tariffe dei parcheggi e fare cassa. Sempre a spese degli incolpevoli cittadini!
 

Nel frattempo la manovra economica varata da Mongelli, con la vendita degli immobili comunali, si è rivelata del tutto inidonea a colmare le lacune finanziarie del Comune: ennesimo fiasco di questa amministrazione. Ne consegue la crescente disillusione ed il progressivo disinteresse ai problemi della città da parte dei foggiani, già messi a dura a prova dagli immancabili problemi quotidiani e quindi troppo stanchi, delusi e disinteressati per confidare ancora nell’amministrazione locale. E’ quindi doveroso compito della nostra parte politica ridare la speranza a Foggia ed ai foggiani attivando una politica di rilancio che ci consenta di uscire da questo stato comatoso al fine di configurare un’alternativa valida ed efficiente al governo fallimentare di centrosinistra, rianimando l’interesse ed il senso di partecipazione della comunità, desiderosa più che mai di “cambiare aria politica”. E’ per questo che chiediamo ai cittadini di non abbandonarsi all’abulia civica e di non restare inermi in balia del lassista ‘panta rei’ di matrice mongelliana  ma di intraprendere un nuovo percorso di consapevolezza e partecipazione in modo tale da contribuire, insieme al nostro rinnovato impegno, a far sì che Foggia superi questo drammatico momento storico e non si lasci plasmare a “capitale dell’indifferenza”.
 

Foggia e i foggiani meritano ben altri riconoscimenti: è la storia (esclusa quella recente) a dircelo.

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