Mongelli “promuove” Francesco Boccia assessore al Bilancio

L'economista del PD si dice pronto a offrire il proprio contributo al Comune di Foggia. Malumori tra i partiti di maggioranza. Prima di Natale la verifica politica. Rischiano Fiore, Morlino e Di Gioia

Francesco Boccia

Non è un sì. Ma neanche una chiusura. Al contrario. Il deputato pugliese del Pd Francesco Boccia fa già sapere di essere pronto a dare il suo contributo per far uscire il Comune di Foggia dalle secche della crisi finanziaria che lo affligge. La riserva, tuttavia, la scioglierà solo nei prossimi giorni.

Così ha risposto ai cronisti in Fiera, dove è giunto per partecipare alla presentazione dell’ultimo libro di Maurizio Lupi, “La prima politica è vivere”. Resta da capire come il parlamentare si occuperà dei conti comunali: se entrando direttamente nella squadra di governo o in qualità di “superconsulente” esterno.

E’ proprio a lui, infatti, all’economista del Pd che il sindaco Mongelli si è rivolto nei giorni scorsi mettendo sul piatto la delega al Bilancio. Una mossa quasi a sorpresa quella del primo cittadino: in molti a Palazzo di Città erano pronti a scommettere che mai Mongelli avrebbe ceduto una delega così delicata e gravosa, fino ad ora trattenuta gelosamente nelle sue mani ed in quelle del supertecnico Carlo Di Cesare. E questo nonostante i numerosi inviti giunti in tal senso dalla coalizione.

Oggi, invece, il sindaco spiazza tutti e cambia exit strategy: il bilancio non è più un tabù e finisce nel “calderone” delle deleghe da assegnare per chiudere la verifica. “Prima di Natale la nuova squadra” assicura. E in effetti gli incontri con le forze di coalizione hanno ripreso a viaggiare a ritmo serrato a conferma che la volontà politica di chiudere finalmente la partita c‘è tutta. Così come quella di dare un segnale forte alla città circa un reale cambio di passo con la presentazione di un esecutivo di alto profilo.

E la scelta di Boccia rientrerebbe proprio in questo ragionamento. Economista del Pd, già assessore al Bilancio a Bari con il governo Emiliano e subcommissario a Taranto con il dissesto, Boccia non si tira indietro. “Ho già discusso col sindaco delle difficile situazione di Foggia, comune peraltro a numerosi enti locali colpiti dai tagli lineari del Governo“ dichiara il deputato. “Certo - aggiunge - la situazione del capoluogo dauno è ancor più difficile perché sconta un decennio di gestione politica che ha lasciato molto a desiderare, in cui - riconosce - anche il Pd ha avuto le sue responsabilità“.

Ma oggi siamo ad un bivio ed dovere di tutti i partiti, il mio in primis, mettersi a disposizione del sindaco e aiutarlo“. “Nei prossimi giorni - fa sapere - incontrerò Mongelli per capire come raccordarci anche alle altre istituzioni, nazionali e regionali, per individuare il percorso da intraprendere. Perché la partita del risanamento può chiudersi solo se si è messi nelle condizioni di farlo”.

Boccia, dunque, è pronto a scendere in campo. Con la benedizione del Pd. Certo, per il primo cittadino sarebbe “auspicabile” come assessore ma nessuno sembra disdegnare l’opzione del “superconsulente” visto anche il raccordo - fondamentale di questi tempi - che il deputato potrebbe garantire con Roma.

Per quanto gli altri nuovi assessori, il primo cittadino ne vorrebbe almeno quattro (tra cui due donne e un nome di peso per la Cultura), così da rispondere anche alla richiesta di rinnovamento giunta dal “gruppo dei 9”. Avrebbe pertanto chiesto ai partiti più grandi (Pd, Udcap e socialisti) di sacrificarne uno ciascuno in cambio di nomi “nuovi”.

Richiesta che i “grandi” non avrebbero accolto con favore (temono che possa apparire una bocciatura per i “fatti fuori”) ma alla quale si starebbero già preparando a rispondere individuando nei non eletti gli “agnelli sacrificali“: Fiore (Urbanistica) per il Pd, Morlino (Pubblica Istruzione) per l’Udcap, Di Gioia (Lavori Pubblici) per i socialisti.

Nelle prossime ore verrà definitivamente sciolto anche il nodo Lambresa. Il conto alla rovescia, dunque, è finalmente partito. Questa volta, pare, per davvero.

 

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