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La cultura arma per combattere le mafie: "Potenziare la formazione"

E’ quanto ha detto la deputata Francesca Troiano (M5s) partecipando a Roma alla presentazione del libro “Con un piede nella fossa” di Stefano de Carolis, un testo che racconta le origini della mafia barese

“La formazione culturale delle nuove generazioni è necessaria quanto la repressione per lottare contro la malavita organizzata. Va potenziata in Puglia e in Capitanata”. E’ quanto ha detto la deputata Francesca Troiano (M5s) partecipando a Roma alla presentazione del libro “Con un piede nella fossa” di Stefano de Carolis, un testo che racconta le origini della mafia barese. “I più giovani devono imparare a riconoscere e attivamente respingere quelle avvisaglie che oggi come allora sono alla base di un’infiltrazione mafiosa – ha aggiunto la deputata - .

Le storie raccontate appaiono attuali: basti pensare ai maxi processi e ai pizzini che anche all’epoca servivano per comunicare dal carcere. O, ancora, alle pratiche di affiliazione che, tutt’oggi, vengono messe in atto per associare nuovi adepti del sodalizio criminale. Affiliarsi a un’organizzazione mafiosa vuol dire, ieri come oggi, crescere nel disperato vuoto dell’ignoranza. Vuol dire affidarsi a un’entità che fa della sopraffazione sull’altro un costante modus operandi.

Vuol dire affidarsi a chi corrompe, uccide e si trasforma in un vero cancro per la comunità. Sì, perché la mafia prima di tutto distrugge il territorio dove vive. Lo fa con la grettezza tipica di chi non guarda al futuro ma preferisce dimostrare, in tutta la sua immediata perfidia, che mors tua è vita mea.  E’ con la mafia che avviene la negazione dello Stato, di quella comunità di uomini che ha l’obiettivo di vivere in sicurezza, serenità e prosperità”.

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