Il No di D’Emilio al fotovoltaico in agro Masseria Giardino

Valore storico e vocazione agricola dell’area non devono essere stravolti. Preferibili pale eoliche o centrale a biomasse per produzione energie vegetale”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Il "no" di del capogruppo del Pdl al Comune di Foggia, Francesco D’Emilio, al fotovoltaico di Masseria Giardino.

La realizzazione del parco fotovoltaico di 200 ettari Masseria Giardino, approvata qualche giorno fa dall'amministrazione Mongelli, configurerebbe una vera e propria violenza all’intero complesso monumentale inserito nel Parco Regionale dell’Incoronata, convertendo la destinazione del terreno da agricola ad industriale ed intaccando irreversibilmente il grande valore storico dell’immobile risalente al diciassettesimo secolo, inserito in un’area pregiata dal punto di vista agricolo, archeologico, naturalistico e paesaggistico

Con queste parole il capogruppo Pdl Francesco D’Emilio esprime netta contrarietà al progetto dell’impianto fotovoltaico a Masseria Giardino, avallando il documento redatto sul tema da Legambiente.

"Senza alcuna ombra di dubbio le energie rinnovabili devono essere favorite e sviluppate ma è importante che lo si faccia secondo criteri ragionevoli, badando a non sconquassare le caratteristiche naturali, paesaggistiche ed artistiche di aree importanti come quella di Masseria Giardino. Considerato che il territorio circostante ospita un impianto eolico sarebbe molto più opportuno, al limite, implementare l’impianto già presente nei paraggi con altre pale eoliche sui siti di Masseria Giardino in modo tale da non modificare il paesaggio e mantenere inalterato il potenziale agricolo del fondo, con un guadagno inoltre superiore a quello ricavabile dal fotovoltaico.

Ma l’area potrebbe essere valorizzata in maniera fedele ai suoi requisiti naturali anche con la realizzazione di una centrale a biomasse per la sperimentazione di colture sostenibili finalizzate alla produzione di energie vegetale (mais, avena o altri prodotti agricoli coltivati in campo): un’idea propositiva potrebbe essere quella di avvalersi della collaborazione della Facoltà di Agraria dell’Università di Foggia, all’avanguardia nel campo sperimentale delle agroenergie.

In tal modo si otterrebbe il triplice risultato di valorizzare la Masseria rispettandone la destinazione originaria, produrre energia alternativa ed ottimizzare i tempi di sfruttamento dell’agro, dal momento che l’eventuale centrale a biomasse sarebbe attiva 24h su 24, a differenza del parco fotovoltaico in grado di immagazzinare energia solare per sole 6-7 ore al giorno.

Ma la nostra contrarietà al fotovoltaico” precisa D’Emilio “è circoscritta ai terreni agricoli. Siamo invece molto favorevoli ai pannelli solari sui tetti delle scuole, delle sedi dei comuni, delle ASL , degli Ospedali e di tutti gli enti pubblici. Invece l’amministrazione Mongelli, cui contestiamo anche le procedure con le quali ha individuato la ditta appaltatrice del parco fotovoltaico, continua imperterrita nel goffo tentativo di rimediare al dissesto economico della città mediante iniziative discutibili che mortificano la storia e la natura del nostro territorio.

Con il fotovoltaico a Masseria Giardino Mongelli andrà a trasformare un’area coltivabile d’interesse culturale in una zona industriale, svendendo la storia di uno dei pochi esempi ancora esistenti di struttura fortificata della Daunia per uno spicciolo tornaconto economico messo a rischio, tra l’altro, dai tagli agli incentivi previsti dalla manovra finanziaria. Se questi ultimi verranno confermati” conclude D’Emilio “ci chiediamo come farà la società a garantire gli introiti - royalty- al comune.”

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