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Scatta la 'zona arancione' in 14 comuni foggiani. Qui Gatta ci cova: "Non ci è stata comunicata questa decisione"

Carapelle, Cerignola, Lucera, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, San Severo, Torremaggiore, Troia, Zapponeta e Foggia di nuovo in zona arancione dall'8 al 14 dicembre. Cortocircuito istituzionale tra Nicola Gatta e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

Dopo aver passato le precedenti 48 ore in una dimensione più soft, meno drastica, con bar e ristoranti aperti fino alle 18 e con la possibilità di spostarsi da un comune all'altro, dalla mezzanotte di oggi 8 dicembre, in 14 comuni è scattato il semaforo arancione.

Due giorni, tanto è durato il piacere di ritornare a fare colazione seduti al bar, bere il caffè in tazza o pranzare al ristorante. Da oggi, questo, a Foggia e in altri tredici dei 61 comuni della Capitanata, non sarà più possibile. Almeno fino al 14 dicembre.

Puglia Regione maculata e Foggia 'zonizzata'

Alla notizia di Foggia 'zona arancione', immediata è scattata la protesta dei ristoratori, che nella serata di ieri, davanti alla Prefettura, hanno chiesto chiarimenti e ristori (guarda il video).

Sono bastati due giorni a Emiliano per confezionare l'ordinanza 448 e incassare l'ok del ministro della Salute Roberto Speranza, senza però quel "dovuto preavviso" che pure il governatore aveva garantito. 

Il semaforo arancione è scattato in quei comuni in cui dal 16 al 29 novembre - e non dal 30 novembre al 6 dicembre - il rapporto tra tasso di incidenza comunale e tasso di incidenza regionale si è rivelato superiore al valore di 1,3 (che corrisponde ad un eccesso del 30% di incidenza comunale rispetto al valore regionale) in entrambe le settimane di monitoraggio; e il rapporto tra tasso di incidenza comunale e tasso di incidenza regionale superiore a 2 nell’ultima settimana di monitoraggio (che corrisponde ad un eccesso superiore al 100% rispetto al valore regionale).

Questa la situazione ad Accadia, Ascoli Satriano, Carapelle, Cerignola, Lucera, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, San Severo, Torremaggiore, Troia, Zapponeta (n. casi settimanali superiore a 10; rapporto tra tasso comunale e tasso regionale superiore a 1,3 per due settimane). Foggia (n. casi settimanali superiore a 10; rapporto tra tasso comunale e tasso regionale superiore a 2 nell’ultima settimana).

Tra le conseguenze dell'ordinanza di ieri, evidentemente non calcolate nella loro interezza, finanche il cortocircuito istituzionale tra la Provincia e la Regione. Piccata la reazione del presidente Nicola Gatta, tra i sostenitori più convinti dell'operazione giallo-arancione.

Gatta contesta ad Emiliano una decisione diversa: "Nella riunione convocata con urgenza in videoconferenza nella serata di sabato non ci è stata comunicata questa decisione".

Vien da chiedersi a questo punto, quali fossero realmente gli accordi. "Caro presidente Emiliano, la collaborazione istituzionale non può funzionare a giorni alterni. Mi sarei aspettato una telefonata, così come se l’aspettavano i sindaci dei 14 comuni della Provincia di Foggia. Non si possono emettere ordinanze dalla sera alla mattina senza tener conto dei sacrifici fatti dalle attività commerciali per ripartire. Poi non ci meravigliamo se i cittadini non ci capiscono più nulla e protestano" ha aggiunto.

Il commento del sindaco di Candela e numero uno a Palazzo Dogana, stride però con il suo pensiero post videoconferenza convocata da Michele Emiliano per comunicare la decisione che avrebbe predisposto un’ordinanza per mantenere in ''Zona arancione' le province di Foggia, Bat e per la Murgia Barese. "Una scelta che condivido alla luce dell’elevato numero dei contagi che si registrano ancora in Provincia di Foggia e delle difficoltà del sistema sanitario in forte affanno. Ma occorrono subito dei “ristori” per le attività commerciali (Bar, ristoranti, pizzerie, ecc.) che dopo essersi  preparate per la ripartenza, dovranno di nuovo chiudere i locali al pubblico, in un territorio che già sconta una situazione economica al collasso" aveva scritto il presidente della Provincia.

Qualcosa è andato storto o non è andato secondo aspettative. 

Sul fronte ristori la Regione Puglia ha annunciato che nei limiti dello stanziamento disposto dal Governo con il decreto ‘ristori quater’ farà fronte a quelli per le categorie interessate soggette a restrizione.

Chi ha perso le staffe è anche il sindaco di Ascoli Satriano, Vincenzo Sarcone: "È giusto ed opportuno adottare alcuni provvedimenti restrittivi, però sarebbe stato altrettanto istituzionalmente opportuno che il presidente Emiliano avesse invitato alla videoconferenza che si è tenuta prima di fare questa ordinanza i sindaci dei comuni interessati. Chi ha rappresentato Ascoli Satriano e gli altri comuni? Chi è quel signore che ha parlato a nome del nostro comune e cosa ha detto?".  

"Sapete bene che ero e resto contrario alla zonizzazione, ma evidentemente è l’unica strada percorribile per circoscrivere e frenare i contagi" ha scritto il sindaco di Troia Leonardo Cavalieri.

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