Lavori al 'Giordano', la chiusura del contenzioso costerà 1,7 milioni. Cavaliere: "Corte dei Conti e Anac intervengano"

Il consigliere comunale d'opposizione Pippo Cavaliere rivela l'esito della conciliazione "che ha dell'incredibile". "Il Comune rischia di rimetterci una cifra astronomica"

A quasi sei anni dalla sua riapertura, tiene ancora banco la vicenda riguardante il contenzioso sul Teatro Giordano con l’impresa esecutrice dei lavori di ristrutturazione. Un contenzioso il cui epilogo porterebbe il Comune a un’altra ingente spesa. Così rivela il consigliere comunale di minoranza ed ex candidato sindaco per il centrosinistra Pippo Cavaliere: “Dopo essere stati privati del teatro Umberto Giordano per oltre otto anni, i cittadini foggiani ora rischiano la beffa di doverci rimettere anche una barca di soldi. Sembra infatti che l’amministrazione Landella sia orientata a concludere il contenzioso con l’impresa esecutrice chiedendo al giudice di formulare una proposta conciliativa ex art 185 bis cpc, che di fatto si è estrinsecata con un riconoscimento all’appaltatore, a carico del Comune di Foggia, della somma di 1,7 milioni di euro. L’esito di questa eventuale conciliazione, a parere del sottoscritto, ha dell’incredibile”.

“L’amministrazione Landella – spiega Cavaliere – si è trovata di fronte a due verità, una contenuta nel certificato di collaudo parziale a firma dell’ing. Aldo Apollo, iscritto all’ordine degli ingegneri della provincia di Foggia, ed un’altra contenuta nel certificato di collaudo a firma dell’ing. Francesco Rocco, iscritto all’ordine degli ingegneri della provincia di Cosenza.

Nel certificato di collaudo parziale a firma dell’ing. Aldo Apollo vengono evidenziate una serie di inadempienze contrattuali da parte dell’appaltatore, tra cui l’ultimazione dei lavori avvenuta con 608 giorni di ritardo rispetto al termine contrattuale di giugno 2009; la relazione conclude che l’impresa esecutrice, per effetto delle suddette inadempienze, è debitrice nei confronti del Comune di Foggia della somma di 356mila euro.

Nel certificato di collaudo a firma dell’ing. Francesco Rocco, si attesta invece la regolare esecuzione dei lavori e l’avvenuta ultimazione degli stessi entro i termini contrattuali e cioè a giugno 2009; la relazione conclude che l’impresa esecutrice è creditrice della somma di 2.5 milioni di euro.

Non occorre essere ingegneri o esperti in materia per capire che, in presenza di due verità così confliggenti, c’è qualcosa che non quadra. Per un verso il Comune di Foggia sembrerebbe creditore della somma di 365mila euro, dall’altro debitore di 2.5 milioni di euro.

A questo punto – prosegue il consigliere comunale – il dirigente del settore LL.PP., dopo aver restituito il collaudo all’ing. Francesco Rocco in quanto quest’ultimo avrebbe disatteso il regolamento sui lavori pubblici, redige un’apposita relazione in cui contesta il suddetto collaudo, confermando di fatto le conclusioni contenute nel certificato di collaudo parziale a firma dell’ing. Aldo Apollo, ed in particolare la ritardata ultimazione dei lavori. Ma il dirigente LL.PP. va ben oltre: predispone infatti una proposta di deliberazione, la n°43 del 19.12.2015, con cui propone alla giunta municipale di prendere atto delle anomalie riscontrate nel certificato di collaudo a firma dell’ing. Francesco Rocco, per tutte le motivazioni illustrate nella relazione sopra citata.

Ma l’amministrazione Landella decide di non adottare la proposta di deliberazione del suo dirigente e quindi di non contestare le anomalie evidenziate, nonostante le reiterate sollecitazioni, a mezzo di interrogazioni, avanzate dal consigliere comunale Giuseppe Mainiero che invitava appunto l’amministrazione ad adottare l’atto deliberativo proposto. L’inspiegabile omissione commessa dall’amministrazione ha comportato, per i meccanismi di legge, che il collaudo a firma dell’ing. Francesco Rocco divenisse un atto esecutivo ai sensi di legge e pertanto l’appaltatore è al momento creditore nei confronti del Comune di Foggia della somma di 2.5 milioni di euro.

È facile supporre che la proposta conciliativa avanzata dal giudice è evidentemente condizionata dalla presenza di quell’atto divenuto esecutivo, sebbene per l’inerzia dell’amministrazione; quest’ultima aveva a sua disposizione decine di documenti per valutare chi dei due collaudatori avesse ragione, ma ha preferito non decidere, lasciando così che l’atto sfavorevole al Comune di Foggia divenisse esecutivo”.

In merito all’andamento e all’effettiva ultimazione dei lavori, Cavaliere fa riferimento a quattro documenti: il verbale in data 24 aprile 2012, e quindi quasi tre anni dopo l’ultimazione dei lavori prevista a giugno 2009, in cui l’appaltatore s’impegna a consegnare le certificazioni e la dichiarazioni di conformità previste per legge, nonché gli elaborati as built; quanto sopra verrà poi definitivamente consegnato nell’anno 2013, quattro anni dopo l’ultimazione dei lavori; la nota dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (ora ANAC), in data 12.03.2013  prot. n°27444, in cui si evidenzia “…..in primo luogo un notevole ritardo nella realizzazione dei lavori, che secondo quanto affermato dal direttore dei lavori è da imputare a carenza organizzative dell’impresa appaltatrice rilevatasi non sufficientemente qualificata per l’esecuzione dei lavori di restauro, tanto da dover fare ricorso ad altre imprese”; il verbale della commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli in data 01.03.2011,e quindi quasi due anni dopo l’ultimazione dei lavori prevista a giugno 2009, in cui il personale dei Vigili del Fuoco, a seguito del sopralluogo eseguito, fa “…rilevare diverse macroscopiche carenze o comunque lavori da completare rispetto al progetto approvato. …….. L’illuminazione di sicurezza al momento è risultata non funzionante. Non è stato possibile effettuare verifiche e controlli sugli impianti di protezione attiva antincendio” e infine un contratto di subappalto con cui l’appaltatore affida ad un soggetto terzo il completamento degli impianti elettrici e di condizionamento a servizio della Sala Fedora, e di aria primaria ed antincendio a servizio del Teatro Giordano di Foggia; il contratto reca la data del 04.01.2011, ossia un anno e mezzo dopo l’ultimazione dei lavori prevista a giugno 2009.

“Agli atti del Comune giace altra documentazione altrettanto eloquente. A questo punto è lecito, se non doveroso, chiedersi il perché di quella grave omissione che espone ora il Comune di Foggia al rischio di essere soccombente nel contenzioso in corso e di rimetterci l’astronomica somma di 1,7 milioni di euro. Per buona pace delle buche, dei marciapiedi dissestati, delle aule al freddo e delle strade al buio.

“Al fine di appurare la verità dei fatti e di scongiurare un danno ingiustificato alle casse comunali – conclude Cavaliere – la presente nota verrà inviata per opportuna conoscenza all’attenzione della Corte dei Conti e dell’ANAC”.

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