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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Politica

Foggia senza prefetto da un mese. De Leonardis: "Non compresa gravità della 'Quarta Mafia'"

Il consigliere regionale dei Fratelli d'Italia: "E' la dimostrazione più lampante di come il Governo non abbia ancora ben compreso la gravità dell’emergenza criminalità in provincia di Foggia"

Il consigliere regionale dei Fratelli d'Italia, Giannicola De Leonardis, sottolinea come la Prefettura di Foggia, da circa un mese, non abbia più un Prefetto. "Non è stato ancora nominato, infatti, il successore di Carmine Esposito. E siccome il Prefetto è il rappresentante del Governo in provincia, bisogna ritenere che per il Ministro degli Interni Lamorgese non sia necessario che la terra della 'Quarta Mafia' abbia il proprio punto di riferimento cardine della presenza dello Stato” afferma.

“Nei giorni scorsi avevo sollevato più di una criticità riguardante le condizioni in cui sono costretti a operare in Capitanata forze dell’ordine e magistrati, in numero inferiore rispetto a quello che è necessario per contrastare la criminalità in Capitanata e senza poter contare su mezzi adeguati e spazi idonei a svolgere al meglio il loro lavoro" evidenzia De Leonardis, che prosegue: "Rispetto a ciò il ministro Lamorgese ha voluto rispondere, attraverso una nota, evidenziando quelli che sono i risultati ottenuti nell’ambito delle attività di prevenzione e controllo del territorio in questi ultimi 6 mesi. Risultati indubbiamente oggettivi ma che, al tempo stesso, non sono una risposta alle carenze di uomini e mezzi che esistono e rispetto alle quali non ci sono risposte da parte del ministro Lamorgese. E il fatto che, da un mese, non sia stato ancora nominato il nuovo Prefetto, è la dimostrazione più lampante di come il Governo non abbia ancora ben compreso la gravità dell’emergenza criminalità in provincia di Foggia"

Il consigliere regionale conclude: "Nel frattempo non si arresta di certo la sequela di gravi episodi criminosi che, nelle ultime ore, ha colpito e scosso le comunità di San Severo e Cerignola. Rispetto a ciò, tuttavia, è necessario anche che le Istituzioni del territorio facciano fronte comune: dai commissari del capoluogo, che dovrebbero destarsi dal torpore che li attanaglia, ai sindaci che, è auspicabile, si facciano promotori di iniziative unitarie volte a sensibilizzare il Governo sul tema della sicurezza in Capitanata e non solo a firmare appelli pro Draghi”.

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