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"Sfida sgangherata e arrogante alla città". Cavaliere spiega perché Iaccarino "non è inamovibile"

Il consigliere comunale di opposizione, dopo la lettera inviata dall'avvocato del presidente, passa in rassegna gli eventi seguiti agli spari di Capodanno: "Paradossalmente, le ragioni perché lasci l’incarico si sono moltiplicate"

Pippo Cavaliere

"Siamo in presenza di una sfida sgangherata quanto arrogante rivolta alle istituzioni democratiche della Città, ma più ancora all’opinione pubblica e ai cittadini. Una sfida che le forze di opposizione respingono con serenità e fermezza, senza cedere a provocazioni sebbene abbiano superato ogni limite consentito". Sbotta il consigliere comunale Pippo Cavaliere, ex candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, che ripercorre tutti i passaggi del caso Iaccarino. "A questo punto sarà il Consiglio Comunale a chiudere questo deplorevole teatrino. La democrazia non si farà imbottigliare".

Ieri era stato il gruppo consiliare del Pd al competo a comunicare che il suo voto sarebbe stato libero da ogni tipo di condizionamento. Reazioni che fanno seguito alla lettera inviata dal legale del presidente del Consiglio comunale di Foggia che ha invitato i consiglieri comunali a respingere la proposta di revoca.

"Invece di prodursi in acrobazie sempre più disperate e sempre meno credibili, Leonardo Iaccarino dovrebbe fare il suo dovere e porre fine a questa situazione ormai insostenibile che tanto discredito sta gettando sulle istituzioni e sulla città di Foggia, dimettendosi dalla carica di presidente del Consiglio Comunale", è l'auspicio formulato da Pippo Cavaliere.

"Anche l’ultima trovata, quella di inviare ai consiglieri comunali un parere legale, che potrebbe eventualmente costituire un utile contributo in un procedimento innanzi agli organi di giurisdizione amministrativa, rafforza la sensazione che Iaccarino, dalla notte di San Silvestro in poi, non abbia capito nulla non solo dell’accaduto, ma della sua stessa funzione e del ruolo che ricopre".

Cavaliere chiarisce che il fatto che il presidente del Consiglio Comunale non possa essere sfiduciato "disinvoltamente o pretestuosamente non significa che ricopra quel ruolo per avere vinto un concorso e che quindi sia inamovibile". 
Secondo il consigliere di opposizione, "paradossalmente, le ragioni perché lasci l’incarico si sono moltiplicate dopo il pubblico ludibrio a cui il suo comportamento nella notte di San Silvestro ha esposto la città. Questo bailamme poco decoroso di dimissioni date e ritirate, di pubblici quanto insinceri pentimenti, di requisitorie contro il primo cittadino seguite da riaffermazioni di lealtà sbalorditive e poco credibili, il solenne annuncio di non voler fare pressioni sul Consiglio comunale a cui invece ha fatto seguito l’invio di una nota a firma di un legale, disegnano un quadro di grande confusione e di totale inaffidabilità".

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