Partiti in affanno sulla nuova giunta, Landella attende (e se la ride). La Salandra sbotta: "Vincenti ma commissariati"

L'incastro è di difficile composizione mentre il tempo scorre. Le partite più difficili in casa Lega. Nuovo faccia a faccia nei Fratelli d'Italia. Seduzione Soragnese per la presidenza del consiglio

“Sono i partiti a doversi esprimere”. Una dichiarazione in cui è racchiusa tutta la forza politica del neoeletto Franco Landella, che sul tema giunta non si starebbe “spendendo” per niente in queste ore (tra l’altro ci sarebbe la questione Foggia Calcio ad assorbirlo completamente), aspettando che siano i partiti al loro interno a scontrarsi e a partorire nomi e soluzioni.

Soluzioni, sì. Perché i nodi da sciogliere sono tanti. Anzitutto quello degli eletti che non vogliono entrare in giunta rischiando di “fare la fine di Verile, Grilli e De Rosa” ripetono tra loro. Questione a cui si lega strettamente un’altra, quella cioè non eletti, grande quanto una casa nella Lega, alle prese con le sorti degli uscenti, per giunta consiglieri provinciali, Paolo La Torre e Raimondo Ursitti. Sul punto si sta muovendo il partito a livello regionale (e nazionale) con Luigi D’Eramo e Massimo Casanova. Non è chiaro come il nodo si scioglierà, se si scioglierà. L'impasse è tosto. Una riunione a Bari avrebbe dovuto tenersi oggi, poi saltata per impegni a Roma dei parlamentari. La stessa Forza Italia è nelle mani di Damiani e D’Attis, i regionali.

“Manchiamo solo noi e potremmo dire che le segreterie provinciali di Foggia hanno il sostegno” sbotta Giandonato La Salandra, che si sta recando ad un nuovo incontro/scontro con Franco Di Giuseppe sul caso giunta, e non solo. Come noto, Di Giuseppe perora la causa Erminia Roberto, l’uscente alle Politiche sociali, La Salandra preferirebbe un esterno, anche per il malcontento diffuso che la gestione Roberto ha provocato, politico ed amministrativo. Lo stesso sindaco si sarebbe lasciato scappare con qualche fedelissimo “mai più”. Ma Di Giuseppe è vecchia volpe della politica e sa come far capitolare i suoi interlocutori. “Mi auguro non serva arrivare allo scontro, non è possibile essere l’unica città capoluogo in cui il centrodestra ha vinto e non essere in grado di risolvercele da noi le questioni e ci facciamo commissariare da Bari”.

Nel frattempo Landella aspetta, alla porta. Il tempo scorre. Tempo un mese al massimo e dovrà insediarsi il consiglio. “In quella sede dovrà essere presentata anche la giunta altrimenti sarebbe una sconfitta politica” dichiara Bruno Longo, che la sua pedina l’ha già posizionata con l’uscente suo genero Claudio Amorese. Come se non bastasse, si fa sempre più insistente anche il braccio di ferro Iaccarino/Di Fonso sulla presidenza del consiglio. L’ennesima impasse che alimenta la seduzione delle ultime ore, ovvero quello di conferire la massima carica dell’assise ad una donna: in pole il nome di Concetta Soragnese, eletta con la Lega ma con un passato in Forza Italia, al fianco di Barbara Matera, la giusta mediazione in termini politici e competenza. Tutto è in divenire. Le prossime ore diranno qualcosa in più. Forse.

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