Michele Sisbarra 'ritira' la candidatura a sindaco di Foggia: "Città ipocrita, nessuno ha voluto esporsi"

Amara nota stampa dell'architetto foggiano. "La mia era una provocazione ma, difronte alla richiesta di un impegno concreto, nessuno ha voluto esporsi, nessuno ha mandato un suo contributo"

“Di fronte alla richiesta di un impegno concreto nessuno ha voluto esporsi, nessuno ha mandato un suo contributo. È una realtà ipocrita quella ci circonda, fatta di apparenza e ostentazione di ruoli. È una città che trascina indolente il proprio fardello di atavica ignavia”. Così l’architetto Michele Sisbarra, già consigliere comunale, abbandona l’idea di candidarsi a sindaco di Foggia. E lo fa inviando alla stampa una nota piena di amarezza. Era una provocazione la sua, certo, ma anche un input per verificare se effettivamente ci fossero forze in città desiderose di mettersi a disposizione per un progetto di legalità. Ha dovuto fare i conti con il nulla, il vuoto, l’assenza.

“È cominciato tutto come provocazione – esordisce Sisbarra -, per smuovere quel pantano politico che imbriglia la capacità di crescita di questa città. Uno stimolo ad aprire un dibattito su contenuti come “Legalità, Lavoro, Diritti dei cittadini” e non su nomi, per giunta soliti”.

“La provocazione di lanciare la “mia candidatura” ha avuto immediatamente molte reazioni sui social. Tantissime sono state le attestazioni di stima e incoraggiamento, molti hanno sostenuto la mia scelta e si sono messi a disposizione. Mi sono trovato di fronte all'espressione di un gran desiderio di cambiamento, imprimere un segno forte di legalità a una città smarrita nei valori, nelle regole e nei diritti di ogni cittadino. Ho ritenuto di raccogliere questa espressione diffusa e approfondire la mia azione, verificando la possibilità che da provocazione si potesse passare a concreta realtà. Consapevole che non si può viaggiare soli in un’avventura – continua Sisbarra-, ho contattato svariate e stimate persone, esempi di rettitudine personale e sociale riconosciuta. Persone, comunque, che avevano salutato positivamente la mia iniziativa”.

“Ho chiesto loro di dare un contributo fattivo, esprimersi cioè su un’idea di città possibile che potesse confrontarsi con quella di altri in modo da poter costruire un programma condiviso, ma soprattutto scevro dai condizionamenti dei partiti. L’idea condivisa aveva l’obiettivo di consegnare ai cittadini foggiani la certezza che ci si potesse liberare dai legacci del familismo, dei clientelismi, della malavitosa intromissione nella cosa pubblica. Convincere i cittadini che il bene di tutti poteva passare attraverso due semplici concetti: legalità e diritti”.


“Ebbene – conclude- difronte alla richiesta di un impegno concreto nessuno ha voluto esporsi, nessuno ha mandato un suo contributo. Questa è una triste consapevolezza che porto a voi cittadini che tanto desiderate il cambiamento. È una realtà ipocrita quella ci circonda, fatta di apparenza e ostentazione di ruoli. È una città che trascina indolente il proprio fardello di atavica ignavia. Per questo ho deciso di abbandonare il percorso intrapreso ma non il mio impegno civico e sociale. Nessuno può pensare di costruire da solo un cambiamento ma la solitudine è un’arma letale che può distruggere”.

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