Foggia in piazza contro la mafia, "Scritta una bellissima pagina". Landella: "Delinquenza alle corde, vinceremo insieme questa battaglia"

Il commento del sindaco di Foggia, a margine della manifestazione di ieri alla quale hanno partecipato circa 10mila persone (20mila dichiarate sul palco al termine dell'evento): "Repressione, prevenzione e riscatto culturale e civico possono e devono muoversi parallelamente. Ma servono più uomini e diminuire la percezione di insicurezza che resta altissima"

“Oggi è stata scritta una bellissima pagina di partecipazione e di desiderio di legalità. Foggia, come sempre, ha risposto compatta all’appello lanciato dall’associazione Libera, che ringrazio nelle persone di Don Luigi Ciotti e Daniela Marcone per aver promosso un’iniziativa che non è stata affatto una passerella ma, al contrario, una dimostrazione plastica del fatto che mafia e criminalità sono minoranza nella nostra comunità. Ringrazio soprattutto Don Ciotti per le sue meravigliose parole e per la forza del messaggio che ha consegnato alla nostra città. Un grazie va ai tanti amministratori che hanno sfilato assieme a noi, i partiti politici che non hanno avuto paura di esporre la loro appartenenza, i rappresentanti delle associazioni impegnate da sempre e silenziosamente su questa trincea, i sindacati e le organizzazioni datoriali e di categoria, gli istituti scolastici ed i cittadini che hanno scelto di affollare la manifestazione urlando il diritto alla sicurezza di questa terra. Grazie, ovviamente, alla ‘Squadra Stato’, al Prefetto Raffaele Grassi, al Procuratore Ludovico Vaccaro, a tutti i magistrati impegnati in questa battaglia, al Questore Paolo Sirna, al Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Colonello Nicola Lorenzon, al Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Colonnello Andrea Di Cagno, e ad ogni singolo agente. I risultati del loro lavoro confermano che i violenti colpi di coda di una delinquenza alle corde sono la conseguenza di una battaglia che lo Stato sta vincendo, senza se e senza ma. Non è cieco ottimismo, ma constatazione reale degli obiettivi raggiunti", è quanto dichiara il sindaco di Foggia Franco Landella dopo la manifestazione indetta da Libera contro la mafia.

"Ciò che oggi abbiamo affermato insieme è che i due livelli di intervento, quello della repressione e quello della prevenzione e del riscatto culturale e civico, possono e devono muoversi parallelamente. Da questo punto di vista è particolarmente importante l’annuncio formulato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, circa l’imminente istituzione della DIA a Foggia. È un segnale di attenzione rispetto ad una richiesta che il territorio ha avanzato da anni, in modo unanime e senza divisioni politiche, come dimostra la deliberazione approvata dal Consiglio comunale nel settembre del 2017. E allo stesso modo occorre che lo Stato colga l’urgenza di concedere un incremento di uomini, mezzi e magistrati per coloro i quali sul campo combattono la guerra contro l’anti-Stato. In questo senso il Comune di Foggia, pur non avendo competenze specifiche in materia di ordine pubblico, ha avvertito l’esigenza di sostenere l’attività dello Stato. Non a caso l’Amministrazione comunale ha installato 220 telecamere e ne installerà altre 120 nel prossimo giugno per aumentare la videosorveglianza della città. Ricondurre questo tema dentro una visione sistemica, anche in termini di azione ed operativi, è dunque l’unica via per rispondere con concretezza alle istanze delle nostre comunità, che pure, numeri alla mano, deve assumere consapevolezza della diminuzione dei reati, come ci dicono i bilanci annuali delle Forze dell’Ordine. Cifre che comunque non fiaccano la percezione di insicurezza, che resta altissima, soprattutto per la natura parassitaria e predatoria dei crimini commessi.

La politica e le istituzioni hanno il compito di declinare la legalità attraverso comportamenti privati, pubblici ed amministrativi specchiati ed irreprensibili; di attuare strategie che possano creare le condizioni per attrarre investimenti e creare nuova occupazione. Perché combattere ed annientare mafia e criminalità vuol dire innanzitutto offrire sicurezza per chi investe e lavora onestamente, garantire sviluppo ed opportunità occupazionali e di crescita sociale alle giovani generazioni, prosciugando la palude del disagio e dell’emarginazione di cui si nutre chi cerca manovalanza delinquenziale. Questo significa anche politiche nazionali che guardino al Sud, alla Puglia, a Foggia e alla Capitanata in modo nuovo ed intelligente, senza assistenzialismi inutili e puntando al progresso infrastrutturale di aree dalle immense potenzialità e dalle straordinarie vocazioni. Il futuro dei nostri giovani è il primo nemico della mafia ed è quello che, tutti assieme, dobbiamo difendere e coltivare.

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La manifestazione di oggi - conclude Landella - ci ha insegnato che contrapporre la speranza al pessimismo e alla rassegnazione è decisivo. I problemi, le difficoltà e le emergenze non vanno ignorate o nascoste. Ma non possono essere il solo orizzonte. La gioia, il sorriso, l’orgoglio di essere figli di Foggia e della Capitanata sono antidoti importantissimi e preziosi. E le occasioni in cui avvertire il senso profondo dell’essere comunità sono lo spirito che dobbiamo costruire ed attraverso il quale alimentare un migliore senso civico. Essere fieri delle nostre radici significa amare Foggia e proteggerla da chi intende calpestarla, nelle piccole come nelle grandi cose. La maggioranza di questa città è schierata convintamente dalla parte giusta, in una battaglia che stiamo vincendo e che continueremo a vincere insieme”.

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