Torna, allarga e seduce: così Landella si prepara al bis

Dopo la maggioranza numerica, il sindaco rivuole la maggioranza politica. A costo di "scomodare" i vertici nazionali. Come in effetti sta facendo. Cosa faranno Lega e Fdi? Lunedì vertice con le forze politiche

Franco Landella

Franco Landella non lascia. Anzi, raddoppia. Perchè non possono intendersi diversamente i messaggi politici lanciati oggi in conferenza stampa. “Il bis? Lo decido io e non accetto veti” dice chiaramente rispondendo ai giornalisti; presenta “Foggia in forma”, il periodico che, da qui alle prossime elezioni, lo poterà nelle case dei foggiani, e, ben consigliato - nonchè forte di tre consiglieri passati armi e bagagli a rafforzarlo (Clemente, Cassitti e Iaccarino, per i quali si apre un progetto di alleanza futura. “Hanno i voti” sussurrano), torna ad aprire al centrodestra. Ecumenicamente.

Vestendo i panni del mediatore, del ricompositore della compagine uscita fuori dalle urne del 2014. Indossando gli abiti del padre che chiama a raccolta i figli “offesi”: tornate, sembra dire Landella, c'è posto anche per voi. E mette sul tavolo gli assessorati e altre “camere di compensazione”. “Ma no l'azzeramento al buio, che sarebbe la certificazione del fallimento di questi quattro anni di amministrazione” chiarisce. E non si smuove. Pare disposto a (quasi) tutto. Ma non a quello, non all'azzeramento. Lunedì le convocherà tutte le forze politiche, preannuncia, spostando il cerino. “Io ho la responsabilità di provarci” dichiara, “poi, dipenderà da loro, si assumeranno la responsabilità della rottura”. Ecco perchè “il mio è un appello alla responsabilità”.

VIDEO | La scelta politica di Landella per scongiurare il commissariamento di Foggia

Dei partiti, anzitutto. Quelli tanto demonizzati ad inizio consiliatura. Ora servono. Il sindaco ha capito che l'interlocuzione “uno ad uno”, col singolo consigliere, non ha pagato. Se ne rende conto. Il prezzo è stato alto (il tanto agitato “ricatto politico”, fisiologica conseguenza del consigliere che crede di pesare e di essere determinante). E lo fa da una posizione di maggiore forza (con tre voti in più che lo mettono al riparo in aula), approfittando anche nei problemi interni che oggi hanno quei partiti. Infilandosi nelle loro ampie e vistose spaccature. Si pensi alla Lega, ad esempio, dove è in corso la contesa per la segreteria provinciale tra i consiglieri comunali Alfonso Fiore e Joseph Splendido e si prevedono nuovi innesti che andrebbero a rimescolare le acque (leggi Raimondo Ursitti, che due giorni fa a Termoli ha incontrato Salvini, o Giandiego Gatta, in aperta rottura con Vitali sulla gestione delle candidature e in procinto di passare nel Carroccio: domani una riunione non resa pubblica con il nuovo coordinatore degli enti locali, Maurizio Gasparri, a Bari, dovrebbe affrontare la questione); quella Lega tutta da costruire in Capitanata dove c'è la corsa alla poltrona, al posto al sole, alla legittimazione, dove uno dice A (i segretari pro tempore, Contini e Fariello) e l'altro dice B (i consiglieri comunali). Oggi i segretari erano alla conferenza di Landella. Tutti e due.

“Sono pronti a ricucire – sussurra un addetto ai lavori-, Fariello potrebbe diventare assessore. Tra quindici giorni torna Salvini in zona e si risolverà la questione. Non ha alcun interesse ad aprire un fronte foggiano con Forza Italia” continua la nostra fonte. Ma i consiglieri comunali? “Dovranno accordarsi”. Mentre Landella conta di recuperare anche Ursitti. Ma si sussurra anche di un ammorbidimento dei Fratelli d'Italia, con un Giandonato La Salandra, segretario provinciale del partito della Meloni, molto più ben predisposto ad una ricucitura rispetto al capogruppo Giuseppe Mainiero. Il vertice di lunedì sarà una cartina di tornarsole importante per capire come stanno le cose e quanto conta chi. Intanto il consigliere comunale Bruno Longo, investito del ruolo di mediatore, conferma a Foggiatoday: “Si sta cercando di recuperare la coalizione. Sulla maggioranza numerica vogliamo innestare quella politica”. Un'operazione che, ove riuscisse, consentirebbe a Landella di navigare in acque sicuramente più serene di quelle in cui ha nuotato fino ad oggi, senza il ricatto del singolo voto. E alle accuse di scollamento tra esecutivo e consiglio, tra gestione ed aula, risponde con la proposta di una delega per ciascun consigliere, “sì che possano comprendere cosa significa governare”. Un precedente in questo senso c'è, consiliatura Ciliberti, ed è stato disastroso. “Ma io non sono Ciliberti - dice - ed io miei consiglieri non sono il centrosinistra”. Di fronte alla crisi di quest'ultimo, per Landella è il momento di allargare in vista del 2019 anche a chi proviene da esperienze opposte al centrodestra. “Solo così - dice - possiamo provare a battere i 5 stelle”. Trasformismo? Giammai! “Altrimenti – dice- mi si deve spiegare perchè se lo fa Emiliano va tutto bene, se lo faccio io no”. La campagna elettorale sembra iniziata, insomma. Ed è iniziata oggi.

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