Case assegnate con sorteggio, Landella difende la procedura: "Lineare e trasparente". E annuncia azioni legali

Il sindaco di Foggia si scaglia contro il capogruppo della Lega, Antonio Vigiano, che ieri aveva parlato di "segnalazioni di assegnazioni sospette": "Accuse gravi, si facciano i nomi o denuncerò alla Magistratura"

«Ancora una volta, desta sorpresa e indignazione il modo di fare politica di un consigliere comunale che, invece di informarsi sulle vicende che poi commenta con roboanti comunicati stampa, si affida -senza procedere alle necessarie verifiche preventive- alle “voci di corridoio”, peraltro chiaramente provenienti da chi ha interesse a gettare fango sull’Amministrazione e a rimestare nel torbido». Commenta così il sindaco di Foggia Franco Landella le esternazioni del consigliere comunale Antonio Vigiano, affidate ad un comunicato stampa pubblicato da Foggiatoday, “e tese a gettare infondate ombre sull’assegnazione degli alloggi di Via Lucera”. La nota stampa, che riprende la pec urgente che il capogruppo della Lega ha inviato ieri al primo cittadino per ottenere chiarimenti, riguarda il sorteggio andato in scena ieri a Palazzo di Città per assegnare 96 dei 112 appartamenti di via Lucera.

«Se legittima e, anzi, doverosa è l’azione di controllo che un pubblico amministratore vuole esercitare sulle procedure e i criteri adottati per l’assegnazione in questione, -prosegue il Sindaco- assolutamente irresponsabile e diffamatorio è parlare di “assegnazioni sospette” e di “metodi clientelari”, sia pure retoricamente, assegnando tali accuse a non meglio precisate “segnalazioni” giunte a chi muove accuse così gravi. La professione del consigliere Vigiano, avvocato del Foro di Foggia, dovrebbe consigliargli di adottare metodi ben più cauti nel formulare addebiti che non attribuisce a fonti certe e verificabili. Affidarsi alle scontate lamentele di cittadini che non hanno ottenuto quello che speravano –magari, semplicemente, perché non ne avevano diritto- è un esercizio molto pericoloso, che può populisticamente fruttare la simpatia di qualche elettore, ma anche guadagnare una denuncia presso la Magistratura per aver esternato infondate affermazioni di rilevanza penale a mezzo stampa. Queste affermazioni saranno valutate sin da domani mattina con gli uffici legali del Comune non solo per tutelare il buon nome dell’ente, ma per garantire anche il rispetto professionale ed umano di tutte le persone che hanno operato per portare a termine nel pieno rispetto della Legge la procedura di assegnazione.

Sono dichiarazioni che offendono in primo luogo i dipendenti della tecnostruttura che detengono le competenze assegnate dalla legge per questi procedimenti e che operano al servizio dell’Amministrazione comunale in un settore delicato che raccoglie ogni giorno l’esasperazione dei cittadini in difficoltà. Il mio ringraziamento va proprio a questi operatori sempre esposti in prima persona e sottoposti a grandi pressioni psicologiche: per il loro meritorio impegno hanno diritto ad essere rispettati e a non essere coinvolti in squallide strumentalizzazioni politiche».

«Posso capire –aggiunge Landella- che, in mancanza di argomenti fondati per ottenere il suo “quarto d’ora di visibilità”, Vigiano si aggrappi a qualsiasi voce riesca a raccogliere contro l’Amministrazione, dalle chiacchiere da bar ai pettegolezzi su Facebook, ma che metta nero su bianco le comprensibili illazioni di chi contesta per scarsa conoscenza oppure con il malevolo intento di annullare la procedura e cercare qualche altra strada per giungere all’obiettivo dell’assegnazione, è un fatto che non ci si aspetta da un avvocato e, in ogni caso, da un pubblico amministratore. I criteri di assegnazione non sono certo materia che viene arbitrariamente decisa dal Comune di Foggia: nella attribuzione si adottano principi generali di legge e di logica che vengono scrupolosamente verificati dai funzionari sulla base della documentazione fornita dagli stessi candidati. Ovviamente, nella distribuzione degli appartamenti si adotta primariamente il criterio della presenza di disabili nel nucleo famigliare e poi quello della proporzione della consistenza numerica rispetto alla superficie dei locali a disposizione. In presenza di parità di requisiti tra diversi soggetti è chiaro che l’unico criterio che possa allontanare proprio il sospetto di favoritismi formulato da Vigiano è il sorteggio, effettuato pubblicamente, in presenza degli stessi aventi causa e sotto il controllo delle forze dell’ordine: condizioni rispettate rigorosamente nella procedura che è stata attuata questo pomeriggio, dalle 16 alle 22.20 circa, nell’Aula consiliare di Palazzo di Città, alla presenza dei funzionari della Digos della Questura di Foggia e dei Vigili Urbani con registrazione integrale video e audio di quanto avvenuto.

Sorteggio che ha trovato, alla fine, dichiaratamente soddisfatta la quasi totalità delle persone che sono intervenute. È chiaro che chi non ha visto soddisfatte le proprie aspettative non poteva che dar vita a chiacchiere e malignità che, però, dovevano essere valutate con maggiore cautela da chi, per professione e per ruolo amministrativo, non può e non deve accogliere acriticamente ogni segnalazione che riceve».

In merito alle affermazioni di Vigiano, l’Assessore comunali ai Lavori Pubblici Antonio Bove, coinvolto in prima persona nelle procedure di assegnazione, fa in primo luogo notare che il consigliere è talmente male informato su quanto è accaduto nel pomeriggio, da non sapere neppure che le assegnazioni non riguardano quattro ma ben sei fabbricati: questo già fa comprendere l’inattendibilità delle sue fonti. Bove, anch’egli avvocato del foro foggiano, chiede altresì a Vigiano di dichiarare pubblicamente le identità delle persone che gli hanno parlato di “assegnazioni sospette” e i “metodi clientelari”: in mancanza di tale chiarimenti, l’Assessore e gli altri Amministratori colpiti dalle ingiuste accuse –l’Assessore all’Urbanistica Francesco D’Emilio e il Consigliere Delegato alle Politiche Abitative Saverio Cassitti- annunciano le opportune azioni legali per tutelare la propria onorabilità, proporzionate alla brutalità e alla sconvenienza delle forme comunicative e dei contenuti scelti dallo stesso Vigiano.

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«È, in ogni caso, incomprensibile –conclude il sindaco Landella- come un consigliere che vuole e deve operare per il bene dei cittadini, invece di plaudire al risultato positivo ottenuto da una ente che, dopo circa 20 anni, riesce a dare sistemazione a 96 famiglie foggiane in condizioni di disagio abitativo, durante una seduta avvenuta nella più totale tranquillità e con l’approvazione degli aventi diritto, vuole trovare a tutti i costi il marcio dove questo non esiste, pur di trarne un vantaggio politico personale: una “tempesta in un bicchier d’acqua” che, oltre a non fargli onore, si ritorce contro di lui proprio in termini di scarsa credibilità e, comunque, di superficialità nella azione amministrativa». 

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